Malawi: la morte di Mutharika sulla stampa africana

La morte del presidente del Malawi, Bingu wa Mutharika, è stata confermata oggi (7 aprile 2012) anche se si è verificata più di 24 ore fa. La stampa africana sul web evidenzia il problema della successione e il fatto che il suo corpo è stato trasportato in Sudafrica perché gli ospedali in Malawi non hanno le attrezzature necessarie per l’autopsia. Le istituzioni del Malawi non hanno comunicato quando il corpo di Mutharika farà ritorno nel suo paese natale.


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Il sudafricano Mail&Guardian ha concentrato l’attenzione sul processo di transizione del potere.

“Il lungo silenzio istituzionale – scrive M&G citando le agenzie Sapa-AFP – ha fatto paventare una battaglia di potere tra il partito attualmente al governo e la vicepresidente Joyce Banda, che è stata estromessa dai suoi incarichi nel 2010 dopo una dura battaglia contro Mutharika. Dopo una serie di annunci orwelliani da parte della stampa nazionale e del ministro dell’informazione Patricia Kaliati, che appena ieri (venerdì 6 aprile) sosteneva che Mutharika fosse ancora vivo, il governo pubblicava un comunicato ufficiale in cui annunciava la morte del presidente avvenuta giovedì”.

L’articolo prosegue citando le notizie riguardanti la battaglia per la successione. Sembra che il partito e la famiglia di Mutharika non gradiscano che l’attuale vicepresidente prenda il posto del loro familiare appena deceduto anche se la costituzione è molto chiara su chi debba succedere a un presidente scomparso durante il suo mandato.

“Mutharika ha espulso Banda – scrive ancora M&G – dopo aver nominato suo fratello Peter quale erede, attirandosi così le accuse di cercare di creare una dinastia politica e di blindare il potere con il suo entourage e la sua famiglia”.

L’articolo del sito web sudafricano termina con delle notizie che ci dicono chi era Mutharika (il link rinvia alla visita di Africanews in Malawi al seguito del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon).

“Mutharika, un ex economista della Banca mondiale che è arrivato al potere per la prima volta nel 2004, è stato rieletto con una forte maggioranza nel 2009 come presidente del povero stato dell’Africa meridionale. Nonostante ciò è stato sempre più criticato per i suoi tentativi di governare i media e di proteggere il governo dalle critiche pubbliche. Le sue lotte con donatori e finanziatori, come il Fondo monetario internazionale, hanno frenato l’economia di questa nazione dipendente dagli aiuti. Adesso il Malawi soffre a causa della mancanza di valute internazionali che le impediscono d’importare abbastanza carburanti. Quando, lo scorso luglio, è scoppiata la frustrazione del popolo che è sceso per le strade in tutto lo stato per protestare, la polizia ha provocato la morte di 19 persone. Il mese scorso, una larga coalizione di gruppi che si battono per i diritti aveva chiesto le dimissioni di Mutharika”.

Modernghana.com riporta un articolo di AFP (Agence France Press) che sottolinea la difficile situazione politica che il Malawi adesso deve affrontare nel bel mezzo di difficili problemi economici.

“In base alla costituzione, la vicepresidente Joyce Banda – scrive modernghana.com – è la prossima ad occupare la carica di presidente — un passaggio che potrebbe provocare drammatici cambiamenti politici in Malawi. Nel 2010, Mutharika l’aveva espulsa dal partito di governo a seguito di una battaglia per la successione”.

Il keniota Saturday Nation (nation.co.ke) racconta diversi aneddoti su Mutharika. Rex Chikoko, in collaborazione con Julius Sigei, scrive che Mutharika era una persona molto strana che credeva che ci fossero i demoni nel palazzo presidenziale composto da “300 stanze immense poggiate su un terreno di 1.332 ettari, costato $100 milioni al paese dipendente dal tabacco”.

“A volte il presidente sente dei roditori che strisciano su tutto il suo corpo, ma quando le luci si accendono, non vede più nulla,” un aiutante riferiva ai giornalisti nel 2005.

Lo stesso sito web keniota, che ha pubblicato quest’articolo il 6 aprile 2012, mette in evidenza le speculazioni sulla morte di Mutharika.

“Questa non è la prima volta che la morte del presidente è argomento di speculazione. L’anno scorso nei social media girava voce che il 78enne era morto visto che non aveva fatto rientro a seguito di un incontro dei capi di stato e di governo del Commonwealth in Australia. Riaffiorato tre settimane dopo, aveva detto di essere deluso dalle speculazioni e sosteneva di godere di ottima salute. (…) Spiegando la sua sparizione, diceva: “Sono stato in vacanza a Macau, in Cina. Mi spettava visto che ho lavorato sodo per due anni senza prendere una pausa e poi le leggi del Malawi non mi obbligano a dire ai cittadini dove mi trovo.”

Africareviews.com pubblica l’interessante punto di vista di CHARLES ONYANGO-OBBO, precedentemente apparso su nakedchiefs.com. Sottolinea come funzionano la democrazia e le elezioni in Africa e come non restare illusi perché in fin dei conti è tutto un “work in progress”. Onyango-Obbo scrive (PDF):

“Come molti leader africani che cercano di creare delle dinastie, Mutharika aveva suo fratello, il ministro degli esteri Peter Mutharika, scelto a scapito della signora Banda come candidato alle presidenziali del 2014 per il partito DPP. Adesso che è morto, abbiamo una signora Banda che è una VP [VicePresidente] ma non esattamente una VP. E il piccolo Mutharika che è il candidato per il DPP alle elezioni che si terranno tra due anni ma che non è VP. Non siate sorpresi se le prossime settimane in Malawi saranno turbolente.”

Ivoirebusiness.net evidenzia il fatto che i cittadini del Malawi sono stati tenuti all’oscuro per più di 24 ore sapendo che il presidente era ricoverato nel principale ospedale della capitale Lilongwe, non avendo tuttavia alcuna notizia sul suo stato di salute. Alla fine dell’articolo Ivoirebusiness.net riferisce delle critiche lanciate contro il potere del presidente Mutharika per i suoi atteggiamenti autoritari.

Jornaldeangola.sapo.ao ripubblica il report [PDF] dell’Afp che sottolinea il fatto che i dottori hanno provato per due ore di rianimare lo scomparso presidente del Malawi.

Africanews.com pubblica un articolo non controllato dalla redazione [PDF] che racconta di un pastore nigeriano, T.B. Joshua, che avrebbe preannunciato per due volte la morte di un presidente africano, specificando che non si sarebbe trattato di un capo di stato dell’Africa occidentale.

“Ad aprile…dovremo pregare per un capo di stato africano, un presidente, la cui vita sarà portata via da una malattia,” avrebbe detto Joshua domenica 5 febbraio. A seguito della previsione, i giornali e i media online in tutta l’Africa erano pieni di speculazioni sulla profezia del pastore. Domenica scorsa, 1 aprile 2012, Joshua ribadiva la profezia aggiungendo che l’evento si sarebbe verificato da lì a poco. “Ciò che dico si sta per verificare. Che vi piaccia o no, pregate per i vostri leader. Vedo una morte improvvisa per una malattia per un capo di stato” aggiungendo anche che quest’ultimo non proveniva da nessuna nazione dell’Africa occidentale.

Il giornalista Angelo Izama prende spunto dai problemi di successione che si aprono adesso per il Malawi per evidenziare che l’argomento riguarda molti altri stati africani in cui ci sono famiglie molto attaccate al potere.

“La famiglia Ben Ali, la famiglia Gheddafi, la famiglia Assad o la famiglia Mubarak – scrive Angelo Opi-aiya Izama [PDF] – hanno cercato tutte di proteggere la loro aristocrazia dalle istituzioni moderne che pretendevano di essere democratiche. In tempi di crisi, i tentativi di “ridare il potere”, o di tenere elezioni, di scrivere una nuova costituzione o altri tentativi di sopravvivere al cambiamento, diventano momenti molto difficili da gestire.

In Malawi, ufficialmente la vicepresidente Joyce Banda dovrebbe succedere [al presidente] in base alla costituzione. Pochi mesi fa, la prima donna VP veniva cacciata dalle riunioni di governo perché il vero potere risiede altrove e non nell’ufficio formale che lei rappresenta. Non è solo un problema del Malawi ma è anche un problema africano”.

 

 

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