I mesi che hanno sconvolto il Mediterraneo

Dall’Egitto alla Tunisia: il racconto delle rivolte nel mondo arabo in un documentario su Wired.it

di Elisa Pierandrei

Il concept di questo progetto (viaggio con video+mostra+blog) e le foto sono di Loris Savino. Le riprese per il video dal titolo M.A.R.E. (storie di Mediterraneo, Arabi, Rivolte ed Europa) — Episodio#1 – sono state realizzate da Marco di Noia, che ne è anche il regista e autore del montaggio (per l’Egitto ha collaborato Luca Quagliato). Al viaggio, durato complessivamente 5 settimane, che ha attraversato Egitto (Il Cairo e Alessandria), Tunisia (Tunisi, Zarzis e la frontiera di Ras Jadir), Libia (Bengasi, Tobruk e Ajdabiya) ho partecipato anche io in qualità di giornalista che si occupa di mondo arabo.

E’ la mattina del 2 febbraio di quest’anno quando mi precipito in Piazza Tahrir dove da qualche giorno una folla di egiziani chiedeva (come avevano fatto prima i tunisini) un cambiamento di regime. In piazza c’è anche il fotografo Loris Savino, che come me aveva deciso di raggiungere la capitale egiziana per raccontare la rivolta. A Tahrir ci accoglie un corteo che vomitava slogan anti-regime. La sera precedente, il presidente Hosni Mubarak aveva parlato alla nazione per dire che avrebbe guidato la transizione verso elezioni presidenziali libere. E magari non si sarebbe piu’ ricandidato (ma forse lo avrebbe fatto suo figlio). Per questo non ci è sembrato strano, quella mattina, vedere nella piazza della protesta anche gruppetti di lealisti che trasportavano cartelli con la scritta: “Sì a Mubarak”. Insieme a Loris, avevo seguito il discorso del rais in un piccolo caffè del centro dove avevamo notato alcuni anziani che apprezzavano le parole di quell’uomo, che si rivolgeva fiero al suo popolo in tv, e che forse era il padre dell’Egitto moderno.

Decidiamo poco dopo di dividerci perché un giornalista e un fotografo coprono le notizie in maniera diversa. Provo un post su Facebook. La capacità o meno di comunicare con il mio cellulare (che in queste situazioni puo’ significare la vita) era un’incognita che dopo il blocco di Internet mi aveva gettato nell’angoscia. E’ a questo punto che un uomo in giacca di pelle nera mi rivolge la parola con tono aggressivo. Mi dice: “Chi sei? Devi andartene, questa è la nostra rivoluzione”. Da buona giornalista gli rispondo: “Sono qui per fare il mio lavoro”. Lui insiste, ma io, superba, lo ignoro ancora una volta. L’atmosfera si era fatta tesa in quel mezzogiorno del 2 febbraio 2011. A Piazza Tahrir campeggiava da qualche ora una folla multi generazionale, composta e generosa. E’ in mezzo a questa moltitudine che odo una eco lontano. All’improvviso una massa di gente mi corre incontro. Scappano. Ma da chi? Fuggo anche io. Poi tutti ci fermiamo. Ed ecco che scorgo lealisti, provenienti dalla zona di Abbasiyya, in sella a cavalli e cammelli (Cammelli? Al Cairo i cammelli si vedono solo alle Piramidi. E’ roba da turisti). Inizia la cronaca di una giornata che al Cairo sarà ricordata come il “mercoledì di sangue”. Alla fine, il bilancio delle vittime sarà di centinaia di feriti e alcuni morti.

La sera di quello stesso giorno raggiungo Loris per mettere gli occhi sui suoi scatti. In quelle istantanee rivedo i volti dei protagonisti di quell’assurda vicenda, che gridano: “Sawwarni” (fotografa). Il giorno seguente piazza Tahrir sarebbe stata circondata da barricate, e occupata da un sit-in permanente. Mai piu’ fiducia al rais, se ne dovrà andare subito. Capiamo allora che stavamo assistendo alla Storia.

A marzo decidiamo di ripartire, diretti in Tunisia e in Libia (Cirenaica). Questa volta in tre (c’è anche il videomaker Marco di Noia) e con un progetto: quello di incontrare gli altri protagonisti incredibili di questa primavera araba. Come avevamo iniziato a fare in Egitto, a loro abbiamo chiesto di spiegare davanti alla telecamera le ragioni della loro partecipazione e raccolto i gadget che sono diventati il simbolo delle rivolte.

Gli scatti di Loris Savino tratti da questo viaggio e il corto di Marco di Noia saranno in mostra alla Galleria San Fedele (Milano), a partire dal 6 ottobre. Gli autori presenteranno inoltre il progetto sul BLOG betweenlands.net e per la pubblicazione di un libro su crowdbooks.com.

 

 

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