“Sano è salvo”, campagna Amref

AMREF AL VIA “SANO È SALVO”, la campagna per il diritto alla salute in Africa e in Italia

“La salute è di tutti. Un mondo sano è un mondo salvo”. Sono le parole d’ordine della nuova campagna di Amref Health Africa, al via oggi. Amref, che da quasi 60 anni lavora nel continente africano, rilancia il suo impegno globale contro le diseguaglianze in salute, in Africa come in Italia. Perché un’Africa sana rende il mondo più sano.

 

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La salute salverà il mondo. Bambini e ragazzi in salute possono andare a scuola, farsi promotori di salute anche nei villaggi più remoti, crescere come uomini e donne sani che partecipano al progresso della propria comunità, per rompere il circolo vizioso di malattia e povertà, che attanaglia i Paesi più poveri. La sezione italiana di Amref Health Africa lancia la campagna nazionale “Sano è salvo”, per ricordare a tutti che la salute è la strada per lo sviluppo globale. Una strada che porta all’abbassamento dei tassi di mortalità e di diffusione delle malattie infettive, insieme alla crescita economica. Crescita che può affrancare le popolazioni più emarginate dalla povertà e offrire stabilità. “La salute è di tutti. Un mondo sano è un mondo salvo”: sono le parole d’ordine di Amref, che da quasi 60 anni lavora nel continente africano e che da quest’anno rinnova il suo impegno anche in Italia, mettendo al centro del proprio operato le comunità più svantaggiate.

La salute del mondo passa per l’Africa. Il secondo continente più popolato al mondo è il più arretrato in fatto di salute. Se l’aspettativa di vita nel mondo è di 70 anni, in Africa, nel 2011, era di 56 anni. Se nel mondo muoiono 48 bambini sotto i cinque anni ogni 1000 nati, in Africa questo numero è quasi il doppio (95). Ma, come l’epidemia di Ebola in Africa ha dimostrato, le malattie, così come il bisogno di salute, non possono essere considerati un problema dei singoli Paesi. Non è possibile immaginare un mondo sano finché in Africa, e ovunque nel mondo, resteranno ancora enormi sacche di povertà e malattia. Amref si impegna in Africa come in Italia, perché i diritti (alle cure, all’istruzione, all’acqua pulita) non siano una questione di confini o latitudini ma un bene globalmente esercitato.

Il nostro doppio passaporto: africano e italiano. “Dopo tutti questi anni di crisi – racconta Guglielmo Micucci, Direttore della sezione italiana di Amref Health Africa – anche in Europa, ed in Italia, è necessario rafforzare i Sistemi Sanitari Nazionali. Oggi attivare interventi di assistenza sanitaria di base in Italia diventa un pilastro del nostro futuro. Lo faremo in linea con il Sistema Sanitario Nazionale e con le tante realtà che già operano in quest’ambito. La nostra anima e il nostro cuore rimarranno in Africa sub-sahariana. Ma non possiamo più pensare che le due sponde del Mediterraneo siano mondi separati. Sono vicine, interdipendenti e le disuguaglianze in salute continuano a crescere, ovunque. Ciò che accade in questa parte del mondo ha delle conseguenze forti in Africa e viceversa”.

Solo nel 2013 l’aiuto di Amref – la più grande organizzazione non profit ad occuparsi di salute in Africa – ha raggiunto oltre 10 milioni 700 persone in Africa, tra queste oltre 8milioni e 700 erano donne e bambini. Nel 2014 oltre 75mila persone hanno beneficiato dei progetti di Amref in chiave sanitaria, attraverso l’acqua. Sono oltre 2,5 milioni le persone che fino al 2019 beneficeranno dei programmi di salute materno infantile in Etiopia, Kenya, Sud Sudan e Mozambico. Molto ancora c’è da fare, se ogni giorno nel mondo muoiono 800 donne per parto e gravidanza, di cui la metà in Africa. Il sostegno alla salute sessuale e riproduttiva delle donne che vivono in contesti di povertà e bisogno sarà uno dei temi portanti della campagna, nei Paesi africani e nelle periferie più disagiate in Italia, senza distinzioni e differenze. A partire dal 12 aprile la campagna può essere sostenuta sui canali di donazione Amref visitando il sito www.amref.it

Alla realizzazione della Campagna “Sano è Salvo” hanno contribuito due testimonial affezionate di Amref: l’attrice Francesca Inaudi, protagonista dello spot, e Saba Anglana, dal cui album “LIFE changanyisha” sono tratte le relative musiche. “Amref è soprattutto cura e rispetto dell’essere umano nella sua interezza, del suo diritto primario alla vita e alla salute nella stessa ottica di quella dichiarazione universale dei diritti che dovrebbe essere alla base della cosiddetta società globalizzata – racconta Francesca Inaudi – i nostri nonni dicevano: ‘finché c’è la salute…’ e non avevano torto! Perché dove c’è salute c’è volontà, c’è forza lavoro, c’è vita dignitosamente vissuta. Io sostengo Amref, sicura che il mio sostegno venga tradotto in atti concreti e sicura che quegli atti riguardino me nello stesso modo in cui riguardano una donna (o un uomo!) africana, cinese, araba, americana, canadese… Con tutte le cose inutili che globalizziamo, globalizziamo la salute! perché un mondo sano, è un mondo salvo!”.

Disuguaglianze in salute. Nel mondo 2,3 milioni di persone sono state infettate dall’HIV nel 2012. Il 70% di loro vive in Africa sub–sahariana e qui vive la maggior parte delle persone ad alto rischio malaria, 840 milioni.

I Paesi ad alto reddito hanno una media di quasi 90 infermieri e ostetriche per ogni 10 000 persone, mentre alcuni di quelli più poveri ne registrano meno di 2 per 10 000 persone. In media in tutta l’Africa risultano solo 12, mentre in Europa sono 80. Le complicazioni in gravidanza e durante il parto risulta la prima causa di morte tra le donne tra i 15-19 anni nei Paesi a basso e medio reddito. I primi 28 giorni di vita di un bambino rappresentano i giorni più a rischio per la sopravvivenza. Nel 2012 circa il 44% delle morti dei bambini sotto i 5 anni di età sono avvenute in quel periodo.

La salute è prioritaria per lo sviluppo. Degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio – sfida globale lanciata nel 2000 in vista del 2015 – tre sono centrati sulla salute: ridurre la mortalità infantile (Obiettivo 4); migliorare la salute materna (Obiettivo 5); combattere l’HIV/AIDS, la malaria e altre malattie (Obiettivo 6). Gli altri obiettivi hanno un’influenza indiretta sulla salute (malnutrizione; acqua e igiene; accesso ai farmaci di base). Quella per la salute non è solo una battaglia umanitaria, ma può essere un volano per far crescere l’economia: si stima che ad ogni aumento del 10% dell’aspettativa di vita alla nascita corrisponda una crescita economica dello 0,4% all’anno.

Si ringrazia inoltre il fotografo Gunnar Salvarsson per la gentile concessione dell’uso delle immagini. La campagna è realizzata dall’agenzia Etnocom.

Fonte: comunicato stampa

 

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