Lasciare l’Africa non è facile

In un periodo storico come questo in cui gli italiani, e forse anche la maggioranza degli europei, sembra avercela contro qualsiasi migrante, abbiamo trovato su Flickr questa foto che mostra quanto sia difficile lasciare l’Africa occidentale.

Questa è la storia di Solomon Audu.

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L’odissea di Solomon Audu dalla Liberia alla Spagna inizia nel 1993.

Aveva 9 anni a quel tempo ed era costretto a lasciare il suo villaggio, vicino la città costiera di Buchanan, dopo aver servito come soldato dei ribelli nella guerra civile da quando aveva 5 anni e dopo aver assistito alla morte di entrambi i suoi genitori per mano delle milizie governative.

La parte superiore del suo braccio sinistro mostra ancora i segni evidenti delle ferite causate dai proiettili. Ferite che ha sopportato da veterano bambino. Dopo aver passato molto tempo in Sierra Leone, Guinea Bissau, Senegal, Costa d’Avorio, Nigeria, Niger, Mali, Algeria e Marocco, attraversando montagne, fiumi, città foreste e deserti, si è pagato il viaggio lavorando come mercante di strada e interprete tra inglese e Hausa.

Per due anni ha vissuto nelle montagne sopra Melilla, aspettando la buona occasione per saltare la doppia recinzione che separa il Marocco dall’enclave spagnola, usando un paio di scalette che si è costruito da solo.

Arrivato finalmente ad Almería nel dicembre del 2003 si è subito diretto a nord, arrivando a Bilbao all’inizio del 2004.

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Lì gli è stato dato del cibo e un posto dove dormire dalla Croce Rossa che si è anche adoperata per far andare Solomon a scuola per la prima volta. Ha imparato lo spagnolo, l’unica lingua in cui è in grado di scrivere, e l’euskera, anche se è molto fluente in hausa e il suo inglese è impressionante.

Le sue capacità descrittive sono talmente sviluppate che è regolarmente invitato a parlare in inglese delle sue esperienze presso scuole e università con l’aiuto di interpreti in euskera e in spagnolo.

La Croce Rossa ha anche sponsorizzato la sua partecipazione in un corso biennale in saldatura e costruzioni. Solomon oggi lavora per la Ong di Bilbao Zutalur.

Anche se nel 2005 ha ottenuto il permesso di soggiorno in Spagna sta anche per ottenere un passaporto della Liberia, il primo passaporto della sua vita.

Crede che in questo modo potrà avere l’opportunità di realizzare il suo sogno di emigrare negli Usa in quanto discendente degli schiavi liberi afroamericani che hanno fondato la Liberia.

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