Libia: gravi le condizioni degli eritrei – ASGDE

Riportiamo un comunicato stampa dell’Associazione di solidarietà per la giustizia e la democrazia in Eritrea (A.S.G.D.E.) sulle condizioni degli eritrei che si trovano in carcere in Libia. Secondo quanto è stato riferito da fonti libiche alla stessa associazione, gli eritrei sarebbero torturati e privati dei già scarsi alimenti che ricevevano.

In questi giorni, mentre il mondo intero e l’opinione pubblica seguono con grande apprensione e preoccupazione la tragedia che ha colpito la popolazione di Haiti, le autorità libiche, in combutta con il rappresentante del regime eritreo a Tripoli, stanno compiendo contro i profughi eritrei gravi violenze umane, abusi e torture accompagnate da pesanti minaccie di una loro deportazione verso l’Eritrea.

Notizie provenienti direttamente dalla Libia, ci informano che la situazione, dei circa 700 rifugiati eritrei detenuti nelle carceri libiche, tra i quali risultano anche donne e bambini, in questi ultimi giorni, si sono decisamente aggravate. In particolare, seguito alla decisione presa da parte del governo libico di dare accesso ad esponenti dell’ambasciata eritrea dentro alcune di queste carceri, la minaccia della deportazione coatta dei profughi eritrei verso l’Eritrea si è fatta avanti.

Di fatti, le autorità libiche hanno imposto, con l’uso della forza, ai detenuti eritrei che si trovano nelle carceri di Surman, Zawiyah e Garabulli, la compilazione di un modulo prodotto dall’ambasciata eritrea e l’identificazione fotografica. A coloro che si sono rifiutati di compilare tale modulo, la polizia libica oltre averli tolto i pochi alimenti che venivano a loro dati, ha iniziato a torturarli pesantemente, usando perfino scariche elettriche.

Questa grave azione intrapresa da parte delle autorità libiche, ha suscitato allarme e ferma condanna degli eritrei residenti all’estero. Un’azione di rimpatrio forzato di questi profughi verso l’Eritrea, oltre a mette in serio pericolo la loro sorte, apre le porte a nuove torture e condanne. Occorre ricordare, che sono tutt’ora fresche nella memoria del popolo eritreo, le brutalità che hanno subito i profughi eritrei deportati da Malta nel 2002, dalla Libia nel 2004 ed infine dall’Egitto nel 2008, che una volta scaricati all’aeroporto di Asmara, sono stati direttamente accompagnati dentro i lager del regime ed i loro famigliari perseguiti.

Queste deportazioni ed i recenti respingimenti verso la Libia, intrapresi da parte del gorveno italiano, in realtà non fanno altro che aggravare le condizioni disperate di molti rifugiati eritrei, costretti a scappare dal proprio paese, a causa di una spietata dittatura e condizione di vita inumana.

Per questo, la nostra associazione:

  • denuncia al mondo intero queste azioni disumane attuate contro i rifugiati eritrei in Libia e condanna fermamente l’azione delle autorità libiche;
  • chiede l’intervento immediato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Profughi (UNHCR) a protezione dei rifugiati eritrei attualmente detenuti in Libia;
  • chiede l’intervento della Comunità Internazionale perché vengano sospense le deportazioni; •    fa appello alle forze politiche Italiane, le associazioni umanitarie, le organizzazioni del lavoro e al popolo italiano a unirsi alla nostra voce di denuncia ed intraprendere azioni concrete in difesa e la protezione dei rifugiati eritrei in Libia.

Associazione di Solidarieta per la Giustizia e la Democrazia in Eritrea (A.S.G.D.E.)
Milano, 18 gennaio 2010

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