In crescita tratta e sfruttamento anche per colpa della crisi economica

Rapporto Caritas-Cnca: oltre alla prostituzione in crescita lo sfruttamento degli immigrati nei settori produttivi.

Non più fenomeno “eccezionale”, lo sfruttamento è diventato una realtà consolidata e strutturata in Italia, che è penetrata nella vita quotidiana e troppo spesso non riconosciuta. Lo attesta Punto e a capo sulla tratta. 1° Rapporto di ricerca sulla tratta e il grave sfruttamento, l’indagine realizzata dalla Caritas Italiana e dal Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca), in collaborazione con il Gruppo Abele e l’associazione On the Road.

La ricerca ricostruisce l’evoluzione del fenomeno della tratta in Italia e analizza il sistema di protezione nazionale, mettendone in evidenza le criticità e presentando alcune proposte. Sono stati coinvolti 156 enti, di cui 148 privati e 8 pubblici, per la ricerca quantitativa e 133 per i dati qualitativi, tra cui molti enti pubblici. Inoltre, sono stati sentiti 199 operatori a vario titolo impegnati nel settore anti-tratta.

Il dato più rilevante è che, pur rimanendo la prostituzione forzata in strada la tipologia di tratta più visibile e conosciuta, nel corso dell’ultimo decennio è aumentato il numero di persone trafficate e sfruttate in altri ambiti, tra cui quelli economico-produttivi e, in particolare, in agricoltura, pastorizia, edilizia, industria manifatturiera, lavoro di cura, ma anche nella logistica e i trasporti, artigianato e commercio, servizi alberghieri e di ristorazione. Un fenomeno, questo, che ha trovato terreno favorevole a causa della crisi economica e della precarietà e flessibilità che caratterizzano il mondo del lavoro. Inoltre, si moltiplicano i casi di “sfruttamento multiplo”, come donne costrette a prostituirsi e a spacciare, uomini obbligati a vendere merce al dettaglio, a elemosinare e a spacciare o prostituirsi. “Sono anche cambiati l’organizzazione delle reti e dei singoli criminali e i metodi di reclutamento, controllo e sfruttamento impiegati” si riporta nell’indagine.

A gestire la tratta sono sempre più gruppi criminali fortemente radicati nei Paesi di destinazione, con molti collegamenti transnazionali e notevoli capacità di abbinare la tratta e lo sfruttamento ad altre attività illecite – traffico di migranti, di droga e di armi – e lecite, come riciclaggio di denaro sporco attraverso attività commerciali regolari.

Fonte: migrantitorino.it

 

 

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