ElBaradei 1° candidato egiziano-sondaggio Facebook

L’ex capo degli esperti di nucleare dell’Onu, Mohamed ElBaradei, e’ la scelta più popolare per la carica di presidente dell’Egitto, secondo un sondaggio dell’esercito condotto via Facebook. La notizia e’ stata riportata dai media di stato mercoledì.Il sondaggio, che ha avuto inizio un mese fa su Facebook, ha chiesto ai membri di classificare i loro candidati preferiti per il lavoro più importante del paese, in un esercizio che e’ stato criticato perché non rappresentativo.

ElBaradei ha ottenuto il 25 percento dei voti dei 267.000 partecipanti.

Lo stesso era seguito dal thinker islamista Mohamed Selim al-Awa con il 17 percento, e Ayman Nur — che guida il partito di opposizione liberale al-Ghad — col 13 percento.

Il sondaggio e’ stato condotto dal Consiglio superiore delle forze armate (SCAF), che ha preso il potere quando l’ex presidente Hosni Mubarak e’ stato cacciato da una rivolta popolare a febbraio, senza comunicare esplicitamente il proprio obiettivo.

Il consiglio militare deve ancora fissare la data delle elezioni presidenziali, tuttavia ha comunicato che le consultazioni per il capo del paese saranno organizzate dopo le elezioni legislative in autunno e la bozza della nuova costituzione.

Il sondaggio online e’ stato criticato perché limitato alla comunita’ di Facebook, non riflettendo in questo modo le dinamiche sul terreno.

I critici hanno anche puntato il dito contro la scelta dei candidati da parte dell’esercito, che comprendeva l’ex capo delle spie di Mubarak, Omar Suleiman, il quale e’ stato vicepresidente per un breve periodo, e Ahmed Shafiq, un ex comandante dell’aeronautica che ha presieduto l’ultimo governo di Mubarak.

Suleiman e’ risultato quarto nel sondaggio online, anche se non aveva in programma di candidarsi alle presidenziali, secondo alcune dichiarazioni rilasciate di recente alla stampa.

Il sondaggio, che ha avuto inizio un mese fa e che e’ finito mercoledì, ha avuto luogo in un momento di rivolta politica che ha avuto il suo apice questa settimana con un rimpasto di governo mirato a placare i manifestanti, furiosi per il lento andamento delle riforme.

I manifestanti che per prima sono scesi per le strade per chiedere le dimissioni di Mubarak, stanno spostando sempre più la loro attenzione nei confronti del regime militare al governo, accusato di mantenere la sua stretta sul potere e di usare le tecniche dell’era di Mubarak per combattere i dissidenti.

 

Fonte: modernghana.com

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