Lo sviluppo dell’Africa nel XXI secolo

Quello che segue è un post pubblicato sul facebook di Bissi Babemba PaixauMali Traore sullo sviluppo dell’Africa e la sua storia con il cosiddetto mondo occidentale.• Per coloro che credono alla religione cristiana o musulmana secondo il libro della genesi o del corano, l’umanità discende da una sola coppia (Adamo ed Eva). Di conseguenza tutte le razze hanno un’origine comune, le quali, a seconda dell’ambiente, hanno sviluppato delle attitudini diverse. Quindi qualsiasi uomo è naturalmente dotato di una capacita’ intellettuale che varia a seconda dell’individuo ma che è indipendente dalla razza o dal colore della pelle.

Perché l’Africa, che aveva, secondo la mitologia egiziana dell’antico Egitto abitato dal popolo della Nubia, una civiltà molto avanzata rispetto ad altri come i Romani e i Greci, è oggi la derelitta del mondo? Com’è possibile che la storia del popolo della Nubia, che fu il primo ad inventare la scrittura, sia stata falsificata e perché?
Non è che tutti gli uomini nascono liberi ed eguali?

– Se la natura ha favorito alcuni gruppi rispetto ad altri, essa impone agli sfavoriti delle prove difficili che sviluppano in loro una capacità di riflessione cognitiva che permette loro di adattare la natura ai loro desideri e ai loro sogni.

Cosi’ questa lotta perpetua con l’evoluzione della natura esclude qualsiasi sentimento di fatalità e immutabilità della società. L’uomo vuole sempre dominare, e questo fa nascere in noi talvolta la cupidigia che fa sembrare le classi sociali divise tra dominanti e dominati.

Ma c’è un ordine mondiale naturalmente stabilito che fa dell’aforisma dominante-dominato un rapporto tra due razze o due popoli o semplicemente tra due tribù?

Se partissimo dai credenti di una delle religioni menzionate qui sopra e col preambolo che ho sottolineato, allora quest’aforisma è contrario a quest’ultimi come conditio sine qua non.

– E’ cosi’ che questa cupidigia dell’umanità ha spinto una parte alla conquista, alla scoperta e al lavoro. Per poter dominare i deboli, i forti hanno inventato delle strategie e messo su dei sistemi che sviluppano nei dominati un riflesso di subordinazione rendendoli degli alienati. E’ in questa postura di mendicanti, di alienati che si trova l’Africa con una mano tesa per ricevere l’elemosina. Tuttavia questo continente nero è stracolmo di ricchezze naturali enormi. Quindi i dominanti utilizzano i mezzi (religioni, lingue, culture…) per sviluppare nell’alienato una dipendenza psicologica dal dominante al fine di sfruttare il più possibile il dominato.

E’ in questo senso che le nostre culture sono state vilipese, da cui la proposta di un certo Nicolas Sarkozy che diceva nel suo discorso di Dakar che « Il dramma dell’Africa è che l’uomo africano non è entrato molto nella storia. Il contadino africano vive da millenni con le stagioni nell’ideale di vita di essere in armonia con la natura, non conosce altro che l’eterno ricominciare dei tempi, ritmato dalla ripetizione senza fine degli stessi gesti e delle stesse parole. In questa vita immaginaria in cui tutto ricomincia per sempre non c’è posto per l’avventura umana, nè per l’idea nè per il progresso».

Questo discorso del sig. Sarkozy giustifica agli occhi di quest’ultimo la colonizzazione, che fu un massacro per il continente africano in termini di vite umane e in termini di distruzione della sua cultura. Questa dominazione continua oggi sotto forma di neocolonialismo e di schiavitù mentale. La relazione Africa-Occidente è impostata sulla relazione padre-figlio in cui il padre ha una certa autorità su suo figlio limitandogli la sua libertà e nutrendo una dipendenza psicologica a vantaggio della sua sussistenza.

Un estratto di un discorso storico tenuto nel Sudafrica dell’apartheid dal presidente Peter Botha che diceva « I porcospini e le lucertole sono dei coccodrilli perché si rassomigliano? Se Dio avesse voluto che l’uomo bianco fosse uguale al nero, ci avrebbe creato tutti dello stesso colore uniforme e con lo stesso intelletto. Ma ci ha creato diversi: Bianchi, Neri, i Gialli, governanti e governati.»

Sempre in base al mio preambolo questa tesi condiscendente non s’inserisce nella logica dei credenti, ma proviene da una cupidigia stravagante, la voglia di dominare e imporre un ordine sociale che obbedisce ai colori della pelle. Quest’uomo ha avuto quanto meno il coraggio di ammettere pubblicamente il suo disprezzo per la razza nera, tuttavia se osserviamo la politica internazionale dell’occidente e dell’America verso l’Africa arriviamo ad una conclusione (mantenere l’Africa nella sua postura di dominato contro gli aiuti illusori dell’FMI, Banca mondiale e delle associazioni caritatevoli e umanitarie… ). La constatazione è amara ma è vera. E’ cosi’ che l’Africa si è ritrovata libera e uguale nei diritti rispetto agli altri continenti sulla carta e disprezzata e uccisa sulla sua sedia. La storia dell’Africa non è riconosciuta, quella che ci viene attribuita è la più dolorosa: la schiavitù. Ma la storia dei regni resistenti e degli imperi che hanno eretto delle società molto avanzate e ben organizzate e che hanno sconfitto il colonizzatore non è riconosciuta, tutto ciò che è del nostro passato glorioso è stato falsificato o semplicemente cancellato col solo scopo di darci un nuovo punto di riferimento di cui loro saranno le guide. Avete visto un turista guidare la sua guida? Mai!

– Per ammazzare qualsiasi idea rivoluzionaria o progressista l’occidente ha messo in piedi in Africa dei regimi dispotici che fanno un gioco di passaggio di poteri da padre in figlio o al delfino per proteggere gli interessi sacri (risorse e dominazione psicologica) dei dominanti.

• Per coloro che non credono alle religioni monoteiste e all’esistenza di un Dio, ma che pensano che l’uomo sia il frutto dell’evoluzione della natura il cui processo è stato interrotto, questi possono credere alla relazione intelligenza-razza, ma quest’aforisma è ugualmente contraddetto dai fatti seguenti: abbiamo la razza nera, bianca e gialla nel senso letterale che si sono ritrovate, affiancate o che hanno sviluppato delle rivalità. Ma oggi in tutte le istituzioni, ad eccezione delle società segrete razziste, tutte le razze hanno fatto la loro prova di assiduità sostenuta da qualche forma d’intelligenza talvolta fuori dalla norma, il che contraddice la relazione intelligenza-razza.

Quindi qualsiasi volontà di dominare un popolo, una razza non potrà trovare una giustificazione naturalmente o divinamente. Solo il lavoro indefesso può liberare l’Africa dall’alienazione e metterlo nella posizione di dominante. Non abbiamo bisogno di coltivare l’odio tra le diverse razze poiché questo non fa che aggravare la situazione, abbiamo bisogno di trovare le nostre forze nelle nostre radici culturali a noi proprie per sviluppare un modello sociale ed economico al servizio della nostra prosperità e delle generazioni future.
 

Fonte: facebook di Rosalba Calabretta

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