Islamisti divisi su partecipazione funerale Mubarak

Gli islamisti egiziani sono sempre più divisi sull’eventuale partecipazione al funerale del deposto presidente Hosni Mubarak che attualmente versa in delicate condizioni di salute.

Contrastanti resoconti giornalistici sono stati pubblicati lunedì a proposito dello stato di salute del leader rovesciato che è stato trasferito dalla prigione di Tora ad un ospedale militare. Lo stesso è stato condannato a 25 anni di prigione per non essere riuscito a fermare le uccisioni di manifestanti durante la rivoluzione del 25 gennaio.

Un membro della consiglio militare al potere ha contraddetto i report di stampa secondo cui l’84enne Mubarak sarebbe clinicamente morto.

Ne è seguito un dibattito su come sarebbe il funerale di Mubarak e se gli potrebbe essere concessa la cerimonia militare.

“Non ci preoccupa essere presenti al suo funerale. I nostri disaccordi erano politici e non personali,” ha detto Sayed Nazily, un membro dei Fratelli Musulmani. Quest’ultimo gruppo politico, il più importante in Egitto, era messo al bando e perseguitato sotto il regime dell’ex presidente.

Mohamed Abdallah al-Khatib, un ex membro del Brotherhood Guidance Bureau, ha detto che anche lui non avrebbe problemi a partecipare anche nel caso in cui verrà concessa la cerimonia militare per Mubarak.

“Non esultiamo per la morte di nessuno perché un giorno moriremo tutti. Religiosamente è concessa la possibilità di fare una preghiera funeraria se Mubarak morirà come un musulmano,” ha aggiunto Khatib, che è stato conosciuto come il mufti del gruppo.

Tuttavia Essam al-Erian, vicepresidente del partito della fratellanza, libertà e giustizia, è in disaccordo.

“Le discussioni a proposito del funerale di Mubarak sono premature, e i resoconti circa la sua morte sono solo dei tentativi per fargli guadagnare un po’ di simpatia,” ha detto Erian.

Sheikh Nabil Abdel Naeem, un vecchio funzionario della Jihad Islamica, ha dato voce ad un’opposizione più forte rispetto al punto di vista degli altri.

“Non parteciperemo al suo funerale nè faremo riti funebri per lui.  E’ inammissibile perché ha indotto il male e si è messo in posizione antagonista rispetto all’Islam,” ha detto Abdel Naeem.

Abdel Neem ha aggiunto che l’ex presidente era spietato nei confronti del suo popolo.

“Egli sarà inseguito dalle maledizioni e i crimini che ha fatto contro l’Islam gli negano il rito funebre,” ha continuato. “La cerimonia militare non lo salverà dalle fiamme dell’inferno.”

Alaa Abul Nasr, segretario generale del partito Jama’a al-Islamiya’s Construction and Development Party, la pensa in modo simile.

“Non parteciperemo al suo funerale nè terremo delle preghiere funebri per lui. I suoi crimini ci impediscono di chiedere pietà a Dio per lui,” ha detto Abul Nasr.

 

Traduzione modificata da Al-Masry Al-Youm

 

Fonte: egyptindependent.com

 

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