Kenya : Odinga “non riconosce” la sua sconfitta

NAIROBI – Raila Odinga, candidato sconfitto da Uhuru Kenyatta alle presidenziali del Kenya secondo le cifre non ufficiali, “non riconosce” la sua sconfitta, poiché lo scrutinio è stato “falsato”, ha detto sabato scorso all’AFP il suo principale consigliere Salim Lone.

Il signor Odinga avrebbe dovuto parlare sabato mattina, una volta che la Commissione elettorale aveva annunciato i risultati ufficiali delle elezioni di lunedì scorso. I risultati provvisori di tutte le 291 circoscrizioni redatti dalla Commissione riportano la vittoria del signor Kenyatta, vincitore al primo turno, con all’incirca 4.000 preferenze in più della maggioranza assoluta.

Raila Odinga “non conoscerà il risultato di quest’elezione, contesterà i risultati davanti alla Corte suprema”, ha dichiarato il signor Lone, raggiunto al telefono.

“Non riconoscerà quest’elezione perché è stata falsata” tuttavia “chiede ai (suoi) sostenitori di restare calmi”, ha aggiunto.

La coalizione che ha sostenuto il signor Odinga – in ritardo sul signor Kenyatta dall’inizio delle operazioni di spoglio -aveva accusato giovedì scorso il processo di compilazione dei risultati, sostenendo che questi erano stati “manomessi”.

Dal canto loro, Uhuru Kenyatta e il suo alleato William Ruto “sono fieri e onorati della fiducia che è stata posta in loro” dal paese, ha risposto in un comunicato la loro coalizione Jubilee. Kenyatta in persona avrebbe dovuto parlare anche lui dopo l’annuncio ufficiale dei risultati dalla Commissione elettorale.

Quest’ultima non ha ancora annunciato ufficialmente l’elezione del signor Kenyatta alla testa dello Stato e doveva pubblicare sabato verso le 11 i risultati ufficiali della consultazione.

I risultati di tutte le 291 circoscrizioni, pubblicati nella notte sugli schermi presenti nella sede della Commissione elettorale, danno a Kenyatta 6.173.433  preferenza su un totale di 12.338.667 di voti, ossia il 50,03% dei votanti.

Dal canto suo Odinga, primo ministro uscente, ha raccolto 5.340.546 di voti, ossia il 43,28% dei votanti e registra, a 68 anni, la sua terza e probabilmente ultima sconfitta presidenziale. Le cifre della Commissione mostrano un tasso di partecipazione record vicino al 85%.

I partigiani del signor Kenyatta, 51 anni, hanno cominciato a festeggiare, a metà della notte, la vittoria del loro campione mentre quelli di Odinga, sotto choc, aspettavano che quest’ultimo parlasse pubblicamente.

Finora nessun incidente di rilievo è stato segnalato, cinque anni dopo le terribili violenze seguite alla contestata sconfitta di Odinga alle presidenziali di fine 2007, annunciata dopo uno spoglio sospettato di essere stato sabotato.

Kenyatta, che a quel tempo sosteneva l’uscente Mwai Kibaki – allora rieletto per pochi voti e che, a 81 anni, non si è ripresentato quest’anno -, e il signor Ruto, all’epoca dietro Odinga, sono entrambi accusati dalla Corte penale internazionale (CPI) per il loro presunto ruolo nell’0rganizzazione di quelle violenze tra i sostenitori dei due partiti.

L’alleanza, a priori contro natura, tra questi due ex nemici è il principale fatto che ha permesso l’ampia vittoria di Kenyatta.

Interrogato dall’AFP sulle conseguenze di questa elezione sul prossimo processo dei due uomini alla CPI, un portavoce della coalizione Jubilee ha rifiutato di commentare, ma ha riferito precedenti dichiarazioni di Kenyatta assicurando che collaborerà in tutti i casi con l’istituzione giudiziaria internazionale.

Fonte: AFP, afriquinfos.com

 

 

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