Posts Tagged ‘stranieri’

Europei e stranieri possono autocertificare, Tribunale di Brescia

18.Marzo.2016 · Posted in varie

Autocertificazione extracomunitari. Sentenza Tribunale Brescia apre a parita’ trattamento Firenze, 18 Marzo 2016. Il Tribunale di Brescia, Dott.ssa Silvia Mossi, con sentenza n. 167/2016 dello scorso 4 febbraio, ha fatto un passo da gigante verso la parità di trattamento fra cittadini italiani e comunitari e gli stranieri extracomunitari. ...

Autocertificazione extracomunitari. Sentenza Tribunale Brescia apre a parita’ trattamento

Firenze, 18 Marzo 2016. Il Tribunale di Brescia, Dott.ssa Silvia Mossi, con sentenza n. 167/2016 dello scorso 4 febbraio, ha fatto un passo da gigante verso la parità di trattamento fra cittadini italiani e comunitari e gli stranieri extracomunitari.

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La Svizzera dice no all’espulsione degli stranieri

02.Marzo.2016 · Posted in attualità

Zurigo – Ieri i cittadini svizzeri sono stati chiamati alle urne per una serie di referendum. Tra questi la proposta di espellere automaticamente i criminali 
stranieri, anche per reati non gravi. Alla proposta hanno detto no il 59% degli elettori elvetici. Una consultazione che è arrivata in un periodo in cui molti 
Paesi europei stanno ...

Zurigo – Ieri i cittadini svizzeri sono stati chiamati alle urne per una serie di referendum. Tra questi la proposta di espellere automaticamente i criminali 
stranieri, anche per reati non gravi. Alla proposta hanno detto no il 59% degli elettori elvetici.

Una consultazione che è arrivata in un periodo in cui molti 
Paesi europei stanno inasprendo le posizioni verso i migranti, 
dopo che lo scorso anno ne sono arrivati nel vecchio continente 
oltre mezzo milione.

Fonte: www.migrantesonline.it, migrantitorino.it

 

 

I contributi degli stranieri pagano 600 mila pensioni

26.Ottobre.2015 · Posted in varie

Con i contributi degli stranieri pagate 600 mila pensioni l’anno Il ruolo economico degli immigrati in Italia: producono l’8,6% del PIL e versano 16 miliardi tra Irpef e contributi previdenziali. E nei paesi d’origine investono più dei nostri governi. La fotografia dell’economia dell’immigrazione presentata dalla Fondazione Leone Moressa con la quinta edizione del Rapporto annuale ...

Con i contributi degli stranieri pagate 600 mila pensioni l’anno
Il ruolo economico degli immigrati in Italia:
producono l’8,6% del PIL e versano 16 miliardi tra Irpef e contributi previdenziali.
E nei paesi d’origine investono più dei nostri governi.

La fotografia dell’economia dell’immigrazione presentata dalla Fondazione Leone Moressa con la quinta edizione del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione, pubblicato con il contributo della CGIA di Mestre e con il patrocinio di OIM e MAECI. L’edizione 2015,  “Stranieri in Italia, attori dello sviluppo”, si focalizza sul ruolo economico dell’immigrazione nello sviluppo sia in Italia (sotto forma di tasse, contributi e valore aggiunto) che nei paesi d’origine (attraverso la cooperazione internazionale, l’attrazione di investimenti e le rimesse inviate in patria).
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Treviso si apre agli stranieri… forse

02.Dicembre.2013 · Posted in varie

A Treviso i figli degli immigrati, se nati in Italia, avranno la cittadinanza onoraria. Lo ha deciso il Consiglio Comunale approvando una delibera della giunta di centrosinistra guidata dal democratico Giovanni Manildo. L’iniziativa, come avvenuto in altri comuni, si inserisce nel dibattito nazionale sullo ius soli, ma nella città veneta ha un sapore particolare: a ...

A Treviso i figli degli immigrati, se nati in Italia, avranno la cittadinanza onoraria. Lo ha deciso il Consiglio Comunale approvando una delibera della giunta di centrosinistra guidata dal democratico Giovanni Manildo. L’iniziativa, come avvenuto in altri comuni, si inserisce nel dibattito nazionale sullo ius soli, ma nella città veneta ha un sapore particolare: a Treviso infatti la Lega nord ha amministrato per vent’anni, metà dei quali con Giancarlo Gentilini come sindaco, autore di slogan e campagne contro gli immigrati.

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A Palermo gli stranieri si preparano al voto

19.Settembre.2013 · Posted in varie

Consulta delle culture: a Palermo gli stranieri si preparano al voto. I 21 membri eletti rappresenteranno tutte le aree geografiche del mondo. A partire dal 20 settembre fino al 26, gli stranieri di Palermo potranno presentare, presso l’ufficio elettorale del Comune in piazza Giulio Cesare 52, le candidature per l’elezione della Consulta delle culture. ...

Consulta delle culture: a Palermo gli stranieri si preparano al voto.
I 21 membri eletti rappresenteranno tutte le aree geografiche del mondo.

A partire dal 20 settembre fino al 26, gli stranieri di Palermo potranno presentare, presso l’ufficio elettorale del Comune in piazza Giulio Cesare 52, le candidature per l’elezione della Consulta delle culture.

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Il lavoro in Italia parla un’altra lingua

10.Novembre.2012 · Posted in economia, extrafrica

C’è chi li addita tra le cause principali della disoccupazione, invece gli stranieri creano occupazione. In anteprima i dati che il Cespi presenterà a Roma il 12 novembre di Paolo Tosatti ...

C’è chi li addita tra le cause principali della disoccupazione, invece gli stranieri creano occupazione. In anteprima i dati che il Cespi presenterà a Roma il 12 novembre

di Paolo Tosatti

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A rischio l’esperienza dei Comuni solidali calabresi

12.Luglio.2012 · Posted in extrafrica

Qui alcuni articoli di giornale che testimoniano la gravità della situazione dei comuni solidali calabresi che hanno fatto dell’accoglienza degli stranieri un fattore per lo sviluppo dei loro territori e dei loro cittadini. Adesso sono a rischio gli stipendi di tutte le persone coinvolte in questi progetti di accoglienza e l’esistenza stessa di queste esperienze ...

Qui alcuni articoli di giornale che testimoniano la gravità della situazione dei comuni solidali calabresi che hanno fatto dell’accoglienza degli stranieri un fattore per lo sviluppo dei loro territori e dei loro cittadini. Adesso sono a rischio gli stipendi di tutte le persone coinvolte in questi progetti di accoglienza e l’esistenza stessa di queste esperienze che hanno dimostrato come sia possibile accogliere gli stranieri, sviluppare i territori calabresi in via di spopolamento e far risparmiare le casse dello Stato. I progetti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) infatti costano meno del mantenimento dei vari Cie e simili.

 

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Banca etica degli africani: cos’è e perché

20.Dicembre.2009 · Posted in economia

Oggi in Italia, i cittadini stranieri legalmente residenti risentono di una forte necessità di soddisfare le esigenze economico-finanziarie coperte solo parzialmente o non coperte dal sistema bancario italiano, da cui più del 40% di questa popolazione è esclusa. Purtroppo, come dimostrato da autorevoli studiosi americani, la esclusione finanziaria determina automaticamente la esclusione sociale. Questa crescente ...

MoneyOggi in Italia, i cittadini stranieri legalmente residenti risentono di una forte necessità di soddisfare le esigenze economico-finanziarie coperte solo parzialmente o non coperte dal sistema bancario italiano, da cui più del 40% di questa popolazione è esclusa. Purtroppo, come dimostrato da autorevoli studiosi americani, la esclusione finanziaria determina automaticamente la esclusione sociale.

Questa crescente clientela, che spesso subisce le condizioni sociali sfavorevoli, richiede servizi bancari e finanziari classici (conto corrente, carta di credito, mutui, finanziamenti ….) e soprattutto servizi di money transfer e finanziamento di investimenti nel paese di origine.

Secondo i dati della World Bank al 2008, le rimesse ufficialmente registrate verso i PVS erano pari ad almeno 338 miliardi di dollari fornendo supporto ad oltre 700 milioni familiari nei paesi di origine: cifra che risulta più volte superiore all’APS (Aiuto Pubblico allo Sviluppo) e agli investimenti esteri diretti. (In Italia, nel 2007, le rimesse erano stimate a più di 6 miliardi di euro con una spedizione pro capite di euro 2056,00: fonti. Ufficio Italiano Cambi).

In termini macroeconomici, le rimesse degli stranieri costituiscono uno dei fattori che possono portare alla crescita delle economie più arretrate, in quanto il denaro viene inviato direttamente alle famiglie che vivono in uno stato di bisogno. Aumentando il potere d’acquisto di queste famiglie e lasciando a loro decidere le modalità di impiego di queste somme si ottiene una forma di intervento sicuramente più efficace e più utile rispetto ai tradizionali aiuti umanitari. Inoltre, su larga scala, l’afflusso delle rimesse rafforza la bilancia nazionale dei pagamenti e riduce la percentuale di debito da esportare.

Gli studi in questo settore, sviluppati – dalla Management Consulting Group Scarl, società promotrice della Banca Etica della Diaspora Africana – per un periodo di 3 anni, hanno permesso di trarre le conclusioni secondo cui le società finanziarie che oggi fanno d’intermediazione per questo segmento di mercato agiscono soltanto in qualità di feroci estrattori di reddito degli immigrati, prive di ogni logica di strategia e di responsabilità sociale d’impresa. Basta guardare le commissioni e i relativi tassi di cambi che vengono loro applicate. Inoltre, la diaspora imprenditrice è costantemente confrontata alla questione del credito e alla non concessione dei prestiti e fiducia per attività da intraprendere sia in Italia e/o Europa che nei vari paesi di origine.

Una via strategica di massima importanza è senza ombra di dubbi quella di elaborare meccanismi per dotare gli africani in Italia di modalità e strumenti di azione efficaci e mirati per poter realizzare interventi di tipo socio-imprenditoriali, ma anche socio-comunitari nei paesi africani.

Si tratta di operare affinché i migranti africani possano disporre di propri meccanismi di sostegno finanziario a progetto imprenditoriali verso l’Africa e della possibilità di fornire garanzie al mondo finanziario italiano e internazionale. A questo proposito, il complesso e ambizioso obiettivo di costituire una Banca Etica della Diaspora Africana, cioè volta a costruire meccanismi e strumenti per favorire l’integrazione finanziaria della popolazione africana in Italia e/o Europa e promuovere e/o facilitare il ritorno produttivo al proprio paese di origine, costituisce un progetto di assoluto rilievo.

L’idea nasce nel lontano 1997 e si concretizza nel 2006 quando Francis Nzepa, Medico chirurgo, specializzato in gastroenterologia, allora studente MBA alla Scuola di Direzione Aziendale Bocconi, ottenne il sostegno di alcuni compagni MBA, professionisti italiani e africani.

La costituenda UNICONTINENTAL BANK ha come obbiettivi sia quello di aumentare la bancarizzazione degli africani, dunque l’accesso ai servizi finanziari, e di ridurre i costi e formalizzare il canale di invio delle rimesse; sia di canalizzare le rimesse in investimenti produttivi e generatori di reddito, soprattutto di coloro i quali intendano rientrare personalmente per avviare una propria attività.

La banca si propone come “banca degli investimenti” della diaspora africana con un carattere ETICO sia rispetto all’apertura per la concessione dei finanziamenti a forme di garanzia dettate da VINCOLI SOCIALI e non solo da “eleggibilità economica”, sia rispetto alla possibilità, attraverso una Fondazione a cui verranno destinati il 10% degli utili che potrà sostenere progetti di carattere sociale, in particolare di tipo sanitario.

Anche se non potrà né dovrà sostituirsi ai donors tradizionali e diventare il motore della cooperazione tra Italia e Africa, la UNICONTINENTAL BANK è un primo importante passo verso una capacità in parte autonoma della diaspora di autofinanziarsi i propri progetti.

In conclusione, si può affermare che la capacità di invio di rimesse da parte degli stranieri è strettamente collegata al rapporto fra essi e i canali ufficiali per l’invio del denaro. Un accesso facilitato ai servizi bancari e finanziari consente di potenziare le virtualità insite in questo ingente movimento di capitale con effetti ben visibili di creazione di nuove imprese nel sud del mondo dando così un senso realistico e concreto al concetto di co-sviluppo “come esercizio di partenariato tra colui che dà e colui che riceve, e la necessità che i beneficiari locali si approprino delle politiche di sviluppo, se si vuole che questi siano efficaci. Questo significa dare più importanza alle dinamiche di processo che ai risultati immediati”.    

Rémy Guemne Chassem, Economista