La straordinaria crescita economica dell’Angola

L’Angola ha conquistato l’invidiabile primato di avere avuto la maggiore crescita economica al mondo nell’ultimo decennio.

Nel perido 2001-2010, il Pil del paese africano ha avuto un aumento medio annuo dell’11,1%, seguita al 2° posto dalla Cina con una crescita del 10,5%.

Le cause di questa impetuosa crescita economica sono da ricercare innazitutto nella stabilità politica e nelle riforme economiche varate dopo la fine della guerra civile che per circa trent’anni (1975-2002) ha insanguinato il paese africano.

L’aumento del prezzo del petrolio e la scoperta di nuovi giacimenti off-shore hanno accelerato lo sviluppo dell’Angola, le cui esportazioni sono costituite al 90% di petrolio greggio.

Le casse dello stato africano hanno beneficiato della vendite del greggio con una consistente espansione della spesa pubblica mediante la realizzazione d’infrastrutture di cui il paese ha estrema necessità.

Nella capitale Luanda numerosi cantieri stanno ridisegnando il volto della città. In rapida crescita sono anche l’agricoltura e il settore manufatturiero soprattutto raffinerie, cementifici e zuccherifici.

Il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente elogiato il governo di Luanda per i risultati raggiunti.

Nonostante gli indiscutibili successi economici degli ultimi anni, l’Angola partiva da posizioni molto arretrate con indici di povertà e disuguaglianza sociale allarmanti che ancora devono essere migliorati.

Secondo fonti ufficiali, il 60% della popolazione vive in condizione di povertà e addirittura il 25% in estrema povertà.

L’aspettativa di vita è pari a 42 anni.

Inoltre, la capitale dell’Angola, Luanda, ha il primato negativo di essere la città più cara al mondo. Questo significa che tutte le spese quotidiane quali sanità, l’educazione, la scelta del cibo e l’alloggio, a causa dell’arretratezza del paese africano, hanno prezzi astronomici.

Lungomare di Luanda

 

Forse stiamo assistendo ad una inversione di tendenza. Nel mondo globalizzato i leoni africani hanno iniziato a correre più velocemente delle tigri asiatiche.

 

Carmelo Panassiti

Foto: darksida, nathanhj, Erik Cleves Kristensen

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