Italia cancella debito Repubblica Dem. Congo

L’Italia ha annullato la totalità del debito congolese per sostenere lo sviluppo economico del Paese africano.

Il 31 maggio l’Ambasciatore a Kinshasa, Pio Mariani, ha firmato l’accordo sulla cancellazione del debito con il Ministro delle Finanze della RDC, Matata Ponyo, sulla scia di analoghi accordi firmati nei giorni scorsi da altri Paesi.

Il Ministro Ponyo ha ringraziato l’Amb. Mariani ed ha assicurato la sua determinazione a continuare nella politica di rigore ed austerita’ che ha consentito il raggiungimento del punto di completamento nell’ambito dell’iniziativa PPTE, affinche’ la RDC non debba ritrovarsi, tra qualche anno, nella stessa situazione debitoria.

Ponyo ha espresso anche il forte auspicio di rivedere tornare gli investimenti italiani in RDC, ricordando come fossero migliaia, negli anni ’70 ed ’80, gli operatori economici italiani nel Paese. Ha, in particolare, auspicato interventi industriali italiani nel campo della moda e delle calzature.

L’Amb. Mariani ha sottolineato come la decisione di annullare completamente il credito italiano dovesse essere considerata come il riconoscimento dell’Italia per gli sforzi intrapresi dal Governo, in un contesto economico e sociale difficile, ed un incoraggiamento a procedere nella politica di rigore, per continuare sulla via del completamento della stabilizzazione economica e politica del Paese.

L’Amb ha indicato che l’economia di un Paese vasto e complesso come la RDC potrà decollare solo con gli investimenti privati ed ha accennato ad un risveglio dell’interesse degli operatori economici italiani per la RDC, come dimostrato dalla visita di una delegazione di imprenditori, nel gennaio scorso e dalla recente apertura di un ufficio dell’ENI. Ha infine auspicato che da parte del Governo congolese si proceda con determinazione per realizzare un contesto propizio agli investimenti stranieri, ricordando in particolare la ratifica dell’accordo OHADA, la firma della Convenzione di New York sui contenziosi commerciali e la ratifica dell’Accordo bilaterale di promozione e protezione degli investimenti con l’Italia.

Fonte: esteri.it

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