Il sistema Italia è interessato al Marocco, Hasani

UN PONTE FRA LE IMPRESE ITALIANE E MAROCCHINE NEL CAMPO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA E DELLE INFRASTRUTTURE

Intervista a Manar Alaoui Hasani, Capo Dipartimento del Centro Regionale per gli Investimenti di Souss Massa Draa, in Marocco, durante la sua visita in Italia per incontrare l’imprenditoria italiana grazie al Programma Delegati di ITPO Italy-Unido, Ufficio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO).


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L’ufficio ITPO dell’UNIDO ha il compito di stimolare la cooperazione del nostro Paese con quelli in via di sviluppo. Lo strumento di cui si serve è il Programma Delegati, che da quando è nato nell’’89 ha visto circa 50 delegati provenienti da tutte le parti del mondo.

Esso individua funzionari pubblici dei paesi in via di sviluppo e li invita a soggiornare in Italia per un periodo, implementando con loro due tipi di attività: la promozione del territorio e degli investimenti da cui loro provengono da un lato e, dall’altro, lo sviluppo delle conoscenze necessarie per portare il loro potenziale a pieno compimento. Il delegato è assistito da UNIDO nella programmazione e svolgimento di incontri con il B2B, le ambasciate e tutte le istituzioni che si occupano di promuovere l’internazionalizzazione delle attività imprenditoriali. In sostanza il Programma Delegati offre la possibilità di promuovere un concreto portfolio di progetti e di investimenti. Principalmente questi ultimi, riguardano i settori in cui l’Italia eccelle: l’agroalimentare, l’agroindustria, il tessile e calzaturiero e le risorse energetiche e non rappresenta che un punto di partenza da cui muoversi per arrivare ad ottenere risultati concreti in termini d’investimenti nei Paesi coinvolti.

L’obiettivo dell’UNIDO è quello di uscire dal mero aiuto allo sviluppo per entrare, invece, nella logica di una win win cooperation, in cui si creino nuovi posti di lavoro nelle realtà locali di riferimento e la possibilità di alzare il livello socio-economico dei Paesi in questione.

E’ in questo quadro che s’inserisce la visita in Italia di Manar Alaoui Hasani, Capo Dipartimento del Centro Regionale per gli Investimenti di Souss Massa Draa, in Marocco, che ha risposto ad alcune domande sull’agenda di incontri che ha avuto e sulle aspettative che la sua regione ed il suo Paese hanno nei confronti del Programma UNIDO ITPO.

Come si è svolta la sua visita in Italia? Che programma ha seguito?
A livello regionale abbiamo messo insieme un portfolio di progetti d’investimento concreto che è stato portato a conoscenza del mondo imprenditoriale italiano. Ho, dunque, passato 2 settimane in Italia, dal 6 al 19 novembre, scandite da due tipi d’incontri: la prima settimana abbiamo partecipato alla fiera Ecomondo di Rimini, dove abbiamo visto più di 20 imprenditori locali attivi nel settore dell’efficienza energetica, nel trattamento dei rifiuti e dell’acqua e nelle biomasse. Nella seconda settimana, le riunioni si sono svolte presso la sede di UNIDO dove abbiamo incontrato partner potenziali, istituzioni finanziarie, associazioni di categoria e imprese private di piccole e medie dimensioni ma anche grandi multinazionali.

Qual è stato dunque l’obiettivo della visita?
Trovare un interlocutore per la Regione e per il suo sviluppo e in UNIDO ne abbiamo trovato uno valido. L’altro obiettivo è stato quello di presentare le opportunità, sia generali che specifiche, d’investimento che la nostra regione offre alle imprese estere. Abbiamo invitato le delegazioni imprenditoriali italiane non solo a focalizzarsi sui progetti specifici del nostro portfolio, ma anche a visitare il Marocco e vedere concretamente le opportunità d’investimento che vi sono.

Nel futuro quali sono le prospettive di collaborazione tra l’Italia e il suo Paese?
Uno dei settori più interessanti per una collaborazione è quello dell’efficienza energetica, nello specifico tutto ciò che riguarda l’isolamento termico degli edifici, i sistemi di efficienza sotto il profilo dell’offerta turistica e le installazioni di meccanismi per il trattamento dell’acqua. Sono state individuate delle potenziali aree di collaborazione anche nella biomassa da scarti agricoli e da rifiuti. Inoltre, nel mondo imprenditoriale italiano c’è un’eccellenza nella realizzazione d’infrastrutture della comunicazione come i porti che potrebbero essere adeguate allo sviluppo della nostra regione.

Quali sono gli elementi positivi che ha visto nel nostro tessuto industriale e quali sono gli aspetti in cui si potrebbe fare di più?
L’agenda è stata molto ricca e sono molto contenta che l’imprenditoria italiana sia stata molto attiva nel recepire la mia volontà di incontrarla. Sono stata felicemente sorpresa della reattività italiana e della volontà di sfruttare le potenzialità di collaborazione.

Ha avvertito da parte del “sistema Italia” i problemi legati al difficile momento economico che il paese sta vivendo?
In tutti gli incontri sono stata molto felice di riscontrare che le persone hanno molta voglia di accettare le sfide e gli orizzonti che si possono aprire negli altri Paesi, questo forse perché sono state incontrate imprese anche grandi che sono state in grado di diversificare le loro attività e risentire della crisi in maniera più attutita.

Cosa vi aspettate per il futuro dal nostro Paese?
Ci farebbe piacere se nel breve termine potessimo avere delle risposte concrete e spero che questa visita non sia che il primo passo verso una collaborazione, vorrei quindi che a questi gironi d’incontri facessero seguito dei dati e cifre concrete sui quali basare una prossima cooperazione.

Il tema delle energie rinnovabili mi sembra sia stato molto presente durante questa conversazione. Cosa avete voi da insegnare all’Italia in termini di sostenibilità ambientale?
Ultimamente il Marocco è molto focalizzato su queste tematiche. Le più alte Autorità del Paese sono impegnate nel processo di sviluppo “green” del Paese e dal 2008 si è proceduto alla ratifica di convenzioni internazionali. L’energia rinnovabile e’ ormai una necessità e non una scelta.

C’è un progetto di cui voi potete andare fieri a questo proposito.
Il progetto è quello della centrale solare termodinamica di Ouarzazate, sviluppato dall’Agenzia marocchina per l’Energia Solare che sarà sviluppata a partire dal secondo semestre 2012 ed entrerà in funzione dal 2014 nella sua prima fase. Per la sua realizzazione è stata indetta una gara d’appalto a livello internazionale a cui ha partecipato anche ENEL come parte di un consorzio. Ovviamente, tutta una filiera industriale entrerà in gioco e quindi saranno coinvolte anche PMI italiane così come quelle locali. Questo progetto non è stato tema di discussione degli incontri di queste due settimane perché esso è ancora in una fase embrionale, mentre qui in Italia sono stati portati progetti che materialmente sono pronti per essere messi in atto nel breve termine.

 

Intervista di Anita Alfonsi

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