“Ridi che domani muori” – storia di Amin Nour

“Ricordo una frase di un agente che ancora oggi mi è rimasta impressa:”sposate n’italiana così prendi sta cittadinanza!”.Mai nella vita! Mai avrei accettato e mai accetterò di arrivare ad un compromesso così subdolo per essere riconosciuto cittadino di un paese che di fatto è la mia casa!”

Amin Nour è nato in Somalia, a Mogadiscio. Durante la Guerra Civile, dopo la caduta di Siad Barre, assiste al genocidio di quasi tutta la sua famiglia. Amin viene salvato dal nonno che lo porta in Etiopia, insieme ai pochi familiari superstiti.Con il nonno attraversa a piedi il deserto in una marcia di oltre 450 km, riuscendo a scampare a pericoli e aggressioni da parte delle fazioni opposte alla loro. Il nonno rimarrà in Etiopia e Amin, nel 1991, all’età di quattro anni, arriverà con la madre in Italia. Ora vive con lei a Roma e con la sua nuova famiglia italiana. Qui ha compiuto tutti i suoi studi e è iscritto a  scienze infermieristiche all’Università di Roma la Sapienza.

Attore da quasi tre anni, prende parte a produzioni firmate da grandi nomi del cinema di rottura Italiano tra i tanti, Valerio Mastandrea che lo sostiene e lo introduce alla recitazione sul set di “Good Morning Aman”, un film di Claudio Noce. Nel 2010 Amin è attore protagonista nel cortometraggio “Il canto delle nuvole amare” di Massimo Guido Calanca & Giacomo Francia e nel cortometraggio ” Io sto bene” di Andrea De Sica, nel 2011 nel cortometraggio “Babylon fast food” di Alessandro Valori.

Nel 2012 Amin Nour è testimonial per la campagna antirazzista nazionale “NEAR”, attualmente in onda sul suo canale Youtube con le prime puntate di “Ridi che domani muori” e in fase di produzione con un suo nuovo progetto come direttore e regista di un film- documentario sulla storia del colonialismo italiano.

Fonte: dreamersatwork.net

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