Energia: l’Europa si vuole collegare alla Tunisia

Nei paesi arabi, il 96 % dell’energia consumata proviene da risorse in via di esaurimento (petrolio e carbone).Il 3,8 % e’ costituito da energia idroelettrica mentre solo lo 0,2% viene da risorse rinnovabili. Al fine di assicurare una copertura dei bisogni a lungo termine, l’urgenza e’ dunque di sviluppare la produzione di energia rinnovabile (solare e eolico).

Cosi’ l’Agenzia nazionale per la gestione dell’energia (ANME) ha organizzato oggi 18 dicembre un seminario sulle « fonti energetiche rinnovabili e l’integrazione dei mercati dell’elettricità nel Mediterraneo », in collaborazione col ministero italiano dell’ambiente e il Centro mediterraneo dell’energia rinnovabile.

Diversi specialisti della materia dell’energia provenienti dalla Libia, dal Marocco e dall’Italia hanno esplorato, con i loro confratelli tunisini, le possibilità di condivisione dell’energia elettrica a livello regionale.

Il primo beneficiario di un simile partenariato sarebbe, ben inteso, l’Europa, avida di procurarsi fonti di energia a costo ridotto. L’Unione europea ha un vivo interesse a siglare degli accordi con i paesi della sponda sud per creare dei collegamenti di rete ed essere in grado cosi’ d’importare energia elettrica. Il suo obiettivo e’ quello di siglare degli accordi con « paesi-terzi », tra cui la Tunisia, per mettere in pratica l’articolo 9 della direttiva europea del 2009 sulla promozione delle fonti rinnovabili di energia.

Ma i bisogni di energia della stessa Tunisia non smettono di aumentare.

In queste condizioni, un simile accordo sara’ ugualmente utile al paese? « La creazione dei centri di energia rinnovabile in Tunisia produrrà dei ritorni apprezzabili grazie alla vendita dell’energia all’Europa », ha voluto rassicurare la direttrice dell’ANME, Noura Laroussi, ai microfoni di Kalima, « ma creerà anche dei posti di lavoro per diplomati e non diplomati in diverse regioni, visto che i centri saranno disseminati in tutto il paese, e permetterà di stimolare il progresso tecnologico ».

La strategia europea prevede di creare delle interconnessioni elettriche non solo tra la Tunisia e l’Europa (attraverso la Sicilia), ma anche tra i paesi vicini (Libia, Algeria, Marocco). Si tratta di sviluppare le condivisioni dell’energia prodotta in surplus dai pannelli solari o eolici, nei giorni di forte intensità solare o di gran vento. « Più la rete d’interconnessione e’ estesa, più aumentano le possibilità di poter condividere l’energia tra vicini e quindi i guadagni di ciascuno », ci ha precisato Bruno Cova, del Centro elettrotecnico sperimentale italiano (CESI). Cosi’, in teoria, l’energia prodotta in surplus dai vicini, compresi gli europei, potrebbe essere travasata nella rete tunisina.
Fonte: Radio Kalima – tunisia

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One thought on “Energia: l’Europa si vuole collegare alla Tunisia

  1. Come progettista solare , sono interessato a sviluppare possibili collaborazioni con aziende del Maghreb interessate alle Energie Rinnovabili
    Guardate i miei lavori e poi contattatemi
    saluti
    Franco

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