Darfur: ONU chiede fine “impunità endemica”

L’Alto Commissario dell’ONU per i diritti umani, Zeid Ra’ad Al Hussein, ha chiesto venerdì di porre fine all’ “impunità endemica” che regna in Darfur.

“Le autorità devono mettere fine all’impunità endemica in Darfur”, ha chiesto Zeid in una nota che accompagna la pubblicazione di un rapporto che elenca gli orrori commessi da tutte le fazioni in questa regione del Sudan nel 2014.

Il documento fa il punto della situazione sulle gravi violazioni dei diritti umani commesse da tutte le fazioni, compreso il bombardamento alla cieca delle zone dei civili, le violenze sessuali e la distruzione di beni civili. Tante violazioni perpetrate nel più totale impunità a causa dell’assenza dei meccanismi efficaci per giudicare i responsabili, secondo l’ONU che denuncia la “mancanza di volontà” delle autorità.

Sui 411 casi di abusi e gravi violazioni dei diritti umani recensiti l’anno scorso da Minuad (missione per la pace congiunta ONU-Unione Africana), “pochi hanno dato luogo a inchieste o hanno comportato degli arresti”, afferma l’Alto Commissario.

“Il rapporto disegna un quadro molto scuro di una situazione di scacco sistemico, o di rifiuto puro e semplice, delle autorità di trattare in modo serio le violazioni dei diritti umani”, ha detto Zeid.

“Il modo disinvolto con il quale la polizia locale ha rifiutato le richieste del personale delle Nazioni Unite è stato profondamente scioccante e mostra come i funzionari di Stato credano di essere al di sopra della legge”, ha aggiunto.

Dal 2003, degli insorti, che accusano ovviamente Khartum di marginalizzarli economicamente e politicamente, si oppongono all’esercito sudanese nella regione del Darfur, nell’ovest del paese. Questo conflitto ha fatto più di 300.000 morti e spostato 2,5 milioni di persone, secondo l’ONU.

Il rapporto spiega che sia le autorità che i gruppi armati hanno impedito il lavoro degli investigatori dell’ONU, impedendo loro di recarsi sui luoghi in cui le violazioni dei diritti umani sarebbero state commesse.

Il rapporto dell’Alto Commissario specifica anche gli incidenti durante i quali la polizia sudanese e le forze di sicurezza sarebbero state implicate in attacchi contro i civili, tra cui assassinii, prelevamenti, furti ed estorsioni.

Questi attacchi che coinvolgono delle forze dell’ordine sono, secondo l’ONU, sottostimati poiché le vittime hanno paura delle rappresaglie e non hanno alcune fiducia delle autorità.

Il presidente sudanese Omar el-Bashir è ricercato dal 2009 dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra nella regione del Darfur.

Fonte: nr.news-republic.com, i24news.tv

 

 

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