Madagascar: gruppi religiosi contro militari

Una delegazione di due organizzazioni religiose mondiali ha chiesto alla comunità internazionale e alle istituzioni dell’Africa meridionale di vigilare sulla democrazia e la giustizia in Madagascar.

La notizia è riportata dal settimanale Riforma (www.riforma.it).

Una delegazione di due persone – è scritto sul sito web di Riforma – “si è recata nella «Grande Ile» dal 27 al 29 marzo a nome del Consiglio per la missione mondiale (Cwm), che ha sede a Londra, e dell’Alleanza riformata mondiale (Arm), che ha sede a Ginevra”.

“Marc Ravalomanana – è scritto su Riforma.it – si è dimesso a metà marzo in seguito alla campagna condotta dal capo dell’opposizione, Andry Rajoelina, per estromettere il presidente. Da allora, i sostenitori di quest’ultimo hanno organizzato vasti movimenti di protesta contro l’insediamento alla presidenza di Rajoelina da parte dei militari”.

Il pastore Des van der Water, segretario generale del Cwm, e il pastore Jerry Pillay, segretario generale della Chiesa presbiteriana unificante d’Africa australe, hanno dichiarato di essere stati testimoni di «atti di repressione brutale esercitatata dai militari durante manifestazioni pacifiche».

D’altra parte, hanno constatato «una esplosione di violenza e una radicalizzazione crescente fra la popolazione in reazione all’imposizione di nuovi dirigenti, e la ferma intenzione da parte della popolazione di porre fine ai provvedimenti politicamente ingiusti e inaccettabili presi dal nuovo regime».

I due rappresentanti di chiese hanno chiesto al nuovo governo di lasciare il popolo malgascio esercitare liberamente i propri diritti democratici e costituzionali.

 

Fonte: Riforma.it

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