L’autobiografia di un africano è ancora un libro tabù

L’incredibile storia di Olaudah Equiano, o Gustavus Vassa, detto l’africano, è un libro che si dovrebbe leggere in tutte le scuole di ogni ordine e grado e nelle università.

E’ l’autobiografia di un africano che all’età di soli 11 anni viene rapito, strappato da casa sua, dal suo giardino, dai suoi giochi, dalla sua famiglia e dai suoi amici. Finirà venduto come schiavo al di là dell’Atlantico, sul suolo americano. Fin qua una storia uguale o, sicuramente simile, a quella di altri 3 milioni di africani deportati e venduti come schiavi.


Questa, però, è una storia diversa dalle altre.

Tutto si svolge tra il 1745 e la fine del XVIII secolo.

Olaudah Equiano riuscirà a liberarsi dalla schiavitù comprandosela, cioè restituendo i soldi che il suo padrone, un mercante quacchero di Filadelfia, aveva speso per comprarlo. Quando venne quel giorno, il padrone stentò a credere che quel negro fosse riuscito in quell’impresa con i soldi accumulati grazie al piccolo commercio che gli aveva concesso di intraprendere.

Il libro è diviso in tre parti: nella prima l’autore descrive la sua vita di bambino in Africa, esattamente a Essaka, un villaggio igbo dell’attuale Nigeria; nella seconda vengono descritte tutte le torture e le condizioni di viaggio per portare gli schiavi dall’Africa all’America, e poi le condizioni di vita nel nuovo continente; infine nella terza, l’autore descrive la sua fede nel Signore, che gli ha permesso di superare tutte le peripezie, e lo fa attraverso la descrizione di altre vicende. Stabilitosi infine a Londra, dove è stato battezzato nella chiesa di Westminster, si batterà per l’abolizione della schiavitù e della tratta degli africani.

In tutto il libro sono rari i momenti in cui l’autore lascia i suoi commenti, anche quando sarebbe stato del tutto naturale farlo. Per lo più descrive con precisione i fatti che ha vissuto, i personaggi che ha incontrato, i problemi che ha dovuto affrontare. Il libro è un ottimo punto di partenza per capire quali sono le ragioni dell’impoverimento dell’Africa e dell’America Latina e forse anche le ragioni della crisi del modello di sviluppo occidentale, dell’attuale crisi economica, culturale, politica dell’Europa e degli Usa. Forgiati in quel periodo in cui il capitalismo s’incollò all’idea di democrazia, gli stati occidentali oggi non sanno più come reagire e cosa fare di fronte ai progressi di quelli che venivano descritti dai maggiori filosofi come animali subumani.

Ovviamente di libri del genere se ne parla solo tra gli studiosi e tra gli appassionati. E forse non è un caso.

 

Piervincenzo Canale

One thought on “L’autobiografia di un africano è ancora un libro tabù

  1. Il libro dovrebbe essere pubblicato in Italia e adottato nelle scuole al fine di educare alla fratellanza e sconfiggere il razzismo.

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