Rete marocchina denuncia rapimento volontari

In seguito al rapimento dell’organizzazione terroristica AQMI Alqaida nel Magreb Islamico, avvenuto il  23 ottobre 2011, nelle tendopoli della vergogna a Tinduf in Algeria di tre volontari europei , l’italiana Rossella Urru, del CISP,  gli spagnoli Aino Fernadez Coin, membro dell’Associazione degli amici dei separatisti del Polisario in Estremadura, e Enric Gonyalons, dell’associazione Munupat.

La Rete delle associazioni della Comunità marocchina in Italia condanna questo vile rapimento, esprime la vicinanza alle vittime e ai loro familiari e chiede la loro liberazione immediatamente.

La Rete chiarisce che la zona del Sahel e del Sahara algerino compressa Tinduf , definita “Zona Grigia” è stata da anni teatro di attività terroristiche e criminali.

Questa situazione è inaccettabile.

La Rete non esclude una probabile coinvolgimento nel rapimento dei mercenari del polisario, che hanno combattuto a fianco delle forze del Gheddafi, ritornati con le armi a Tindouf , dopo la caduta del regime del dittatore.

La Rete prende in serio i rapporti internazionali sulla pericolosa connessione tra membri dell’organizzazione separatista “Polisario” e l’organizzazione terroristica “AQMI”.

La Rete invita tutti i volontari e le ong italiane a non inviare propri addetti a Tindouf e nel sud dell’Algeria.

Si tratta di una zona pericolosa dove, oltre alle cellule di al-Qaida, si muovono anche gruppi di contrabbandieri di droga e armi ed altre milizie armate.

La Rete ribadisce per l’ennesima volta il suo pressante appello delle Istituzioni italiane, europee ed internazionali e all’opinione pubblica di far pressione sull’Algeria affinché:
La sicurezza regna nelle tendopoli di Tinduf e di garantire la sicurezza degli stranieri sul territorio algerino.

E chiede all’Alto Commissariato dei Rifugiati dell’ONU di assumere la propria responsabilità nell’applicazione delle risoluzioni dell’ONU particolarmente la risoluzione 1979 dell’Aprile scorso per la registrazione, il censimento della popolazione delle tendopoli di Tinduf e la distribuzione degli aiuti umanitari.

Fonte: comunicato stampa rete associazioni comunita’ marocchina in Italia

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3 thoughts on “Rete marocchina denuncia rapimento volontari

  1. ho visto e letto con attenzione la denuncia della rete degli associazione marocchine …confermo che e una realita,quindi bisogna fare attenzione in quella zona da anna gestita da Algerosario per interesse geopolitici…….la situazione e stata chiarita dopo la fine del creatore dei mercenari del polisario il ditatore Ghaddafi.e sua famiglia tut ora in Algeria …..aggiungo solo che miliaia dei mercenari sono stati arrestati dei rebelli in Lybia e quelli scapati via ALGERIA con armi stano fascendo vendete,diventendo alliati ad AL QUAIDA,quindi attenzione a quella zona e speriamo il piu presto che liberano i tre cittadine grazi

    1. mi dispiace per quello che e caduto,e condano l atto del rapimento degli innocente.pero voglio solo sottoliniare una cosa secondo vuoi l Algeria un paese ricco di petrolio e gas ha bisogno di aiuti,,,,,,,,,,il regime Algerino da anni usa quel cappo Tindout come carta di pressione geopolitica per interesse…..e noi andiamo fino li ad aiutare un minorenza dei separatisti che sono rimasti nel camppo….ma perche non li liberano e cosi vanno raggiungere la madre patria il Marocco comme hanno fatto gli altri che sono stabiliti a Laayoun SAMARA,BOUJDOUR DAKHLA CHE FANNO UNA VITA NORMALE E DIGNITOSA…..

  2. la fine dei separatisti del Polisario,e cessate gli aiuti perche finiscono contro di noi gli usano per finanziamenti dei terroristi di al Qaida,ATTENZIONE

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