Storia di un’italiana in Nigeria

STORIA DI UN’ITALIANA IN NIGERIA

Ilaria Chessa e’ un’economista italiana diventata filmmaker in Nigeria.

Originaria di Verona, ha vissuto in Nigeria negli ultimi sette anni. E’ stata direttrice dell’ION International Film Festival, che ha avuto luogo in Nigeria nel 2009, e attualmente sta seguendo la sua passione per l’industria cinematografica e musicale nigeriana.

La scorsa settimana, il 13 maggio 2011, era a Verona per alcuni lavori artistici sia per il prossimo Festival del cinema africano di Verona (Novembre 2011) che per la web radio Afriradio di Verona.

E’ li’ che ci siamo incontrati.

Quanto sei stata in Nigeria e quali sono le tue impressioni dei nigeriani?

Sono arrivata in Nigeria all’inizio del 2004 e mi sono sentita ben voluta sin dal primo momento. Posso sentire il battito del cuore del paese e quello del popolo. Il popolo nigeriano e’ migliore… il più ricco di risorse, una nazione molto ricca. La Nigeria è ricca di petrolio, gas e di prodotti agricoli. Ovviamente anche di risorse umane, le persone sono l’asset migliore…

Sento che quando entri in un nuovo ambiente con atteggiamento positivo e di apertura, quella stessa apertura ti viene ricambiata; ti capiteranno cose buone. La mia esperienza è che sono entrata in Nigeria con molta apertura e ho ricevuto tantissimo… Dal punto di vista umano è un posto molto generoso ed è un posto meraviglioso per le opportunità.

Avendo vissuto in Nigeria per tutti questi anni, e soprattutto avendo frequentato l’industria dell’intrattenimento, come giudichi l’affidabilità di Nollywood, l’industria cinematografica nigeriana?

Il business dell’intrattenimento è molto affidabile in Nigeria e in Africa. Gli africani sono dei consumatori d’intrattenimento perfetti; sono dei racconta-storie nati e degli artisti talentuosi. Per questo il mercato ha molte potenzialità.

Si è trattato solo di mettere insieme dei numeri in modo che gli imprenditori comprendessero il potenziale che ha l’industria dell’intrattenimento. L’obiettivo è stato quello di convincere gli investitori a dirottare alcune delle loro risorse dai settori più tradizionali come il petrolio, il gas e, per esempio, l’immobiliare, che sono quelli più importanti in Nigeria.

Dobbiamo dimostrare che il settore dell’intrattenimento è veramente affidabile. Insieme ad altri due amici, con i quali condivido l’amore per la Nigeria, ho messo su un’agenzia di comunicazione.

Il fine di quest’agenzia è quello di condividere con i nigeriani e francamente anche col resto del mondo, le cose belle e i talenti che vale la pena di celebrare nel paese.

La cinematografia è un esempio di un successo nigeriano. La Nigeria è la seconda nazione al mondo per la produzione di film anche se il resto del mondo difficilmente è a conoscenza dell’esistenza di un’industria cinematografica nigeriana.

Così ci è sembrato che comunicare al mondo e trovare delle piattaforme dove questo tipo di esempi potessero essere celebrati, sarebbe stato un modo di controbilanciare l’ondata di notizie negative che vengono dalla Nigeria e dall’Africa.

Siamo stati a Los Angeles e abbiamo studiato un festival itinerante: “ION International” e li abbiamo convinti a produrre la sesta edizione dell’ION film festival in Nigeria (2009) ed è andata una bomba.

Abbiamo avuto Hollywood, abbiamo avuto Bollywood, abbiamo avuto i film indipendenti europei e abbiamo avuto i film indipendenti africani.

Chiunque è arrivato in Nigeria per celebrare la cinematografia e francamente per fare lo zoom sull’industria nigeriana del film.

Il fine era veramente quello di attrarre investitori in modo che guardassero alla cinematografia come un’industria valida. Con i film tu puoi “educare”, puoi “ispirare”, puoi “impegnare” e puoi “fare soldi”. Puoi puntare a tutti questi cinque obiettivi… Non conosco un’industria in cui puoi puntare a tutti questi obiettivi, tuttavia l’industria creativa può farlo e la Nigeria ha già dimostrato che è una via praticabile.

Nollywood ha prodotto un migliaio di film all’anno, guadagnandoci. Nollywood è affidabile. Ha dimostrato di essere solida. Ha dimostrato che un film che costa tra i 15.000 e i 20.000 euro può rientrare nelle spese e finanche triplicare il ritorno sull’investimento in due mesi e mezzo – dal concepire il progetto alla distribuzione. Quindi in due mesi e mezzo, si può realizzare dal 200% al 300% di guadagno sull’investimento. Nollywood ha dimostrato che fare film rende.

Sulla qualità dei film di Nollywood, cosa hai da dire?

La qualità è definitivamente un problema di Nollywood. Alcune persone dicono che il problema sono le risorse finanziarie. Direi che sarebbe importante avere un management migliore rispetto alle risorse messe a disposizione di Nollywood. Penso che si tratti di una questione di capacità, di capacità tecniche. E’ anche una questione di motivazione.

(…) Se non si ha troppa fretta di ritornare nell’investimento, si può benissimo investire nella qualità della storia che si vuole raccontare.

Oggi ci sono filmmakers di Nollywood che sono guidati da questo messaggio, per esempio Jeta Amata.

Jeta Amata produce e dirige film che hanno messaggi sociali molto forti. Adesso la sua motivazione consiste nel raccontare qualcosa al suo popolo e far arrivare quel messaggio alle altre parti del mondo. Per arrivare al resto del mondo, sta investendo nella produzione di qualità.

Ci sono altri filmmakers che si interessano di cultura. S’interessano per esempio di far capire alla propria gente la bellezza e la profondità delle tradizioni e delle credenze locali, come il regista di “Figurine“, Kunle Afolayan. Entrambi stanno investendo nelle storie locali cosi’ come nella qualità del film, in modo che la pellicola sia vista e riesca ad entrare nel segreto mondo dei festival cinematografici internazionali.

Più il film è visto più le persone apprendono cose sulla tua cultura e raccolgono il tuo messaggio.

Se la qualità è troppo bassa, allora il messaggio è ristretto ad un’audience locale.

Per quanto riguarda l’industria dell’intrattenimento nigeriana, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ciò che sto dimostrando adesso è che c’è un modello affidabile per investire nei film e lo sto facendo producendo un film, una storia universale ispirata dalla Nigeria, che sarà diretto da un regista nigeriano. Gli attori saranno per lo più nigeriani, anche se essendo una storia universale ci saranno anche attori internazionali.

Vogliamo veramente che sia attraente per il mercato africano e per quello non africano.

Vogliamo dimostrare che il box-office in Africa può far ripagare il costo del film.

Vogliamo anche dimostrare che la qualità del film non richiede un tipo d’investimento enorme, per ottenere grande qualità ed eccellenza.

Assistiamo a cose come film da 5 milioni di dollari, da 10 milioni di dollari. Pensiamo che si possa migliorare sull’esistente produzione di film di Nollywood con un investimento molto modesto che puo essere assolto e recuperato direttamente al mercato locale.

Sono anche in un film intitolato: “Ghetto Red Hot”. Si tratta di una ghetto story ed è girato ad Ajegunle, Lagos. Qui, voglio mostrare i talenti musicali nigeriani. Credo che la Nigeria non sia seconda a nessuno per quanto riguarda la musica.

Secondo te, qual’è il più grande successo di Nollywood finora?

Credo che il più grande successo di Nollywood è che ha raccontato le sue storie. E ha dimostrato che può raccontare le sue storie senza perdere soldi, che è anche importante perché rende sostenibile l’industria e il business in modo che sia possibile raccontare più storie.

Grazie mille per l’intervista

 

Ewanfoh Obehi Peter

Traduzione di Piervincenzo Canale

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