Tutti i film africani al FCAAAL 2012

20.marzo.2012 · Posted in cultura, FCAAAL 2012

Qui una lista dei film africani presenti al Festival del cinema africano, d’Asia e d’America Latina inaugurato ieri, 19 marzo 2012, a Milano.

  • El Shooq (Lussuria), Khaled El Hagar, Egitto, 2010, 130′ – Prima nazionale
    Nei quartieri popolari di Alessandria si concentrano gli immigrati in condizioni di estrema povertà, senza alcuna assistenza sociale. Grande romanzo popolare che rivitalizza la tradizione del melodramma egiziano denunciando la miseria e lo stato d’abbandono del suo popolo.

    Il regista egiziano Khaled El Hagar sul palco alla prima del FCAAAL 2012

  • Aujourd’hui, Alain Gomis, Francia/Senegal, 2012, 86′ – Prima nazionale
    Oggi è l’ultimo giorno della sua vita. Satché lo sente, anche se è in piena salute, ed è pronto ad accettare la sua morte imminente. Lungo le strade della sua città natale, in Senegal, osserva i luoghi e le persone del suo passato come se li vedesse per la prima volta.
    • Mort à vendre, Faouzi Bensaidi, Marocco/Belgio/Francia, 2011, 117′ – Prima nazionale
      Giovani alla deriva sotto il cielo plumbeo di Tetouan, città portuale del Marocco. Malik, Allal et Soufiane, sono piccoli criminali disperati, che cercano di sfuggire a una vita di miseria materiale e morale. I tre amici decidono di tentare un colpo in una gioielleria per darsi un’ultima chance.

  • Sur la planche, Leila Kilani, Marocco/Francia, 2011, 110′
    Tangeri oggi, vista dalla parte di Badia e Imane, due ragazze che lavorano nella Zone franche al livello più basso, come pulitrici di gamberetti. Quando smettono il camice di lavoro, indossano i giuubbetti di pelle e vanno a caccia di uomini da portare a letto e poi derubare.

    Cannes 2011-” Sur la planche “ di rfi

 

  • Rouge Parole, Elyes Baccar, Tunisia/Svizzera/Qatar, 2011, 94′ – Prima nazionale
    Il film, utilizzando anche registrazioni amatoriali, descrive l’insurrezione del popolo tunisino, iniziata il 17 dicembre 2010 con il suicidio di Mohamed Bouazizi, che portò alle dimissioni e alla fuga del presidente Ben Ali, documentando il periodo fra il 18 gennaio e la fine di febbraio 2011.

  • Twende Berlin, Upendo Hero, Dr. Farasi, Kenya/Germania, 2011, 80′ – Prima nazionale
    Il documentario nasce attraverso un processo partecipato iniziato nel 2008 e promosso da artisti keniani e artisti non africani che vivono in Kenya. Nel 2009 viene lanciato il progetto Urban Mirror, che coniuga arte e spazi pubblici: da qui “nasce” la figura di Upendo Hero, il supereroe dell’amore (dal volto inequivocabile) e dello spazio pubblico che in questo documentario accompagna i musicisti keniani Ukooflani nel loro viaggio in Europa. L’idea di uno scambio culturale con artisti berlinesi prende ben presto forma in una vera e propria battaglia per la libera espressione artistica negli spazi pubblici, contro la diffusa gentrification delle città europee.

  • La vièrge, les Coptes et moi, Namir Abdel Messeeh, Egitto/Francia, 2011, 85′ – Prima nazionale
    Namir è egiziano, copto, e vive ora a Parigi. In occasione di una riunione familiare, compare una vecchia VHS registrata tanti anni prima durante una festa religiosa nel suo villaggio natale, quando la madre affermò di aver avuto una visione della Vergine Maria. Namir si rende conto di avere per le mani un soggetto di documentario molto interessante: convince della bontà dell’idea il suo produttore e si imbarca in un viaggio che lo riporta alle sue origini, e che mette alla prova il suo mestiere di regista. Ma non ha fatto i conti con sua madre, la vera protagonista della storia.
  • Always Brando, Ridha Behi, Tunisia, 2011, 84′ – Prima nazionale
    La tranquillità di un villaggio tunisino è sconvolta quando una troupe cinematografica americana si installa nelle vicinanze, trasformando la vita degli abitanti. Anis, un giovane con una stupefacente somiglianza con Marlon Brando, viene sedotto da false promesse di notorietà e ricchezza, e dall’impossibile sogno di diventare una star di Hollywood. L’idea risale al 2004 quando il regista incontrò Brando per proporgli un film. La malattia e la morte dell’attore interruppero la collaborazione. Anni dopo, e con diversi cambiamenti, Ridha Behi ha portato a termine il progetto.

    • Matière grise, Kivu Ruhorahoza, Ruanda/Australia, 2011, 100′ – Prima nazionale
      A Kigali il giovane filmmaker Balthazar cerca soldi per produrre la sua opera d’esordio, ma il governo rifiuta di finanziarla perché parla delle conseguenze del genocidio in Ruanda. Il film tuttavia prende forma e ritrae un uomo, rinchiuso in un manicomio e poi assassinato.

  • Man on ground, Akin Omotoso, Sudafrica/Nigeria, 2011, 80′ – Prima nazionale
    Femi e Ade sono due fratelli nigeriani espatriati. Ade vive a Londra ed è un banchiere di successo. Femi, un tempo dissidente politico in Nigeria, è scappato in Sudafrica dove vive in una casa per rifugiati e svolge lavori servili. Durante una breve visita a Johannesburg, Ade scopre che Femi è sparito da una settimana. Inizia così a investigare, ricostruendo frammenti della vita quotidiana del fratello, fino a incontrare l’ex boss di Femi. Nel frattempo, l’episodio che segnò l’adolescenza di Femi e Ade, e la loro separazione, torna ad affiorare dal passato.
  • Por aqui tudo bem, Pocas Pascoal, Angola/Portogallo, 2011, 93′ – Prima europea
    Alla fine dell’estate del 1980 Maria e Alda, due sorelle di 16 e 17 anni, si rifugiano a Lisbona per fuggire dalla guerra in Angola. Del padre, rapito quattro anni prima, non si sa nulla. Sopravvivendo senza denaro, tra dormitori e incontri casuali, Maria e Alda aspettano, inutilmente, il ritorno della madre dall’Angola.
  • Demain, Alger?, Amin Sidi-Boumédiène, Algeria, 2011, 20′ – Prima nazionale
    Quattro ragazzi algerini di fronte ad una scelta che in un modo o nell’altro segnerà per sempre la loro vita: partire per l’Europa o scendere in piazza. Uno di loro partirà per l’Europa, sa che sta lasciando il suo paese, forse per sempre, e non rivedrà più i suoi amici, gli altri si uniranno alla protesta popolare. Sembra la rivoluzione araba dell’anno scorso, ma in realtà il film si riferisce alla vigilia di un’altra grande sommossa popolare, quella dell’Algeria del 1992.
  • La dernière caravane, Foued Mansour, Francia/Tunisia, 2012, 16′ – Prima nazionale
    Western sociale contemporaneo in un cantiere francese dove un trio di operai (il vecchio, il giovane e l’immigrato) affrontano, in un duello verbale, il rappresentante del capo, inviato a fare “il cattivo”. La posta in gioco è il loro impiego. Divertente ed inquietante flash sul mondo del lavoro di oggi alle prese con la crisi economica. Un tributo alla resistenza di una categoria sempre più a rischio.

    • Lyiza, Marie-Clémentine Dusabejambo, Ruanda, 2011, 21′ – Prima europea
      Il passato è sempre presente nella vita di Lyiza che deve convivere con il ricordo traumatico dell’uccisione dei suoi genitori, all’epoca del genocidio in Ruanda. Quando riconosce nel padre del compagno di classe, Rwema, il responsabile dell’omicidio, lo dichiara pubblicamente creando grande tensione. Ma l’armonia ritorna con l’intervento dell’insegnante che porta i ragazzi al museo del genocidio, nel luogo della memoria, e guida Lyiza verso il perdono. Senza didascalismi e con uno stile narrativo originale, il film sottolinea l’importanza della condivisione delle esperienze e dell’educazione alla verità e alla conciliazione.

  • Nouakchott P.K.O, AA.VV., Mauritania/Francia, 2011, 18′ – Prima nazionale
    Ritratto, quasi in forma di “intervalli”, della capitale della Mauritania e dei suoi abitanti. Giovani e adulti, donne e uomini di varie età e occupazione sociale, si presentano e raccontano in un film corale, inserito nel progetto Dynamo. Coordinato da Stanislas Duhau e Julien Fiorentino, un collettivo ha preso parte a un atelier finalizzato alla realizzazione di un video per sensibilizzare una riflessione sull’ambiente e sullo sviluppo sostenibile.
  • Nyami Nyami and The Evil Eggs, Tsitsi Dangarembga, Zimbabwe/Polonia, 2011, 39′ – Prima europea
    Racconto popolare della tradizione dei Tonga dello Zimbabwe sotto forma di musical. La leggenda a cui si ispira il film è quella di Nyami Nyami , il dio serpente delle acque dello Zambesi che la regista rappresenta nelle sembianze di una donna. Una divinità malvagia esce dalle acque del fiume e la popolazione di un villaggio piagata dalla siccità e dalla carestia ne rimane irretita. Le donne che si sono unite a lui partoriranno delle uova demoniache. La dea Nyami Nyami, che ha il potere di salvare il suo popolo, invia in messaggero al villaggio per combattere il demone.
  • Om Ali, Yara Lotfy, Egitto, 2011, 13′ – Prima europea
    Nei giorni della rivoluzione in piazza Tahrir, una nonna assiste al coinvolgimento nella rivolta dei due nipoti, affascinata dalla loro attività sul computer con i social network. L’entusiasmo e la speranza della liberazione le fanno riaffiorare alla mente le immagini del marito, martire della guerra dell’ottobre del 1973. Per i nipoti prepara un om ali, un dolce tipico della tradizione egiziana, da portare in piazza, non lo faceva da tempo…
  • Les portes du passé, Rosine Mbakam, Camerun/Belgio, 2011, 13′ – Prima nazionale
    Storie di donne africane. Storie di migrazione, guerra, genocidio, identità, soprusi. Fra il Congo, il Ruanda, il Belgio dove trovare “rifugio”. Le testimonianze di Rosette, Charlotte, Christine rivivono nelle parole e nel corpo di altre donne. Donne belghe che si fanno portavoce di quelle figure femminili che, con dolore e sofferenza, sono uscite dal silenzio.
  • A Resident of the City, Adham El Sherif, Egitto, 2011, 15′ – Prima nazionale
    Nella città c’è chi può condurre una vita privilegiata e chi lavora duramente tutto il giorno. Tra queste due tipologie, ci sono quelli che conducono una vita miserabile, ma almeno sono liberi. Vita da cani nella capitale egiziana…
  • Les sabres, Cédric Ido, Burkina Faso/Francia, 2011, 25′
    Visione apocalittica di un mondo ormai inaridito dal surriscaldamento in cui bande di sopravvissuti si contendono a colpi di sciabola i pochi terreni fertili rimasti. Le prime vittime sono le popolazioni del sud costrette a migrare verso nord. I guerrieri Shandaru e Kapkaru e Wurubenba si affrontano in un duello dagli echi tarantiniani: uno si batte per la sopravvivenza, uno per vendetta, l’ultimo per la pace.


Présentation du blog du film -Les Sabres- de… di dacpfilms

  • Soubresauts, Leyla Bouzid, Tunisia/Francia, 2011, 22′ – Prima nazionale
    Nelle case della borghesia tunisina quando sopraggiunge un evento drammatico, si fa di tutto per nasconderlo. Una ragazza torna a casa con il volto ricoperto di sangue, ha subito un’aggressione. La madre ed il fratello l’assistono ma al tempo stesso la colpevolizzano. Il padre è tenuto all’oscuro di tutto. Il dolore e la compassione porteranno la madre a passare una volta per tutte dalla parte della figlia.
  • Sur la route du paradis, Uda Benyamina, Francia/Marocco, 2011, 43′ – Prima nazionale
    Sarah et Bilal si sono trasferiti con la madre Leila in Francia in attesa di raggiungere il padre in Inghilterra. Sono clandestini, vivono in condizioni misere e devono rinunciare anche alla scuola per non esporsi. Respinti dalla società, attingono la loro forza dallo stare uniti, dal calore e dalla gioia dello stare insieme e del godere di piccoli istanti di serenità come una corsa in bicicletta o una festa di compleanno. Ma anche quest’unico bene sarà messo in pericolo…
  • Africa nera, marmo bianco, Clemente Bicocchi, Italia/USA, 2011, 77′ – fuori concorso
    Brazzaville è l’unica capitale africana che porta il nome di un europeo, l’italiano Pietro di Brazzà. Attraverso l‘utilizzo di vari linguaggi narrativi, dal documentario d’archivio, alle marionette e all’animazione, il film racconta le vicende straordinarie dell’esploratore del 19° secolo, durante la sua vita ma anche oltre la morte. Difatti quando il dittatore miliardario del Congo propone di trasferirne le spoglie in un mausoleo gigantesco a Brazzaville, una discendente italiana di Brazzà scopre la verità nascosta dietro questa spettacolare iniziativa.

 

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