Mozambico: riscaldamento globale colpisce economia

Nell’ultimo decennio il Mozambico è stato uno dei paesi africani più duramente colpiti dai cambiamenti climatici.

Inondazioni e siccità hanno flagellato il Mozambico che stava cercando di riprendersi dopo una guerra civile durata 16 anni e terminata nel 1992.

Il paese africano ha dovuto affrontare la nuova crisi causata dalle devastanti alluvioni verificatesi negli anni 2000, 2001 e 2007. Le pioggie torrenziali hanno provocato lo straripamento dei fiumi Zambesi e Limpopo con la conseguenza che centinaia di mgiliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case.

Le popolazioni colpite dalle inondazioni hanno subito la perdita del raccolto di mais, patate e fagioli, del bestiame nonché delle strutture sanitarie e dell’acqua potabile.

La variabilità climatica degli ultimi anni ha portato in Mozambico anche al paradosso che la siccità e le pioggie torrenziali, si sono verificate contemporaneamente come nel 2007, quando il nord del paese è stato colpito dall’inondazione del fiume Zambesi mentre il sud è rimasto drammaticamente asciutto.

Tali eventi hanno avuto un duro impatto sulla stabilità sociale del paese africano già povero di risorse.

Nel 2010, la capitale Maputo è stata infiammata dalla rivolta del pane con gravi disordini che hanno causato morti e feriti.

L’instabilità del clima ha portato nel 2011 alla scarsità dei raccolti nelle provincie di Sofala e Manica mentre devastanti alluvioni hanno colpito le valli dello Zambesi e dell’Incomati.

Le previsioni degli scienziati non sono confortanti. Secondo i modelli climatici più accreditati, nei prossimi decenni si assisterà in Mozambico ad eventi climatici sempre più estremi con aumenti delle precipitazioni al nord e gravi siccità a sud.

La buona notizia è che il governo del Mozambico intende finanziare con 10 milioni di dollari la costruzione di una fabbrica di pannelli fotovoltaici nel polo industriale di Belulane vicino alla capitale Maputo.

L’installazione di moduli fotovoltaici nell’assolato paese africano consentirà di ridurre la dipendenza del paese dall’importazioni di combustibili fossili, sarà un primo passo per il raggiungimento dell’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili e aiuterà a combattere il cambiamento climatico.

 

Carmelo Panassiti

Foto: ILRI, DFID – UK Department for International Development, GMT+3,

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