Profughi: 2 comuni calabresi pronti ad accogliere

Caulonia e Riace: siamo pronti«Possiamo ospitare 30 profughi a testa, più altri 15 dirottati a Camini»

di Armando Scuteri
CAULONIA

Bruxelles dice no alla ridistribuzione sul territorio della Comunità europea dei nuovi profughi presumibilmente in arrivo dal Nord Africa: Caulonia e Riace, al contrario, si confermano paesi dell’accoglienza, e sono pronti ad aprir loro le porte.

Secondo le loro possibilità, infatti, Ilario Ammendolia e Mimmo Lucano, sindaci dei due centri dell’Alta Locride assurti alla cronaca nazionale per aver già da tempo aderito al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), e che da anni hanno fatto dell’ospitalità un baluardo per chi fugge da guerre e miseria, sono già in grado di ospitare altri esuli.

Per chi arriverà sono fruibili abitazioni, soprattutto nei centri storici.

Si tratta di edifici disabitati, in taluni casi abbandonati da gente che si è trasferita nelle località marine o che, purtroppo, è emigrata verso altri luoghi.

Il reale pericolo che masse di immigrati che stanno fuggendo dai paesi del Nord Africa, e in particolare dalla Libia, per affluire sulle coste della nostra Penisola, ha messo in guardia il ministero dell’Interno Roberto Maroni, che si è preoccupato, in via preventiva, di attuare una ricognizione, attraverso le prefetture, per focalizzare le località da poter impiegare per l’emergenza. Anche per un periodo temporaneo.

L’ondata di immigrati – ferma da qualche giorno a causa delle proibitive condizioni di navigazione – che potrebbe giungere a Lampedusa, soltanto dalla Libia, prima tappa di un viaggio quanto mai carico di aspettative, corre il rischio di toccare e superare addirittura oltre le centomila unità.

E allora Caulonia e Riace, interpellate dal prefetto Luigi Varratta, ancora una volta sono preparate a dare accoglienza.

«É impensabile respingere una richiesta d’aiuto a chi fugge da povertà e, soprattutto, da violenze. Quanto sta accadendo in Libia – ci dice Mimmo Lucano – è il risultato di effetti connessi a una politica commerciale intrapresa con chi, come riferiscono molti rifugiati già nostri ospiti, faceva vivere i migranti originari dell’Africa, in attesa di intraprendere un viaggio verso le nostre coste, in condizioni disumane, con le donne obbligate a prostituirsi».

Ilario Ammendolia, nell’esprimere «concreta solidarietà» a questi fratelli sfortunati, ha chiarito che le municipalità di Caulonia e Riace sono «pronte ad assicurare l’accoglienza di 30 profughi per Comune e che, per altri 15, garantiranno, sobbarcandosi le responsabilità, e affidandone la gestione all’Eurocoop servizi, a Camini, che ha già la disponibilità di alcune strutture abitative.

Anche quest’ultimo centro, limitrofo a Riace, a inizio gennaio era stato ammesso al progetto Sprar.

Come si ricorderà, però, il sindaco della cittadina, Anna Micelotta, come è emerso nell’assemblea di martedì scorso, alla quale non ha preso parte, «ha inspiegabilmente rinunciato» alla pianificazione programmata, tanto che alcuni profughi già arrivati da Stignano sono stati spostati a Ragusa e a Caulonia. Una rinuncia che quell’Amministrazione comunale giustifica, invece, con un intoppo burocratico riconducibile all’affidamento dei servizi che non si sarebbero potuti affidare direttamente all’Eurocoop, di fatto ideatrice del progetto, ma con la pubblicazione di un apposito bando.

Il sindaco di Caulonia, comunque, ha chiarito che «la disponibilità all’accoglienza è destinata a chi è già passato attraverso i centri di identificazione ed espulsione (Cie), ovvero i terminali delle politiche migratorie italiane ed europee. Sarebbe arduo, infatti, poter dare ospitalità a gente di cui non si conosce il curriculum vitae».

Insomma, «nessuna preclusione, ma affrontare con prudenza questi nuovi arrivi, avendo assoluta certezza di chi si andrà ad accogliere».

Fonte: Giovanni Maiolo, Gazzetta del Sud

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