Rifugiati sudanesi non sono pronti a lasciare il Kenya

sudanese-refugeesNonostante l’accordo per la condivisione del potere siglato quattro anni fa dal governo sudanese di Karthoum e dai ribelli del Sudan meridionale, i rifugiati del sud Sudan in Kenya si rifiutano di ritornare nel loro paese sostenendo diverse ragioni per restare nel paese dell’Africa orientale.

Achol Deng, un rifugiato che vive a Eldoret in Kenya, non vede il bisogno di ritornare nel suo paese perché in Kenya può permettersi un tenore di vita più alto insieme alla sua famiglia. Riceve, infatti, un sostegno finanziario da benefattori che vivono in Italia e in altri paesi europei.

Achol, insieme ad altri rifugiati, ricevono ogni mese molti soldi da simpatizzanti che vivono all’estero. Achol, in particolare, riceve all’incirca 2000 dollari USA (circa 1360 euro) da benefattori – soldi che non prenderebbe se tornasse nel suo paese, nel Sudan meridionale. Lui e migliaia di altri rifugiati ricevono queste somme attraverso western union o moneygram, servizi di trasferimento di denaro per via elettronica e a basso costo. Inoltre possono ricevere questi soldi mostrando semplicemente la propria carta d’identità.

Kwonyin Chol, un altro rifugiato, dice che la mancanza di infrastrutture del sud Sudan ha scoraggiato molti a fare ritorno a casa. “Non ci sono strade, ospedali, scuole, case buone, acqua canalizzata e la vita in genere è difficile in sud Sudan”, dice aggiungendo che non può neanche immaginare di lasciare il Kenya che ha tutte le cose di cui lui e la sua famiglia hanno bisogno.

Tutti i sei bambini di Chol frequentano le scuole in Kenya e ricevono del denaro per pagare le rette scolastiche da simpatizzanti in Europa e negli Usa. A parte la qualità della vita in Kenya, la maggior parte dei sudanesi ha paura di far ritorno in patria per i problemi di sicurezza. Alcuni sono giudicati male dopo tanti anni di guerra nel Sudan meridionale. Altri sono sospettosi nonostante il fatto che il governo di Khartoum abbia firmato l’accordo che implica la condivisione del potere, per porre fine alla guerra in sud Sudan. Ci sono anche quelli che vedono la morte del loro leader John Garang De Mabior con sospetto. Garang, che era vicepresidente del governo di coalizione, è morto in un incidente aereo mentre tornava in Sudan dall’Uganda. Da allora, la moglie si è sempre rifiutata di far parte del governo.

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In Kenya sono migliaia i rifugiati del Sudan che mantengono tenori di vita molto elevati, indossando abiti costosi e guidando macchine alla moda. Molti di loro vivono nel quartiere Ngumo di Nairobi e nel quartiere Kapsoya della città di Eldoret, a circa 360 km a ovest di Nairobi. La maggior parte dei rifugiati riceve mensilmente degli stipendi da amici, parenti e simpatizzanti che vivono all’estero aiutandoli così a sostenere le loro spese vive. I loro bambini frequentano scuole costose. Alcuni sono anche riusciti a mandare i propri bambini in Europa, Australia, India, Russia e negli Usa per gli studi superiori.

La maggior parte dei giovani rifugiati sudanesi sono nati in Kenya dopo che i loro genitori sono scappati dal sud Sudan a causa della guerra e degli attacchi dei soldati inviati dal governo di Khartoum. Nonostante tutto sia gli anziani che i giovani hanno continuato a mantenere viva la propria cultura e la propria lingua. Conducono i propri affari seguendo alla lettera le proprie tradizioni e si mescolano raramente con altre persone che non appartengono ai loro circoli sociali. In più occasioni li si vede camminare da soli, celebrare le proprie cerimonie religiose, i propri matrimoni e le proprie attività culturali senza coinvolgere i kenioti che li ospitano.

Molti kenioti invidiano il loro tenore di vita di rifugiati e il modo in cui si vestono visto che la maggior parte di loro può permettersi di acquistare vestiti nuovi mentre la maggior parte dei kenioti compra solo vestiti d’importazione, o ‘mitumba’ come si dice con termine popolare. Molti abitanti del Kenya, inoltre, sperano di potersi permettere di mangiare e di vivere come i sudanesi visto che mangiano gli alimenti più pregiati. Gli uomini sudanesi bevono alcolici costosi mentre i kenioti si devono accontentare del corrispondente a basso costo dato il debole potere d’acquisto. Le sudanesi sono moralmente molto rigide e non danno troppa confidenza agli uomini del Kenya perché aspettano di essere sposate dai loro uomini del Sudan.

Di Ken Chelimo

Fotos apparse su Flickr di: T U R K A I R O

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