Comitato KEK-CCEE. Incontro sulle migrazioni

“L’Europa non è del tutto preparata. Chi ne soffre di più è la famiglia migrante”

 
Roma (NEV), 17 marzo 2010 – Il fenomeno delle migrazioni è stato al centro dell’incontro svoltosi a Istanbul (Turchia) dal 7 all’11 marzo 2010 tra rappresentanti della Conferenza delle chiese europee (KEK) e del Consiglio della Conferenze episcopali europee (CCEE) (vedi NEV 10/10). L’incontro annuale del Comitato congiunto KEK-CCEE ha prodotto un comunicato finale dal titolo “Cristiani: migranti per vocazione”.

“Il fenomeno migratorio non è una novità – si legge nel testo diramato l’11 marzo -. Ogni epoca storica è stata segnata da flussi migratori più o meno consistenti. Oggi nel mondo una persona su sei è in movimento! Pertanto appare evidente che anche in Europa, accanto alla mobilità di beni, capitali e servizi, vi è la mobilità umana per la quale i nostri paesi non sembrano essere del tutto preparati”, è l’opinione dei partecipanti all’incontro che deplora in particolare la seguente situazione: “E’ l’istituzione famigliare a soffrire maggiormente di alcune norme inique che regolano il fenomeno migratorio.

Spesso il nucleo famigliare è costretto a separarsi per la mancata possibilità del ricongiungimento famigliare. Le prime vittime di simili politiche sono i bambini costretti a crescere in un contesto sociale privo degli affetti e dell’educazione congiunta di un padre e di una madre”. Un fenomeno dalla “portata devastante” per il futuro dell’Europa, com’è stato sottolineato.

I delegati della KEK e del CCEE hanno ribadito la necessità di riconoscere sempre e ovunque “la dignità personale di tutti, anche degli immigrati non regolari e dei richiedenti asilo”. Le stesse chiese sono invitate a farsi promotrici di tale impegno promuovendo il bene integrale di tutti, anche quello spirituale, come garanzia di piena integrazione. Il CCEE e la KEK hanno inoltre riconosciuto l’importanza del lavoro congiunto svolto nel campo delle relazioni con i musulmani in Europa e hanno espresso la volontà di proseguire in questo dialogo a livello locale e continentale.

Nel pomeriggio di martedì 9 marzo, la delegazione KEK-CCEE è stata ricevuta in udienza privata dal Patriarca Ecumenico Bartolomeo I che ha invitato le chiese a proseguire il loro impegno per la promozione di una comune testimonianza cristiana in Europa.

La KEK è una comunione di 120 chiese ortodosse, protestanti, anglicane e vecchio-cattoliche di tutti i paesi europei, e di 40 organizzazioni associate. Presidente è il metropolita Emanuel di Francia del Patriarcato ecumenico; segretario generale è l’anglicano Colin Williams. Fondata nel 1959, la KEK ha uffici a Ginevra, Bruxelles e Strasburgo.

Al CCEE fanno capo le 33 conferenze episcopali presenti in Europa. Lo presiede il cardinale Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest, Primate d’Ungheria; segretario generale è P. Duarte da Cunha. La sede è a San Gallo (Svizzera).

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