Sudan: festa del cinema in ambasciata italiana

Khartoum – Piccoli registi crescono, festa del cinema all’Ambasciata in Sudan
Khartoum, capitale del Sudan, è diventata per tre giorni capitale del cinema. Protagonista dell’iniziativa promossa dall’Ambasciata d’Italia in Sudan, Francesco Cinquemani: autore, sceneggiatore e regista.

 Cinquemani ha fatto tappa a Khartoum in occasione di una rassegna dedicata ai suo cortometraggi. In più ha tenuto un workshop di regia per giovani aspiranti registi. 

Approdato alla regia dopo una lunga carriera da giornalista e direttore di giornali, Cinquemani ha inoltre scritto, prodotto e diretto più di settanta corti di animazione e non, che hanno partecipato a numerosi Festival italiani e internazionali. Il suo ultimo lavoro è “Andron” : film di fantascienza che arriverà nelle sale nei prossimi giorni e che vede protagonista un cast internazionale: Alec Baldwin, Michelle Ryan, Jon Kortajarena, Gale Harold.
Francesco Cinquemani: autore, sceneggiatore e regista
Soddisfacente il bilancio della manifestazione: “Riuscita oltre ogni aspettativa la rassegna di cortometraggi italiani in Sudan, iniziativa che rientrava nel quadro delle manifestazioni promosse in occasione della XV Settimana della Lingua Italiana nel mondo – fa sapere con una nota l’Ambasciata d’Italia di Khartoum – sale zeppe per tre giorni e sudanesi entusiasti per la qualità del progetto proposto dall’Ambasciata”. 

“Nel corso della prima serata, alla Residenza ‘Casa d’Italia’ – continua la nota – è stato presentato ‘Offstage, lontano dal palco’, un documentario sulla compagnia stabile teatrale del carcere di Rebibbia”. Offstage è il primo lungometraggio documentario di Cinquemani: il racconto di vicende di detenuti con lunghe pene o condannati all’ergastolo, le cui storie potevano o dovevano andare diversamente.

 “La seconda serata – fa sapere ancora l’Ambasciata – è stata dedicata alla commedia ‘I will kill you’, una parodia sul mondo dei registi con poco talento e delle ‘starlette’”. Infine un thriller, “The Place”: ovvero, secondo l’interpretazione dell’Ambasciatore d’Italia in Sudan Fabrizio Lobasso “una simbologia della solitudine umana, della ricerca angosciosa di una via d’uscita al di fuori di se’ ignorando l’esistenza delle proprie prigioni interiori”.

 Le ultime due proiezioni si sono tenute al “Leonardo da Vinci Italian Library and Reading Room”, sempre più punto di riferimento per gli amanti della cultura italiana.
Fonte: esteri.it

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