Burundi: MSF soccorre 60 feriti

Lo scorso lunedì mattina, Medici Senza Frontiere ha soccorso più di 60 persone dopo l’esplosione di granate in diverse zone della capitale Bujumbura, in Burundi.

Abbiamo ricevuto tante persone, tra cui donne e bambini, con traumi e fratture aperte, ferite alla testa e tagli. È la seconda volta in meno di una settimana che riceviamo così tanti feriti presso il nostro centro traumatologico”, spiega Efstathios Kyrousis, capo missione di MSF in Burundi. Le granate sono esplose in diverse zone della città, soprattutto nelle aree di mercato, e hanno provocato due morti.

Un intervento chirurgico presso il centro traumatologico di MSF a Bujumbura, Burundi. Il chirurgo sta operando una ragazza ferita allo stomaco da una pallottola vagante
Un intervento chirurgico presso il centro traumatologico di MSF a Bujumbura, Burundi. Il chirurgo sta operando una ragazza ferita allo stomaco da una pallottola vagante

L’équipe di MSF ha lanciato un piano di risposta agli incidenti di massa per gestire l’afflusso di feriti e dare la precedenza ai casi più gravi. Nel giro di poche ore, sono stati eseguiti sette interventi chirurgici e altri otto sono programmati per i prossimi giorni. Tra i 61 pazienti soccorsi lunedì, c’erano 18 donne e 3 bambini.

MSF è una delle poche organizzazioni internazionali a gestire emergenze mediche connesse a ferite e traumi nella capitale. Attualmente, il centro traumatologico di MSF ha una capacità di 43 posti letto e si compone di un pronto soccorso, due sale operatorie e un reparto di terapia intensiva, ma arriverà presto ad avere fino a 86 posti letto.

MSF lavora in Burundi da più di 20 anni e ha intensificato le proprie attività a Bujumbura nel maggio 2015, quando le tensioni pre-elettorali hanno cominciato ad aumentare. I servizi sono gratuiti e aperti a chiunque abbia subito traumi violenti. Da quando ha aperto, nel luglio scorso, il centro traumatologico ha curato 1.210 pazienti feriti, 205 dei quali hanno richiesto interventi chirurgici. Sempre da maggio 2015, MSF sta anche rispondendo all’afflusso massiccio di rifugiati burundesi in Tanzania. Attualmente, ci sono circa 130.000 rifugiati in Tanzania e ogni giorno circa 200-250 persone continuano ad attraversare il confine. MSF lavora nei campi di  Nyarugusu, Nduta e Mtendeli per fornire assistenza medica, supporto psicologico, acqua e servizi igienico-sanitari.

 

Fonte: comunicato stampa

 

 

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