Sistema europeo d’asilo: pagheranno i migranti

Partita l’attuazione dell’accordo Ue-Turchia del 18 marzo, la Commissione Europea propone una riforma del Sistema comune europeo d’asilo. Il CIR: “Per la Commissione, la colpa della crisi è dei migranti…”.

Isole greche aprile 2016

Tre giorni fa, come stabilito dall’accordo UE-Turchia del 18 marzo, sono state portate a termine le prime espulsioni in Turchia, su battelli, di migranti dalle isole greche (202 persone da Lesbo e da Chio) con la scorta di agenti di Frontex e sotto la supervisione di un ufficiale di polizia greco.

L’operazione si è svolta «pacificamente», riferisce l’UNHCR. Ma già 13 afghani del gruppo espulso da Chio hanno denunciato ai funzionari dell’Alto Commissariato di non aver avuto la possibilità di formalizzare la loro volontà richiesta d’asilo.

Lo stesso giorno dalla Turchia sono partiti per il reinsediamento in Germania 32 siriani, mentre altre 11 persone hanno trovato “ricollocazione” in Finlandia.

Martedì 5 niente operazioni, però si aggrava la situazione umanitaria nel centro di detenzione di Moria, a Lesbo, che ormai rinchiude oltre 3.000 persone.

Ed emergono altre due cifre: in Grecia sono 6.000 i migranti/potenziali richiedenti asilo arrivati sulle isole dopo il 20 marzo, data di entrata in vigore dell’accordo; 2.900 di questi intendono chiedere protezione.

In territorio ellenico, fra migranti e potenziali richiedenti asilo si contano in tutto oltre 53 mila persone, almeno mille in più della fine di marzo.

La Commissione UE: “Un sistema da riformare”
Poi ieri, a Bruxelles, la Commissione europea ha avanzato una serie di opzioni di riforma del Sistema comune europeo d’asilo.

Cinque le «aree prioritarie»: 

  1. «Istituire un sistema di Dublino sostenibile ed equo per determinare lo Stato membro competente per i richiedenti asilo», con due opzioni, «o razionalizzandolo (il regolamento, ndr) e integrandolo con un meccanismo correttivo per assicurarne l’equità, o adottando un nuovo sistema basato su un diverso principio di ripartizione» dei richiedenti asilo nei Paesi membri; 
  2. «conseguire una maggiore convergenza e ridurre il cosiddetto “asylum shopping”»; 
  3. «prevenire i movimenti secondari all’interno dell’UE»; 
  4. «un nuovo mandato per l’Agenzia UE per l’asilo»; e infine 
  5. «rafforzare il sistema Eurodac».


Il CIR: “Rifugiati da punire?”

Commento di Christopher Hein portavoce del CIR (Consiglio italiano per i rifugiati), fra i primi organismi della società civile a esprimersi sulle nuove proposte di Bruxelles: «L’insieme delle proposte tradisce una posizione della Commissione secondo la quale i colpevoli della crisi sono i rifugiati. E partendo da questo presupposto li si vuole punire, istituendo, più di quanto già non sia previsto, strumenti obbligatori per tutti gli Stati membri per facilitare il veloce respingimento alla frontiera, per confinare vita natural durante il rifugiato in uno solo Stato europeo, per limitare i diritti sociali dei richiedenti asilo e dei beneficiari della protezione sussidiaria».

La riforma del regolamento di Dublino? «Il testo rimane vago», però in ogni caso non prende in considerazione il legame del richiedente asilo con il Paese di destinazione che questi preferisce: «Ancora una volta conta solo il supposto interesse degli Stati, non quello delle persone. È una visione miope, perché è nell’interesse degli Stati facilitare l’integrazione anche grazie all’aiuto di parenti, amici, di comunità già presenti in un Paese».

Corollario: «Se queste proposte verranno trasformate in leggi comunitarie, per l’Italia e il suo sistema d’asilo sarà un disastro. Per fortuna, nella legislazione italiana (almeno nella legislazione, ndr) fin qui non esistono concetti quali “Paesi sicuri di origine”, “Paese terzo sicuro”, “procedure accelerate” , concetti che la Commissione adesso vuole rendere obbligatori per tutti gli Stati membri… La nostra speranza è che il Parlamento europeo costringa la Commissione a rivedere radicalmente le proposte oggi presentate».
Allegato
Le proposte della Commissione nei testi ufficiali (comunicato e altri materiali, in italiano e in inglese, file .pdf, 6 aprile 2016)

Fonte: viedifuga.org, migrantitorino.it

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