Intervista a Osotimehin Babatunde, direttore UNFPA

Ex ministro della salute in Nigeria, Osotimehin Babatunde è direttore generale del UNFPA, il fondo della Nazioni Unite per la popolazione. Ieri, 22 ottobre 2013, è stato a Roma per la conferenza internazionale sulle mutilazioni genitali femminili.

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Quelle che seguono sono le risposte date ad africanews.it via mail. Il direttore del UNFPA ha scelto di non rispondere a due domande, riportate qui sotto, giudicandole “personali”.

In poche parole come spiegherebbe ad un pubblico occidentale le mutilazioni genitali femminili (MGF)?

Le Mutiliazioni genitali femminili [MGF] è la pratica che consiste nella rimozione parziale o totale della parte esterna dei genitali femminili o nel mutilare l’organo femminile per ragioni non sanitarie. Viene praticata sulle ragazze e le donne di diverse età ma per lo più praticata sulle bambine tra l’infanzia e i 15 anni a seconda della comunità o del gruppo etnico che la pratica. L’usanza è spesso praticata da addetti tradizionali senza anestesia, usando le forbici, le lame di rasoio o i vetri rotti, e spesso comporta seri problemi medici e in molti casi anche la morte della donna o della ragazza. Più recentemente, in alcuni paesi, viene anche praticata da personale medico preparato, tra cui fisiatri, infermieri e ostestriche. Dov’è usanza popolare, spesso si crede che sia un requisito per il matrimonio e che sia necessario al controllo della sessualità delle donne. Le MGF sono una pratica culturale dannosa, una forma di violenza contro le donne e una violazione dei diritti umani.

Si tratta di un’altra invenzione dell’occidente per distrarre i paesi del sud del mondo dai veri temi che impediscono il loro vero sviluppo?

Il tema delle MGF non è solo una preoccupazione dell’Occidente. L’anno scorso, il 20 dicembre 2012, con un forte sostegno da parte degli stati africani, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione (A/RES/67/146) che esorta gli Stati Membri ad intensificare gli sforzi globali per la sua eliminazione. L’Assemblea ha riconosciuto che le MGF sono un abuso irreparabile, irreversibile dei diritti umani delle donne e delle bambine, e una minaccia per la loro salute. Gli Stati sono stati esortati a condannare tutte le pratiche dannose che riguardano le donne e le ragazze, e a prendere tutte le misure, comprese le leggi, per proteggere le donne e le ragazze da questa forma di violenza. Oggi abbiamo 21 paesi africani che hanno legiferato affinché vengano abbandonate le MGF. Politiche e piani nazionali di azioni per affrontare le difficoltà sono stati adoperati in più di 28 paesi africani. Quindi il riconoscimento dei danni di questa pratica è una realtà per molti governi africani.

Come medico, quali conseguenze comportano le mutilazioni genitali femminili?

Le MGF costituiscono un danno per la salute sessuale e riproduttiva, con conseguenze devastanti a breve e a lungo termine sulla vita delle donne e delle bambine. La procedura è rischiosa ed è una minaccia alla vita della bambina sottoposta a questa pratica per tutta la durata della sua esistenza.

A breve termine, coloro che hanno subito queste mutilazioni devono far fronte ad emorragie, a dolori lancinanti, a shock, al tetano o alla sepsi (infezione batterica), ascessi, patologie ai tessuti e fratture pelviche, ritenzione urinaria, ferite aperte nella zona genitale e patologie nei tessuti limitrofi ai genitali. La morte può essere causata dall’emorragia o dalle infezioni, compreso il tetano o altri shock.

Le conseguenze a lungo termine riguardano ricorrenti infezioni della vescica e del tratto urinario (che possono provocare danni ai reni), cistiti ed ascessi ed esiti materni e neonatali negativi (infertilità, maggiori rischi e complicazioni durante il parto, necessità di successivi interventi). Le donne che hanno subito tale pratica devono anche affrontare un significativo maggiore rischio di parti cesarei e soffrono di patologie post parto maggiormente rispetto alle donne che non hanno subito le MGF. I tassi di decesso dei bambini durante e immediatamente dopo il parto sono sensibilmente più alti per i bebé nati da madri che hanno subito tale pratica. Le MGF possono anche provocare conseguenze psicologiche negative. C’è un costo elevato per i budget dei sistemi sanitari pubblici e per lo sviluppo dell’Africa.

Perché dite che le MGF impediscono la vita sociale delle donne e il loro contributo allo sviluppo delle comunità in cui vivono?

È molto difficile per le donne e le bambine, che hanno subito le MGF, avere una normale vita sociale. Non soffrono solamente per le conseguenze sulla loro salute, ma devono affrontare anche i traumi psicologici, l’isolamento,  disturbi d’ansia, disfunzioni sessuali, sentimenti di rabbia, sensi di colpa, vergogna o inadeguatezza e disfunzioni dovute allo stress post traumatico.

Nel momento in cui le donne non possono contribuire alla forza lavoro perché sono debilitate nella loro salute e per i relativi problemi sociali derivanti dalle MGF, il loro contributo alla comunità e la potenziale produttività dell’economia del paese non può realizzarsi pienamente.

Cosa fa in concreto l’Unfpa per sradicare le MGF in una generazione?

UNFPA, in stretta collaborazione con l’UNICEF, si trova in prima linea per accellerare l’abbandono di questa pratica dannosa in tutta l’Africa attraverso il Programma Congiunto sulle MGF, che è il più ampio programma del mondo per accellerare la lotta contro quest’usanza. Quindici Stati membri, che saranno presto 17 con l’aggiunta della Nigeria e dello Yemen, hanno adottato il programma. Inoltre alle comunità viene fornita assistenza finanziaria e tecnica oltre agli sforzi nazionali già identificati come portatori di cambiamenti sociali positivi. UNFPA e i suoi partners forniscono un forte sostegno al rafforzamento dei quadri legislativi e politici necessari per l’eliminazione delle MGF. Stanno anche rafforzando l’assistenza sessuale e riproduttiva e la risposta giuridica così come l’accellerazione dei cambiamenti nelle norme sociali e culturali verso l’abbandono delle MGF a livello nazionale, regionale e locale.

Come calcolate una generazione? 90 anni o 50 anni?
Una generazione è di 25 anni. Vogliamo che la prossima generazione di bambine sia liberata da questa dannosa usanza.

Quando era ministro della salute nella sua Nigeria, cos’ha fatto a questo riguardo?

*** NESSUNA RISPOSTA ***

Perché questo tema delle MGF le sta a cuore?

In quanto africano, in quanto medico e in quanto direttore dell’UNFPA il tema delle MGF mi sta a cuore perché è una missione per salvare vite umane, soprattutto di donne e bambine, in modo che abbiano delle esistenze sane e appaganti. Chiunque dovrebbe avere a cuore questa nociva pratica perché le MGF sono un irreparabile, irreversibile abuso dei diritti umani delle donne e delle ragazze ed una minaccia alla loro salute.

Le nostre previsioni mostrano che entro il 2030, 86 milioni di giovani ragazze in tutto il mondo potrebbero dover affrontare qualche forma di MGF se il trend attuale rimanesse invariato.

Alcune persone della sua famiglia hanno subito questo tipo di violenze?

*** NESSUNA RISPOSTA ***

Per alcuni non si tratta di violenze ma di sacrosante tradizioni. Cosa risponde?

Tutti sono d’accordo che le MGF sono una pratica tradizionale che continua a persistere in molti paesi, nonostante il fatto che gli sforzi per abbandonare quest’usanza continuino da quasi un secolo. Tutti gli stati africani e la comunità mondiale concordano nel sostenere che le MGF sono una forma di violenza ed una forte violazione dei diritti umani delle donne e delle bambine. La tragedia è che più di 140 milioni di ragazze e di donne ad oggi ancora in vita sono state sottoposte a questa pratica. Quest’usanza dannosa dev’essere fermata come violazione dei diritti delle donne e delle bambine. Dobbiamo proteggere la salute e i diritti delle donne e delle ragazze da questa forma di violenza.

L’Unfpa è contro le tradizioni popolari locali, come le MGF?

UNFPA rispetta e sostiene le usanze locali positive tuttavia è contraria alla pratica delle MGF perché si tratta di una violazione dei diritti delle donne e delle bambine tra cui: il diritto ad essere libere da qualsiasi forma di discriminazione contro le donne; il diritto all’integrità fisica e mentale, compreso il diritto alla libertà dalla violenza; il diritto allo standard medico più alto possibile; il diritto a non essere sottoposte a torture o crudeltà, trattamenti disumani o degradanti; il diritto alla vita e i diritti delle bambine.

QUI la versione inglese dell’intervista

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