Rifugiati: sempre più città italiane accettano Sprar

Rifugiati: sempre più città italiane accettano di accogliere i rifugiati nell’ambito dello Sprar.
Anche Lucca, L’Aquila e Barcellona Pozzo di Gotto partecipano al progetto del Ministero dell’interno.

Dopo Brescia e Pavia, anche Lucca e L’Aquila hanno annunciato di voler attingere al Fondo nazionale per le politiche di accoglienza e asilo dei rifugiati, messo a disposizione dal Ministero dell’interno. La giunta di Lucca ha approvato, con una delibera, il progetto Sprar per il triennio 2014-2016 che vedrà la Provincia di Lucca come ente capofila, in partenariato con i Comuni di Borgo a Mozzano, Capannori, Castelnuovo Garfagnana, Gallicano, Lucca, Pietrasanta, Viareggio e le aziende sanitarie Usl 2 di Lucca e Usl 12 della Versilia. Sarà l’associazione Arci regionale a organizzare e gestire il progetto.

L’assessore provinciale alle politiche sociali Federica Maineri ha dichiarato: “In un momento così delicato per l’immigrazione nel nostro Paese, come enti locali abbiamo il dovere di rispondere ai bandi del Ministero dedicati al sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati. Grazie al finanziamento di questi progetti riusciamo a fare la nostra parte sul fronte dell’accoglienza, della tutela dei rifugiati e dei servizi che spaziano dall’assistenza sanitaria e sociale alle attività multiculturali, dall’inserimento scolastico di minori all’insegnamento dell’italiano come seconda lingua per gli adulti, dalla mediazione linguistico-culturale fino all’informazione legale e ai servizi per l’alloggio”. Finora, la provincia di Lucca ha già accolto un centinaio di rifugiati e con il progetto Sprar se ne accoglieranno non meno di 29.

Anche L’Aquila si candida per la ripartizione del Fondo, dopo aver individuato nel Comitato territoriale Arci L’Aquila il soggetto che gestirà il progetto. L’assessore alle politiche sociali, Emanuela Di Giovambattista, ha spiegato: “Inizialmente chiederemo di partecipare con l’attivazione di 15 posti, per un costo complessivo di 226,340 euro l’anno per tre annualità, che vanno dal 2014 al 2016, dei quali 45,400 annui a carico del Comune, a titolo di compartecipazione finanziaria dell’ente”. Per raggiungere gli obiettivi, sono stati stipulati accordi con Asl, farmacie, scuole, librerie, Caritas, il Centro per l’impiego e associazioni ed enti culturali e sportivi. “Un programma complesso – ha concluso l’assessore – che deve configurarsi come processo integrato, creando una rete in grado di accompagnare coloro che richiedono asilo nel lungo cammino verso l’inserimento sociale, impostando l’attività non come una semplice fornitura, ma come un lavoro di gruppo”.

Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) ha invece già ricevuto l’ok del Ministero dell’interno, che ha dichiarato idonei due dei quattro locali che il Comune metteva a disposizione per i rifugiati. Nel frattempo, lo stesso Ministero dell’interno ha disposto che i Comuni con popolazione compresa tra i 40 mila ed i 200 mila abitanti dovranno ospitare fino a 75 rifugiati a fronte dei 50 inizialmente previsti.

Fonte: www.immigrazioneoggi.it, migrantitorino.it

 

 

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