Il 19 settembre 2008 là-bas a Castelvolturno

Il 19 settembre del 2008 , il giorno dopo la strage di Castelvolturno, centinaia di migranti, connazionali delle vittime uccise, con un atto di GRANDE CORAGGIO, scatenarono una rivolta popolare cui parteciparono gran parte dell’intera comunità africana di Castelvolturno CONTRO LA MALAVITA LOCALE.

Il processo per la strage di Castelvolturno è iniziato il 12 novembre 2009 presso la Corte d’assise di Santa Maria Capua Vetere , dove gli imputati sono accusati di strage a finalità terroristica aggravata dall’odio razziale, omicidio e tentato omicidio. In seguito, i giudici hanno confermato le tesi dell’accusa, un caso senza precedenti nella storia giudiziaria della camorra.

Otto le vittime, tra cui il sopravissuto alla strage del 2008 e morto successivamente il PRIMO MARZO 2012, data storica per la lotta dei diritti migranti in Italia.

 

LE VITTIME DELLA STRAGE:

  • Antonio Celiento
  • Kwame Antwi Julius Francis: nato nel 1977 in Ghana, era fuggito dal suo Paese nel 2002, attraversando il deserto del Niger e fermandosi in Libia per lavorare come muratore e guadagnare la somma necessaria per pagarsi il viaggio attraverso il Mediterraneo. Francis aveva formalizzato la sua domanda di asilo a Crotone e poi si era trasferito a Castelvolturno, ottenendo dopo diversi anni la “Protezione Umanitaria”. Lavorava come muratore e piastrellista e si era iscritto ad un corso di formazione per apprendere il mestiere di saldatore. Viveva in un appartamento situato sopra la sartoria dove è avvenuta la strage ed era sceso in strada perché Eric, un’altra delle vittime, lo aveva chiamato: aveva un lavoro da offrirgli come muratore.
  • Affun Yeboa Eric: si trovava sul luogo della strage unicamente perché era passato a prendere Francis. Il suo cadavere è stato ritrovato riverso al volante della sua auto, parcheggiata davanti alla sartoria. Aveva chiamato Francis e lo stava aspettando: aveva ancora la cintura di sicurezza allacciata. Eric era in Italia dal 2004, proveniva dal Ghana ed era sprovvisto di permesso di soggiorno. Da poco tempo si era trasferito a Castelvolturno dove aveva iniziato a lavorare come carrozziere.
  • Samuel Kwako: veniva dal Togo, faceva il muratore ma, come anche Alex, anche lui non rifiutava di lavorare nelle campagne.
  • El Hadji Ababa: veniva dal Togo e viveva in Italia da cinque anni. Gestiva la sartoria “Ob Ob exotic Fashions”. Il suo corpo è stato ritrovato senza vita accasciato sulla macchina per cucire, perché quella sera stava terminando di lavorare per poi consumare il pasto serale del periodo del Ramadan, insieme a due amici che lo avevano raggiunto.
  • Jeemes Alex: cittadino togolese, aveva un permesso di soggiorno per “protezione umanitaria” ottenuto a Siracusa. Unione Nazionale Dei Lavoratori va saltuariamente come muratore ma non rifiutava di lavorare nelle campagne. Si trovava nella sartoria perché aveva iniziato a collaborare con El Hadji per la vendita dei vestiti.
  • Christopher Adams: aveva 28 anni ed era ghanese. Era in Italia dal 2002 e aveva ottenuto il permesso di soggiorno per protezione umanitaria. Adams faceva il barbiere a Napoli, in piazza Garibaldi. La sera della strage era andato nella sartoria per un saluto agli amici.
  • Joseph Ayimbora: anche lui ghanese, è l’unico sopravvissuto alla strage, nonostante le gravi ferite alle gambe ed all’addome. Aveva un permesso di soggiorno dal 1998, vivendo con la compagna e la loro bambina nata in Italia. La collaborazione di Ayimbora, che si è salvato fingendosi morto, con le forze dell’ordine e gli inquirenti è stata determinante per la ricostruzione dei fatti e l’individuazione degli assassini. È morto d’infarto il 1º Marzo 2012.

http://www.youtube.com/watch?v=8VWfBkTOdBA&feature=related

 

Fonte: Cécile Kyenge Kashetu

 

 

 

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2 thoughts on “Il 19 settembre 2008 là-bas a Castelvolturno

  1. La ricostruzione della storia di ciascuna delle vittime sconvolge per la crudeltà del loro destino, e allo stesso tempo restituisce la loro memoria. Per questa bisognerebbe che l’amministrazione locale pensasse ad intitolare una piazza.

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