Storia a lieto fine di un profugo eritreo

Questa è una bella favola, una “favola vera”. Michael, un ragazzo eritreo, fuggì due anni fa dal suo paese per sfuggire alla repressione da parte del regime.

In Sudan, tuttavia, cadde nelle mani delle autorità, che ne decretarono la deportazione in patria, verso il carcere, la tortura e il rischio di perdere la vita. In suo amico d’infanzia Samuel (nome fittizio), tuttavia, continuò a seguirne la vicenda da Asmara, scrivendo appelli e lettere ai potenti del mondo, senza arrendersi nonostante l’indifferenza generale.

Un giorno la sua richiesta di aiuto raggiunse il Gruppo EveryOne, che attraverso i canali giusti e il supporto di organizzazioni come ICER, Gandhi, America Team for Displaced Eritreans e altre, fornì un dossier all’UNHCR, coinvolse il Consiglio d’Europa e il governo dell’Etiopia.

paesaggio del Tigray

 

Oggi Michael è al sicuro nella regione del Tigray, nord dell’Etiopia. La campagna per la sua vita ha ottenuto un grande risultato, evitandone la deportazione. E’ una nuova dimostrazione come sia importante che il lavoro dell’UNHCR venga supportato dalle ong e dai difensori dei diritti umani. Insieme si vince e il premio è sempre a salvezza di vite umane.

 

 

Roberto Malini

 

Fonte: mail

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