Delegazione comunità africane visita Lampedusa

Nei giorni scorsi, un gruppo di rappresentanti delle comunità di immigrati della città capitolina, insieme con il consigliere aggiunto per l’Africa di Roma capitale, on. Victor Emeka Okeadu, si è recata a Lampedusa per una visita di tre giorni.

Il viaggio, “In Ricordo delle Vittime dell’immigrazione: per non dimenticare”, è stato un percorso di storia, cultura e impegno civile tra Roma e Lampedusa.

Si è trattato di un’iniziativa significativa in omaggio alle vittime delle migrazioni dal continente africano verso quello europeo, nell’ambito della IV Edizione del progetto “I mondi a Roma” promosso dall’ “assessorato alla politiche culturali e centro storico” di Roma, che si svolgerà dal 21 Ottobre al 27 Novembre 2011, in collaborazione con la IES ONLUS (Italo Ethiopian Society for International Development).

“Un omaggio per sottolineare come le tragedie dell’immigrazione riguardino tutti, nessuno escluso, e che davanti alla morte tutti gli uomini sono uguali”, ha dichiarato l’on. Okeadu. Atto doveroso di cittadini immigrati verso tutte le vittime dell’immigrazione, dunque, un richiamo all’umanità e al futuro, affinchè tutte le tragedie diventino conoscenza e consapevolezza comune, per non dimenticare.

Nel cuore del viaggio, il sindaco del comune di Lampedusa e Linosa, De Rubeis, ha ricevuto la delegazione nella sede comunale dedicando l’apertura ai saluti istituzionali tra l’amministrazione locale e Roma.

Il consigliere aggiunto per l’ Africa contraccambia, dando i saluti del sindaco di Roma capitale, Giovanni Alemanno.

Nel colloquio che è seguito, relativo alla situazione attuale dei migranti a Lampedusa, De Rubeis ha sottolineato come, dopo i primi momenti di confusione e di esasperazione, tutti gli isolani abbiano riaffermato una cultura d’accoglienza.

Il sindaco ha sottolineato come la sua giunta si stia adoperando per dare una “degna sepoltura” ai migranti morti in mare in cerca di un futuro migliore.

Da sinistra: Victor E. Okeadu, Bernardino De Rubeis, Elvira Pellizzari

“A nome degli immigrati, posso dire che siamo grati a lei per l’umanità che ha mostrato”, ha detto il consigliere Okeadu al sindaco di Lampedusa De Rubeis, “abbiamo capito – ha aggiunto Okeadu – che questa terra fa parte dell’Africa, nonostante tutto. Attualmente è preoccupante che un giovane africano possa vedere nella sfida dell’attraversamento del deserto e del mare, un percorso per costruirsi un futuro, quasi si trattasse di un’alternativa al rito d’iniziazione all’età adulta”.

Infine, il consigliere dell’Assemblea capitolina ha espresso il suo ringraziamento a tutti i collaboratori che operano ogni giorno nell’affrontare il fenomeno dell’immigrazione, come la Guardia Costiera e tutte le forze dell’ordine dell’isola.

Il Sindaco De Rubeis in risposta, ha dichiarato che “Lampedusa non chiuderà mai le porte a chi ha veramente diritto ad un futuro migliore”.

Dopo la visita presso la sede comunale, la delegazione si è recata alla “Porta d’Europa”, un angolo di Lampedusa dove un’imbarcazione di migranti si è schiantata notte tempo contro le rocce e dove un cittadino africano è stato trovato morto sotto l’imbarcazione che lo trasportava.

Da sinistra: Elvira Pellizzari, Bernardino De Rubeis, Victor E. Okeadu, Piervincenzo Canale

Davanti alla “Porta d’Europa”, il consigliere Emeka Okeadu insieme alla presidente della IES, Elvira Pellizzari, e al sindaco Bernardino De Rubeis hanno lanciato in mare un corona di fiori bianchi per ricordare le vite spezzate nei viaggi della speranza.

Il consigliere Okeadu lancia un cuscino di fiori in mare in ricordo dei migranti morti prima di arrivare a Lampedusa

Il sindaco dell’isola siciliana ha condotto in seguito la delegazione presso il cimitero dove sono in corso lavori per dare degna sepoltura ai migranti giunti senza vita sull’isola, i luoghi dove giacciono rotte ed abbandonate le centinaia di imbarcazioni che hanno traghettato gli immigrati da luoghi lontani sino a Lampedusa, ed in altri luoghi simbolo di quest’immigrazione.

Entrata del cimitero di Lampedusa

 

Tomba di Esther, 18enne nigeriana, sepolta a Lampedusa

Successivamente, sono stati fatti percorsi verso i Centri di permanenza temporanea e d’identificazione, verso i luoghi di protesta dei migranti, verso la Base Militare ed Aeronautica, verso l’ufficio della Guardia Costiera di Lampedusa.

Centro di Lampedusa dove vengono rinchiusi i migranti
Visita al cimitero delle barche di Lampedusa

La visita si è conclusa con un incontro-intervista e con testimonianze di operatori dei CPT di Lampedusa.

 

foto di Piervincenzo Canale

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