Somalia: emergenza sfollati, l’Italia finanzia due cliniche mobili

In risposta all’emergenza sanitaria di Mogadiscio, la Cooperazione italiana sostiene l’ONG Somali Young Doctors Association (SOYDA) per fornire l’assistenza sanitaria a donne e bambini rifugiati nelle tendopoli di Waberi e Dharkenley, due quartieri della capitale somala. SOYDA ha provveduto a formare il personale sanitario e ad attivare due cliniche mobili che ogni giorno visitano in media oltre 230 persone.

I giovani medici forniscono visite mediche di base, assistenza pre-natale e neo-natale alle mamme, vaccinazioni per i bambini e trasporto in ospedale dei casi più gravi. L’intervento finanziato dalla Cooperazione italiana comprende anche la fornitura di farmaci, mentre le consultazioni e i trattamenti per gli sfollati sono erogati da SOYDA gratuitamente.

Negli ultimi mesi circa 150.000 sfollati in fuga dalla carestia e dal conflitto si sono riversati a Mogadiscio, in genere sono persone che hanno abbandonato i loro villaggi, non posseggono più nulla e sono in cerca di un mezzo di sostentamento e di un rifugio per ripararsi dalla pioggia e dal caldo dell’equatore. La fascia più debole è quella dei bambini, colpiti attualmente da un’epidemia di diarrea acuta (circa 262 casi alla settimana) e da malnutrizione grave.

La Cooperazione italiana sta già operando a Mogadiscio con “l’Iniziativa d’emergenza in favore delle popolazioni somale” attraverso la costituzione di un fondo in loco presso l’Ambasciata d’Italia a Nairobi per un importo di Euro 2.000.000. Il programma è realizzato da 5 ONG italiane in partnership con le organizzazioni somale e prevede l’attivazione o il potenziamento dei servizi di assistenza umanitaria in ambito sanitario, nella tutela dei gruppi vulnerabili, nell’approvvigionamento idrico e igiene ambientale, nell’agricoltura e sicurezza alimentare e, infine, nell’istruzione.

Particolare attenzione è stata data alla condizione femminile e all’assistenza psicologica delle donne vittime di violenze e abusi.

Sempre in campo sanitario, la Cooperazione italiana sta operando con il Comitato della Croce Rossa Internazionale per rifornire di farmaci e attrezzature il Medina e il Keyseney, i due principali ospedali di Mogadiscio.

 

Fonte: esteri.it

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