10 MESI IN BURUNDI: LA SCELTA DI ALESSIO E IRENE

Il lavoro non c’è, l’Italia è in crisi ma ci sono giovani che non si arrendono

10 MESI IN BURUNDI: LA SCELTA DI ALESSIO E IRENE

Due giovani in un progetto di lavoro grazie ad EnAIP Piemonte e al Servizio Civile

TORINO. Alessio ha 29 anni, vive a Torino, ha origini italo americane, ama viaggiare e si definisce un artista. Irene di anni ne ha 27, è nata in terra bergamasca,e attualmente vive a Torino. Vite diverse, formazioni diverse, che dal 31 marzo confluiranno in un’esperienza comune, 10 mesi di Servizio Civile in Burundi, nella diocesi di Bururi, per un Progetto di Cooperazione Internazionale di EnAIP Piemonte.

«Ho sempre voluto fare sia il Servizio Civile sia un’esperienza di lavoro in Africa- racconta Alessio De Marchi- e questo progetto mi è sembrato coniugasse al meglio entrambi i miei desideri . Mi interessa molto il settore della cooperazione internazionale, amo viaggiare, vedere posti nuovi, conoscere persone, culture e lingue diverse, questo viaggio è un’occasione per entrare in contatto con una realtà diversa, non da semplice turista, ma da cooperante all’interno di un progetto strutturato. Ho una formazione artistica, ho frequentato l’Istituto d’Arte di Torino e altri corsi di Tecnico Decoratore su Metallo e di Ingegneria del gioiello, sono uno scultore, amo la musica ma sono contento di vivere un’esperienza che esuli dal mio background culturale. Questi mesi in Africa saranno un’occasione per crescere, non mi preoccupano le distanze o il tempo che starò via; ho qualche timore solo perché si tratta di un luogo che non conosco e di un’esperienza del tutto nuova ma sono sicuro che in poche settimane sarò a mio agio. L’Italia attualmente mi sta stretta e voglio mettere la mia creatività, il mio entusiasmo, la mia voglia di fare in un altro contesto, poi vedremo i feedback della gente, ma penso che se sapremo fare loro proposte interessanti dimostreranno coinvolgimento e interesse. »

Altrettanto entusiasta e con più esperienza alle spalle Irene Perlasca.

Irene Perlasca e Alessio De Marchi

«Mentre frequentavo le scuole superiori ho fatto un’esperienza di volontariato in Kossovo di tre settimane- racconta- e da lì è nata la mia passione per la cooperazione e la mia decisione di iscrivermi a Scienze Politiche, a Pavia, in un percorso di studi afro-asiatici. Poi altre esperienze nel mondo; due mesi in Malawi come educatrice e la conoscenza di Loriana Dembelé, Console Onoraria in Mali e due viaggi in questa terra per progetti legati all’acqua e al microcredito per le donne, oggetto della mia tesi specialistica. Infine la voglia di sperimentarmi in progetto più lungo ed ecco la mia candidatura presso EnAIP Piemonte, per un progetto che mi è interessato dal primo momento, non solo perché in Africa ma anche perché focalizzato sull’empowerment. Una scelta ponderata, un’esperienza di vita che sicuramente non sarà facile ma nella quale voglio mettere in gioco la mia persona, le mie idee, il mio entusiasmo, non più sulla carta o sui libri, ma sul campo, in una realtà difficile ma stimolante. Mi piace l’idea di mettere alla prova le mie capacità organizzative, creative, manuali, relazionali. Vorrei dare il mio contributo senza imporre nulla ma lasciando agli altri la possibilità di rielaborare e condivide le mie proposte. D’altro canto penso che sarà per me un’esperienza arricchente, che mi farà riscoprire valori che nella nostra cultura

sono sopiti, che potrò poi condividere quando tornerò in Italia. Una preoccupazione? Vorrei essere capita e considerata per quello che sono, senza pregiudizi, non essere associata ad uno stereotipo occidentale in cui non mi identifico, essere alla pari. Degli africani mi piace la loro positività, il loro rispetto, la loro capacità di essere solidali e di condividere. Cosa spero per il futuro? Vorrei lavorare nel mondo della cooperazione, vorrei continuare a fare questo genere di esperienze. Dovrebbero essere obbligatorie per tutti, perché sarebbe bene che tutti si rendessero conto che a vivere come noi è solo un terzo della popolazione mondiale. Si parla molto di questo: di povertà, di disuguaglianza, di fame nel mondo ma troppo spesso rimangono parole sulla carta o immagini alla tv.»

«Alessio e Irene hanno iniziato il Servizio Civile presso EnAIP Piemonte il 1 febbraio 2012- spiega Francesca Costero, formatrice specifica- hanno seguito un percorso di formazione generale, comune a tutte le esperienze di Servizio Civile, ed un percorso di formazione specifica modulata sulle esigenze del progetto. In questa seconda parte si sono avvicinati al mondo delle tecniche di animazione, sia legate ai bambini che alle persone diversamente abili, poiché in Burundi opereranno sia in un centro per minori sia in un orfanotrofio. Per quanto riguarda la disabilità sono stati inseriti nei percorsi Prelavorativo e Fal dell’EnAIP di Settimo e hanno partecipato ad alcune attività del CEPIM di Torino (teatro, giocoleria, arte, pittura…). Per quanto riguarda, invece, le attività ludico-motorie hanno potuto vedere da vicino le esperienze di alcuni circoli US Acli del Piemonte (basket, calcio, judo, atletica, tennis…) ed infine hanno seguito l’evoluzione di un percorso di attività teatrale nelle scuole, gestito da CAST. Questi momenti sono stati loro utili per apprendere tecniche di animazione, di motivazione, di aggregazione, che sperimenteranno in Burundi. »

 

Fonte: comunicato stampa EnAIP

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One thought on “10 MESI IN BURUNDI: LA SCELTA DI ALESSIO E IRENE

  1. Auguro di cuore a questi due splendidi giovani, Irene ed Alessio, di fare delle ottime esperienze arricchenti per loro, da condividere poi con tutti noi.

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