CREANDO LA NEREZZA DELL’AFRICA ARRIVA AL CINEMA

In seguito alla selezione di “Creando la nerezza dell’Africa” al 31mo festival del cinema africano di Verona e alla notizia della presentazione del documentario mercoledì 16 novembre 2011, ho ricevuto molti commenti da tante persone che mi esprimevano tutta la loro curiosità circa questo documentario.

Bene, la loro curiosità forse è dovuta al fatto che molte persone pensano che il fatto di chiamare un africano, uomo nero, e un europeo, uomo bianco, sia convincente. Il problema tuttavia è molto più profondo di quello che sembra. Non ha niente a che vedere col colore della pelle ma con la deformazione psico-politica e culturale di un popolo.

L’idea del colore della pelle o, ancor meglio, la classificazione dei popoli sulla base del colore della pelle, non sarebbe stata oggetto di dibattito se le persone fossero state etichettate in base al loro vero colore della loro pelle.

E’ importante notare che i soli due popoli che sono ancora aggrappati al dilemma dei loro colori sono gli europei e gli africani e quando si allarga la visuale si vede subito che la vera ragione della distinzione tra neri e bianchi è il dominio europeo o la loro presunta superiorità sugli africani.

Generalmente, il colore nero è stato interpretato come l’opposto del colore bianco e quando questo viene trasferito nell’ambito dell’identità di un popolo, come i cosiddetti neri africani, il suo significato diventa ancora più forte. Ciò è vero nel momento in cui alcuni europei parlano della loro civiltà bianca e parlano degli africani usando l’espressione il popolo nero del continente nero.

E’ abbastanza triste dirlo, ma ciò è diventato quasi una legge per alcuni africani che dovrebbero essere rappresentati dal colore nero come se fosse un simbolo di bellezza o se avesse qualche importanza storica per loro.

Nel corso degli anni, molte persone hanno scolpito queste regole sulla pietra, come se ci fosse qualcosa in un europeo che lo rendesse l’uomo bianco. Lo stesso è vero per gli africani e per la loro presunta nerezza, un’identità falsa che non è provata scientificamente, geneticamente o culturalmente ad eccezione delle confusioni politiche.

I cinesi, che una volta erano il popolo giallo, adesso sono fuori dal gioco dei colori e ciò è dovuto solo al loro recente successo economico. In realtà i cinesi non hanno mai avuto un colore della pelle diverso da quello di un francese o di un italiano.

Possiamo guardare la cosa ancora più in profondità.

Prendendo spunto dagli Stati Uniti, qualcuno potrebbe argomentare che la classificazione predominante dei popoli in rossi indiani, popoli neri e popoli bianchi non ha nulla di sbagliato. In fin dei conti, il colore che viene affibbiato loro serve ad identificare i diversi popoli che vivono in una medesima comunità.

Ciò è stato dimostrato molte volte, soprattutto attraverso i film polizieschi di Hollywood dove la polizia o un agente segreto alla ricerca di una persona dice frasi come: “il soggeto si trova lì dietro l’angolo, è alto ‘nero’ (o ‘bianco’)” a seconda del caso.

Sebbene la frase qui sopra possa sembrare abbastanza intelligente per giustificare l’uso del colore della pelle per identificare una persona, c’è una domanda che non ha avuto risposta: “il colore nero o bianco descrive veramente la tonalità della pelle della persona in questione?” La risposta è No, perché se il colore della pelle di un afro-americano medio fosse riprodotto su un foglio di carta e dato ad un bambino delle elementari per identificarlo, il bambino molto probabilmente non lo assocerebbe al colore nero.

Per analizzare ancora più da vicino quest’argomento, dobbiamo accettare la verità sulla saga del nero e del bianco. Tutto ciò riguarda la conquista europea della superiorità razziale. Tutto ciò diventa divertente nel momento in cui si scopre che neanche l’europeo medio rientra nell’inventata formula della “persona bianca”. Neanche gli esperimenti sugli umani dei Nazisti potrebbero provarlo. Tuttavia ci sono ancora molte persone che stanno sognando.

Questa forse è una delle equazioni più semplici per dimostrare la follia degli uomini.

Chiunque ha visto uccelli di diversi colori e ancora nessuno ha detto che siccome quel volatile è di colore verde, rosso o giallo, è un uccello migliore di altri, tuttavia quando si tratta degli esseri umani, siamo facilmente scossi nelle nostre arroganze e pretendiamo di non sapere, affibbiando nomi e deformando la storia di un popolo in modo che possono essere sfruttati.

Fatemi un piacere, prendete un vecchio documento sull’Africa e rintracciate i luoghi in cui la parola “negroide” veniva usata per descrivere le caratteristiche fisiche degli africani e paragonatela a uno studio recente sull’Africa. Molto probabilmente noterete che quella parola è stata sostituita con “afroide”.

Nel momento in cui esaminerete queste due parole, capirete che mentre l’una, “afroide”, si riferisce direttamente all’Africa e agli africani, l’altra, “negroide”, è semplicemente una fantasia se non qualcosa di più, come una reminescenza della schiavitù africana.

Se non è possibile inventare un popolo, com’è possibile inventare un’identità?

 

Ewanfoh Obehi Peter

traduzione di Piervincenzo Canale

 

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