Africani salveranno Rosarno

>Chi ha assistito all’incontro di domenica scorsa in Calabria per la presentazione del libro “Gli Africani salveranno Rosarno”, a cura di Antonello Mangano, e del documentario “Come un uomo sulla terra” di Andrea Segre, non deve aver avuto l’impressione di trovarsi nella punta meridionale del ‘Bel Paese’.

Potrebbe aver avuto l’impressione di essere in una di quelle conferenze internazionali che di solito hanno luogo nel nord Italia o a Roma, solo per il fatto che lì i collegamenti sono più rapidi ed economici.

Nonostante tutto, notevole è stata la partecipazione del pubblico: non solo di quello di Rosarno e della Calabria ma, soprattutto, degli africani.

come un uomo sulla terra

Gli Africani salveranno Rosarno’ ha dato fastidio a qualche abitante. E’ stato sottolineato, tuttavia, che il titolo evidenzia come qualcosa di nuovo stia accadendo nella Piana di Gioia Tauro: gli Africani, che evidentemente non conoscono l’omertà, hanno denunciato gli aggressori che, lo scorso dicembre, a colpi di arma da fuoco hanno ferito gravemente due lavoratori migranti.

Subito dopo il fatto si sono messi in fila davanti alle sedi di Polizia e Carabinieri per la denuncia dell’accaduto. Non lo hanno fatto soltanto gli amici più vicini alle due vittime, ma anche le centinaia di migranti che sopravvivono nella zona.

L’internazionalità dell’incontro è stata data proprio dalla loro presenza. Più e più volte sono stati ringraziati dai relatori per l’esempio che hanno dato.

A Rosarno e in tutta la Piana di Gioia Tauro non accade di frequente, e ancor meno di frequente accade in Italia, che ad una conferenza, in un auditorium comunale, partecipino degli extra-europei sconosciuti, senza sponsorizzazioni di grossi enti o di personaggi famosi. Probabilmente nel silenzio mediatico, quasi unanime, qualcosa sta cambiando.

Puntualmente alle quattro del pomeriggio di domenica già erano presenti tutti gli organizzatori e i relatori mentre a poco a poco arrivavano tante persone non solo rosarnesi, ma anche provenienti dalla Calabria e dall’Africa.

L’incontro è stato organizzato dall’Arci di Rosarno e dall’Osservatorio migranti africalabria.org

Come già ci si immaginava dalla presentazione su Facebook e sulla stampa, il profilo dell’incontro è stato elevato ed interessante. Sicuramente originale.

Giuseppe Scandinaro, presidente Arci Rosarno “Casa del Popolo Giuseppe Valarioti“, ha introdotto l’incontro che è stato moderato da Tiziana Barillà dell’Osservatorio migranti.

Oltre all’autore del libro, Antonello Mangano, sono intervenuti Tonio Dell’Olio, Giuseppe Lavorato, Valentina Loiero, Fulvio Vassallo e Giuseppe Pugliese.

L’interesse e l’attenzione mostrati dagli africani ha colpito molte persone, soprattutto gli organizzatori che non si aspettavano una loro partecipazione così numerosa sia per la barriera linguistica, in quanto molti non conoscono l’italiano, sia per il fatto che l’ex cartiera e le altre sedi, dove sopravvivono, sono lontane per chi non ha automobili, dall’auditorium comunale che ospitava l’incontro.

Nonostante queste difficoltà l’organizzazione è stata perfetta. Tutti gli interventi sono stati tradotti in inglese, alternativamente da Andrea Segre e da Giuseppe Scandinaro, e il documentario proiettato era sottotitolato in italiano, visto che la maggior parte degli intervistati parlava inglese o francese.

Molto interessante ed utile per i migranti è stato l’intervento di Fulvio Vassallo, membro di un’associazione di avvocati che fornisce servizi legali gratuiti agli immigrati. Il suo intervento ha fornito indicazioni per risolvere tanti problemi e soprattutto ha sottolineato come non ci può essere un reato di immigrazione.

L’ex sindaco di Rosarno, Giuseppe Lavorato, ha detto: ” Ricordo che una volta un africano mi disse ‘ovunque noi andiamo non ci sentiamo stranieri perché la Terra è di tutti’ “.

Facendo riferimento ai migranti che oggi muoiono in Italia, Lavorato ha ricordato Turi Bonfiglio, un rosarnese emigrato in Germania e tornato morto in Calabria perché deceduto sul lavoro, cadendo da un’impalcatura.

“Una volta – ha aggiunto l’ex sindaco di Rosarno – il nostro Comune pagava la salma agli stranieri morti sul nostro territorio e il 6 gennaio si festeggiava la festa della fratellanza universale a cui si partecipava in piazza senza alcuna distinzione di razza o di altro tipo”.

Lavorato ha concluso ricordando, oltre il patrimonio umano di Rosarno e della Piana di Gioia Tauro, il danno prodotto dalla distruzione delle diverse filiere agricole. “Una volta un agricoltore viveva bene qui. Poi la ‘ndrangheta ha deciso di controllare tutte le filiere. Una volta i commercianti compravano direttamente dagli agricoltori a prezzi di mercato. Oggi i contadini non guadagnano niente”, ha detto Lavorato.

Alla fine dell’incontro si sono alternati diversi africani che hanno ringraziato organizzatori, relatori, partecipanti e cittadini di Rosarno, per questo segno di solidarietà.

Molti di loro hanno sottolineato la veridicità del filmato “A sud di Lampedusa” sui terribili viaggi attraverso il deserto in condizioni terribili per sfuggire a guerre e carestie.

Grazie ai migranti, per la maggior parte provenienti dall’Africa, domenica scorsa Rosarno e la Calabria hanno mostrato il volto umano che né i partiti democratici né i media ‘indipendenti’ e ‘liberi’ sembrano conoscere.

Piervincenzo Canale

Africanews.it ha intervistato il vicepresidente dell’associazione “Omnia” di Rosarno, Hussein, il regista di “A sud di Lampedusa” e “Come un uomo sulla terra”, Andrea Segre, e la giornalista del TG5, Valentina Loiero.

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