Bonino in Ghana, più cooperazione con l’Italia

Bonino in Senegal, seconda tappa tour africano

Il Senegal, prioritario per la cooperazione italiana e con buone opportunità di investimento per le piccole e medie imprese, è la seconda tappa del primo viaggio africano della Ministro Emma Bonino, arrivata a Dakar dopo una due giorni in Ghana.

L’agenda è fitta: si parlerà di sicurezza, sviluppo, Expo 2015 (al quale il Senegal parteciperà), diritti umani, parità di genere, in una serie di incontri con le autorità senegalesi. In primo luogo quello con Aminata Tourè, premier con un passato di attivista per i diritti civili e funzionaria Onu, seconda donna primo ministro del Paese africano.

Bonino vedrà il presidente Marky Sall, il ministro degli Esteri Mankeur Ndiaye, i titolari dei dicasteri di Giustizia, Economia, Agricoltura, Donne e Infanzia, Cultura. Ma anche la comunità italiana ed esponenti della società civile, tra i quali i rappresentanti delle ong impegnate nella lotta alle mutilazioni genitali femminili.

Due giorni per approfondire rapporti e stabilire le priorità del futuro, a partire dal Programma Paese 2014-2016 che prevede 45 milioni di euro da investire soprattutto in agricoltura e sviluppo rurale, sostegno al settore privato e protezione sociale.

Italia-Ghana, cooperazione contro pirateria

Un hub politicamente stabile, con una economia in crescita, che condivide con l’Italia e l’Europa la lotta alla pirateria e l’impegno per la sicurezza della regione: l’Africa occidentale riparte dal Ghana che, alla Ministro Emma Bonino ha fornito “conferme” e prospettive. Alla Ministro, i suoi interlocutori politici ed istituzionali, il vice presidente Paa Kwesi Bekoe, la Ministro degli Esteri Hannah Tetteh, e le donne delle Ong, hanno confermato la possibilità concreta di crescere anche con l’aiuto dell’Italia, partner storico del Paese e pronto a confermargli fiducia e impegno.

Stabilità

Forte di una stabilità che ha consentito, dal 1992, sei consultazioni elettorali senza problemi, il Ghana non si sottrae a nessun dossier, chiede a Roma una cooperazione bilaterale “molto estesa” a livello di intelligence per il contrasto alla pirateria ed è pronto a fare la sua parte per la stabilità della regione. Accra – che partecipa con oltre 80.000 militari a una trentina di operazioni di pacekeeping nel mondo – conferma che la sua strategia è quella di non tirarsi indietro, e ha appena deciso di raddoppiare la sua presenza in Sud Sudan.

Crescita dell’economia

A dare una mano, una crescita media dell’economia del 7 per cento l’anno che potrebbe consentire al Ghana di passare entro il 2015 dallo status di Paese povero a quello di Paese a medio reddito, secondo gi standard della Banca mondiale. Le piccole e medie imprese provano ad espandersi, le materie prime ci sono – dagli idrocarburi scoperti da Eni all’oro, ai diamanti, al manganese – l’agricoltura ha grandi margini di miglioramento e razionalizzazione. Senza dimenticare il cacao, di cui il Ghana è secondo produttore mondiale, e che sarà il fiore all’occhiello della partecipazione di Accra a Expo 2015.

Rafforzare i Paesi a “metà del guado”

Non è un caso che Bonino abbia scelto il Ghana per la sua prima visita a sud del Sahara da capo della diplomazia italiana. “Smettiamola di pensare all’Africa come a un unico continente in difficoltà” perchè il “nostro ruolo” è invece quello di “rafforzare i Paesi che sono a metà del guado, che hanno istituzioni forti e dove la questione diritti umani e diritti civili va di pari passo con la governance”, è l’idea della Ministro che intende “riaprire i riflettori su un’Africa che non deve essere vista solo come terreno di crisi ma che ha potenzialità importanti di progresso”. In tema di diritti umani la situazione è decisamente migliore rispetto alla media africana e non esistono, ha precisato Bonino, “discriminazioni normative” per le donne, anche se cultura e tradizioni rendono l’applicazione di una vera parità ancora “tutta in salita”.

Fonte: esteri.it

 

 

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