Kenya: crediti d’aiuto per 33 mln di euro – esteri.it

KenyaCrediti di aiuto del valore di 33 milioni di euro per lo sviluppo del settore idrico in Kenya: e’ quanto prevede l’accordo bilaterale firmato dall’Ambasciatore italiano Pierandrea Magistrati e dal Ministro delle Finanze del Kenya Uhuru Kenyatta.

L’accordo, negoziato lo scorso gennaio durante la visita del Ministro degli esteri Franco Frattini a Nairobi, consolida i legami dell’Italia e rilancia l’azione della Cooperazione allo sviluppo nel suo venticinquesimo anno di attività in Kenya.

A seguito del rilancio della Cooperazione italiana in Kenya – afferma l’Ambasciatore Magistrati – avvenuto con la Conversione del Debito, che ha messo a disposizione del governo Keniota 44 milioni di euro in 10 anni per realizzare progetti di sviluppo nelle aree più povere del Paese, l’Italia ha accordato un Credito d’aiuto di 33 milioni di euro (3,3 miliardi di scellini) per il completamento degli interventi di approvvigionamento idrico a Kirandich e Kiambere.

Tali progetti prevedono il consolidamento dei serbatoi di stoccaggio, a creare fonti di energia rinnovabile, a realizzare impianti fognari, oltre che all’estensione degli acquedotti per servire 150 mila persone. A tale scopo una missione di esperti è già stata inviata per studiare gli aspetti tecnici del progetto, in accordo con le autorità governative e locali>.

Attualmente la Cooperazione italiana ha in corso diversi progetti nei settori prioritari della sanità, delle risorse idriche, dello sviluppo urbano della baraccopoli di Korogocho e dell’emergenza. Tra gli interventi di successo, l’accordo decennale di Conversione del debito, per un valore di 44 milioni di Euro (4,4 miliardi di scellini), primo e unico accordo di conversione debitoria nella storia del Kenya.

L’Italia è anche intervenuta per contrastare l’insicurezza alimentare e l’emergenza del dopo-elezioni. Sigor - progetto idrico

Tra le altre attività in corso sono da segnalare il programma di sviluppo socio-sanitario per la comunità di Ngomeni (Malindi), sita nei pressi della base spaziale gestita dall’Agenzia spaziale italiana (Asi) per un valore di circa tre milioni di euro, e un progetto di circa 500 mila euro per la creazione di attività generatrici di reddito rurali nell’area di Sigor (zona nord-occidentale del Paese).

Al momento la Cooperazione italiana finanzia in Kenya 60 progetti per un valore di circa 37 milioni di Euro nei settori prioritari della sanità, risorse idriche, sviluppo urbano ed emergenza. A questo vanno aggiunti 7 progetti attraverso il canale multilaterale. In Kenya l’86% dei fondi è impiegato in gestione diretta mentre il 14% attraverso il canale multilaterale.

Le ONG che operano nell’area attraverso progetti promossi MAE/DGCS sono 7 per un valore di circa 7.2 milioni di Euro.

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3 thoughts on “Kenya: crediti d’aiuto per 33 mln di euro – esteri.it

  1. Un off-topic a proposito dei 250 eritrei detenuti in Libia. Devo dire che in questa circostanza africanews mi ha proprio deluso. Mi ha deluso la scarsita’ di informazioni dei primi giorni e in seguito la sostanziale accettazione della ‘soluzione italo-libica’. Non una critica, niente! Vi segnalo alcuni commenti piu’ incisivi su questa vicenda al sito seguente:

    http://www.habeshia.blogspot.com/

    Mi aspettavo una coperture simile a quella che avete dato a Gennaio sulle rivolte di Rosarno!

    1. Ciao Luca. Grazie di aver commentato e di aver espresso la tua delusione. Ovviamente ci dispiace. Ci teniamo però a dire che non abbiamo dato una copertura adeguata all’evento semplicemente a causa della difficoltà nel raggiungere fonti credibili.

      1. Cordiale Redazione. Vi ringrazio per la risposta, dalla quale mi sembra di capire che la vostra scelta di redazione sia di raccontare solo fatti dei quali si abbiano riscontri diretti. E’ una scelta e in quanto tale la rispetto. Personalmente pero’ sono dell’idea che se di un fatto non si possano avere riscontri diretti per pesanti restrizioni al diritto stesso di informare, allora molto probabilmente si tratta di un fatto che a maggior ragione andrebbe commentato. In questo caso poi ci sono moltissime testimonianze (se non di quei 250, di altri) documenti che attestano quale sia la situazione. Mettendo assieme queste conoscenze e le dichiarazioni ufficiali, il quadro che ne esce non e’ certo sereno. Anzi, direi che chiede a gran voce di essere raccontato! Cordiali saluti,

        Luca

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