Cultivating bridges: 29 nov., Napoli ore 19.30

“Cultivating Bridges. Mondi migranti: immagini, parole, canti”

Azione evento a cura di Lidia Curti e Michaela Quadraro su prospettive e poetiche delle scritture diasporiche, con le letture di Igiaba Scego dai suoi romanzi, le riflessioni di Iain Chambers sul blues mediterraneo e il progetto “Companion” di Lello Lopez0000000000000. Nella cornice delle sonorità migranti di Marzouk Mejiri tra Tunisia e Napoli, del jazz di Elisabetta Serio, e sullo sfondo visivo di video e immagini di un mare che è a un tempo speranza e morte, l’intento sarà quello di creare l’incontro, dove l’intervallo diventa ponte, e la differenza fa nascere accoglienza e conoscenza reciproca.

“Companion”

Questo progetto trae origine dal fenomeno degli scrittori immigrati che scrivono in italiano: la letteratura italiana della migrazione, una dimensione sempre più problematica e avvertita nel panorama della scrittura contemporanea.

Se l’elemento linguistico mostra il carattere identitario e rivela la coscienza di appartenere a una definita realtà umana e territoriale, questi nuovi soggetti linguistici mettono in evidenza la natura transitoria del concetto di identità e la sua definizione come appartenenza etnica e culturale.

Partendo da una riflessione su un breve racconto che scrissi nel 2005 su un venditore ambulante di nome Ibrahim, che incontrai per caso, e che mi incantò col suo italiano, “Companion” vuole suggerire, da un punto di vista extrametodico, la possibilità che mutamenti della nostra identità di popolo sono in atto grazie alle nuove poetiche e ai nuovi modelli espressivi di questi scrittori.

La mia attenzione è caduta su quelli provenienti dai Paesi delle sponde del Mediterraneo con i quali abbiamo spesso intrecciato i nostri destini e sugli scrittori provenienti dalle ex colonie italiane verso i quali abbiamo un debito storico e soprattutto morale.

Materialmente il progetto si compone di due installazioni di cm260x480. Ognuna di esse è composta da dieci fotografie digitali su cui con acrilico di colore grigio ho trascritto nomi, opere e date di scrittori immigrati che scrivono in italiano.

A queste si connette un nucleo di diciotto collage su foto di cm25x35 e un’opera su carta di cm140x200. Di fianco a quest’ultima e direttamente sulla parete è trascritto il racconto “Ibrahim”.

 

Fonte: comunicato e foto via mail

 

 

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