Nato continua in Libia mentre Italia chiede una pausa

La NATO ha ribadito oggi di voler continuare i bombardamenti in Libia nonostante la richiesta dell’Italia, uno stato membro, di fermare le ostilità per permettere l’arrivo di aiuti umanitari dato l’aumentato numero di vittime civili.Il capo dell’Alleanza, Anders Fogh Rasmussen, ha detto che molti più civili morirebbero se le operazioni non fossero mantenute sotto il mandato Onu per proteggere i civili libici dalle ritorsioni del governo del leader Moamer Gheddafi.

“La NATO continuerà questa missione perché se ci fermiamo, moriranno molti più civili,” ha detto Rasmussen in un video pubblicato sul sito web della NATO.

Il segretario generale non ha fatto un diretto riferimento all’Italia, il cui ministro degli esteri, Franco Frattini, aveva precedentemente chiesto “un’immediata sospensione delle ostilità” in Libia.

“Abbiamo visto gli effetti della crisi anche a causa delle azioni della Nato non solo nelle regioni orientali e sudoccidentali ma anche a Tripoli,” ha detto Frattini alla commissione parlamentare a Roma.

“Credo che una sospensione delle ostilità per ragioni umanitarie sia necessaria per creare degli efficaci corridoi umanitari,” mentre i negoziati dovrebbero continuare per un cessate il fuoco formale e per i colloqui di pace, ha detto.

“Penso che questo sia il punto più urgente e più importante.

“Penso che sia legittimo chiedere informazioni più precise sui risultati” della missione della NATO, ha aggiunto Frattini, condannando “gli errori drammatici che colpiscono i civili, che ovviamente non e’ un obiettivo della missione NATO.”

I commenti di Frattini hanno disegnato una presa di distanza dall’alleato NATO della Francia che ha giocato un ruolo di guida nell’intervento in Libia.

“La coalizione e i paesi che si sono incontrati ad Abu Dhabi nella riunione del gruppo di contatto due settimane fa sono stati unanimi sulla strategia — dobbiamo intensificare la pressione su Gheddafi,” ha detto il portavoce del ministro degli esteri Bernard Valero ai giornalisti.

“Ogni pausa nelle operazioni rischierebbe di permettergli di giocare col tempo e di riorganizzarsi. Alla fine, sarebbe la popolazione civile che soffrirebbe a causa di un minimo segno di debolezza da parte nostra,” ha detto.

La NATO e’ stata costretta a difendere la propria credibilità della sua guerra aerea dopo aver ammesso di aver lanciato una serie di missili che, secondo gli ufficiali libici, avrebbero ucciso nove civili libici a Tripoli, di cui due bambini.

“Suggerirei che la nostra reputazione e credibilità sia incontestabile,” ha detto Wing Commander Mike Bracken, il portavoce della missione militare.

“Ciò che e’ discutibile l’uso fatto dal regime di Gheddafi degli scudi umani e dei lanci di missili dalle moschee,” ha detto Bracken nel quartier generale delle operazioni a Napoli.

Lo sbaglio — un imbarazzo per la missione che si fregia di difendere il popolo libico dal regime — si e’ verificato con un episodio di fuoco amico la scorsa settimana in cui una colonna di veicoli ribelli e’ stata colpita dagli aerei della NATO.

Anche il capo della Lega Araba, Amr Mussa, ha espresso preoccupazione sulla campagna militare della NATO, in un’intervista con un quotidiano britannico mercoledì.

Il vecchio diplomatico egiziano, che ha giocato un ruolo chiave nell’assicurare il sostegno arabo alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che ha autorizzato gli attacchi aerei della NATO, ha detto al Guardian che la missione militare potrebbe non funzionare.

“Quando vedo l’uccisione di bambini, capisco che devo aver ricevuto dei dati sbagliati. Ecco perché ha lanciato l’allarme sui rischi di fare vittime civili,” ha detto.

I media di stato libici dicono che i bombardieri della NATO hanno condotto dei raid sugli addetti al traffico delle strade delle città occidentali di Khoms e di Nalut.

L’alleanza ha negato di aver bombardato i vigili urbani, ribadendo di aver colpito solamente obiettivi militari. 

Fonte: Afp

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