Intervista a Felicia Bongiovanni, cantante lirica

Felicia Bongiovanni, di origini siciliane, già enfant prodige della lirica, è sicuramente uno dei soprani italiani più affermati all’estero, avendo cantato, ancora studentessa di canto in conservatorio, con artisti del calibro di Luciano Pavarotti, Leo Nucci, Ruggero Raimondi, Raina Kabaiwanska, nei più grandi Teatri italiani ed esteri. Recentemente si è distinta anche nelle celebrazioni a San Francisco e New York della grande Maria Callas.

Felicia Bongiovanni spesso si è occupata anche di musica moderna con, ad esempio, la reinterpretazione lirico-sinfonica dei principali successi dei Queen che le ha valso la denominazione di The Opera Queen (la regina dell’Opera). *fonte euronews

Ho avuto il privilegio di ascoltarla e conoscerla da vicino negli ultimi anni a Luanda, durante i suoi concerti per la promozione culturale come ospite d’onore dell’Ambasciata d’Italia in Angola.

Felicia emana una straordinaria dote oltre al talento personale, che é quella di unire sincronicamente due elementi: il classico dell’opera lirica e il non-tradizionale per un risultato musicale emozionante e innovativo. Intensa, commovente, professionale e luminosa, di seguito, le risposte che Felicia ha gentilmente accettato di concedermi.

5 DOMANDE A FELICIA BONGIOVANNI

1) Cara Felicia, questo Febbraio ha celebrato per il secondo anno , il concerto lirico a Luanda per l’Ambasciata di Italia in Angola. Lei come artista, già consigliera club UNESCO Bologna, e ora di Forlì e Romagna, ha divulgato insieme al suo potere musicale, parole di pace e speranza. Quali erano le sue aspettative e cosa porterà con sé dell’ esperienza angolana?

“Sempre quando mi esibisco, mi sento portavoce dei sentimenti, delle speranze, delle aspettative, dei dolori del pubblico che mi viene ad ascoltare.

A Luanda sulla Portaerei Cavour, quando ho cantato e interpretato le note e i testi delle arie d’opera patriottiche di Verdi, di Bellini e le melodie del grande repertorio classico popolare italiano, napoletano ed internazionale ed in chiusura le canzoni dei Queen in maniera lirico sinfonica, ho pensato e ho cantato augurandomi che quel ponte volo della nostra portaerei Cavour, deputato alla difesa del nostro Paese, possa essere sempre un luogo di canto, di gioia di pace, e mai di conflitto o di guerra. Porto con me l’accoglienza, la bellezza, la ricchezza, la povertà, la sofferenza e la voglia di superarla e debellarla del popolo angolano, e la gioia di aver rivisto Luanda in strepitosa crescita.”

2) Felicia, abbiamo avuto il grande piacere di ascoltarla e apprezzare la sua arte musicale lirica, sia nello scenario del teatro sia sulla Nave Cavour, con una partecipazione di cantanti lirici di Angola. In termini comparitivi tra tecnica, cultura e emozione, quale opera in duetto con gli artisti angolani l’ha coinvolta maggiormente e perché?

“Ho ammirato in entrambi i colleghi una grande eleganza e oculatezza nella scelta del repertorio, con il tenore con cui mi sono esibita quest’anno, abbiamo cantato il duetto della Traviata ed è stato un ottimo Alfredo e quindi quale migliore auspicio di portar l’opera intera al teatro di Luanda ? Se ci fosse una volontà in tal senso sarei felicissima di poter cooperare alla riuscita di un tale evento e così far partecipare al resto del cast bravi giovani angolani.”

3) Cantare è una delle forme comunicative più immediate e universali che esistano. Avrebbe mai pensato, nei suoi esordi come artista, di cantare “ Vincerò”, a bordo della Nave Cavour a Luanda, d ifronte a un pubblico di circa 600 persone, sotto le stelle africane?

“Quando ho iniziato a studiare Canto Lirico nella mia città natale di Palermo e poi al Conservatorio G.B.Martini di Bologna dove mi sono diplomata, mai avrei pensato di cantare al di fuori dei teatri.

Poi crescendo ho capito l’importanza della musica come grande veicolo universale per la diffusione dei messaggi di pace , di solidarietà, di aggregazione, di collaborazione fra impresa e cultura (tema di cui sono stata fra i primi ad occuparmi) ,e per fare questo devi uscire da una visione elitaria sorta a posteriori e recuperare quell’aspetto originario dell’Opera Lirica che era quello popolare.

Infatti da ormai più di vent’anni mi sono dedicata a cantare le più famose arie d’opera anche nei luoghi non prettamente deputati, avendo per questo ottenuto grandi riconoscimenti come il Capri-Hollywood Award al valore al festival del Cinema di Capri nel 2006, e come Testimonial della Fondazione Telethon, e Ambasciatrice della Nazionale Italiana Cantanti, e avendo cantato alla Rai accanto alle più famose star della musica leggera.

Sono inoltre stata innovativa nel affrontare il genere rock dei Queen in maniera lirico –sinfonica, guadagnandomi l’epiteto di The Opera Queen.

Quindi per me è stata una grande gioia quando l’Ambasciatore Giuseppe Mistretta mi ha invitato a ritornare per la seconda volta in Angola per un concerto sulla portaerei Cavour per la sua ambasciata, per festeggiare il gran tour della Cavour ,iniziato in Asia e proseguito per tutta l’Africa, per la promozione del nostro made in Italy.

Essendo un’artista apertissima alle innovazione ha accolto subito con grande entusiasmo la proposta, e credo che anche il pubblico se ne sia accorto ricambiando con una standing ovation, che certamente rimarrà indelebile nella mia memoria con una cornice e uno scenario così irripetibile come il palco sul ponte volo e lo scenario di fronte del porto di Luanda.

Ma a questo vorrei aggiungere un’altra emozione che non riesco a tenere tutta per me . Mentre cantavo, guardando il magnifico cielo stellato di Luanda pensavo che dal paradiso mio nonno mi stesse ascoltando, e vedendomi cantare attorniata dai Marinai della Marina Militare , lui che come tenente era stato insignito della Croce di guerra al valore militare, perché durante la prima guerra mondiale in Valsugana si era appostato, di notte, con una pattuglia, fuori dei reticolati e sorpresa una pattuglia avversaria, la attaccava con ardimento e valore, avendone ragione e facendo dei prigionieri, per liberare Trento dalla dominazione austriaca, pensavo a come fosse orgoglioso della sua nipotina Ambasciatrice di pace sulla Portaerei Cavour.”

4) In Angola spesso si dice “ Tudo è possivél” (tutto è possibile). Pensa che i talenti lirici angolani avranno possibilità di studiare le diverse tecniche di canto e, chissà, un prossimo futuro, emergere nel panorama internazionale dell’opera lirica?

“Certamente, glielo auguro con tutto il cuore! Non dimentichiamoci del patrimonio della black music, del blues , dei gospel che l’Africa possiede. Gli angolani quindi hanno già tutto: conformazione fisica, musicalità, cuore e tanta sofferenza accumulata nei secoli e purtroppo tanta ancor oggi da dover sopportare e debellare; la tecnica con questi requisiti non sarà difficile apprenderla e studiarla, ed io più volte mi sono messa anche a disposizione per tenere corsi di canto a Luanda.”

5) Quali sono i progetti imminenti nella sua Agenda?

“Certamente ce ne sono molti altri in programma. Di recente ho appena cantato all’Auditorium della Conciliazione di Roma, per un grande concerto di beneficenza a favore dell’Ospedale pediatrico del Bambin Gesù insieme a Mario Biondi, Mariella Nava , Serena Autieri e altre star del panorama internazionale.”

Grazie di cuore, cara Felicia, per seminare la pace con le note liriche. Vincerà.

Fonte: lavocedeltrentino.it

 

 

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