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Gbagbo, un recluso difficilmente raggiungibile

09.agosto.2011 · Posted in politica

Più di tre mesi dopo il trasferimento dell’ex presidente ivoriano nel nord della Costa d’Avorio, circolano pochissime informazioni sulle sue condizioni di detenzione. E non è un modo di dire: incontrare il recluso di Korhogo è un vero percorso ad ostacoli. di Trésor KIBANGULA ...

Più di tre mesi dopo il trasferimento dell’ex presidente ivoriano nel nord della Costa d’Avorio, circolano pochissime informazioni sulle sue condizioni di detenzione. E non è un modo di dire: incontrare il recluso di Korhogo è un vero percorso ad ostacoli.

di Trésor KIBANGULA (altro…)

Onuci, Licorne e ribelli attaccano Costa d’Avorio

10.aprile.2011 · Posted in politica

Quello che segue è un comunicato stampa appena pubblicato dal presidente della Costa d'Avorio, Laurent Gbagbo. ...

Il 26 marzo 2011, dopo tre mesi di tentativi infruttuosi di prendere possesso dei siti strategici di Abidjan, i ribelli si sono ritirati sui fronti occidentale e orientale della zona governativa e hanno attaccato contemporaneamente questi due fronti con l’appoggio aereo e terrestre delle forze dell’Onuci e della forza Licorne.

Sul fronte occidentale: le osservazioni che seguono sono degne di nota: A Duékoué, una barbarie indicibile ha colpito la popolazione presunta essere vicina al presidente Gbagbo, provocando oltre 2.000 morti, con un picco di oltre 800 morti il 28 e 29 marzo 2011. Si tratta di un vero e proprio genocidio.

Durante l’attacco al villaggio di Doke, il capo villaggio e i suoi 10 notabili sono stati sgozzati dai ribelli. Nella cattedrale di San Pedro durante la messa di domenica 3 aprile 2011, i ribelli hanno fatto irruzione nella chiesa, aprendo il fuoco. Bilancio: 10 morti.

A Daloa, Lakota, Bayot, Ouragahio, Issia, Sinfra e in molte altre località del paese, i saccheggi commessi dai ribelli e dai delinquenti liberati dalle prigioni e armati, sono stati seguiti da eliminazioni fisiche e da incendi d’interi villaggi e d’abitazioni nelle città.

Sul fronte orientale: sotto la supervisione e la scorta dell’UNOCI e della Licorne, i ribelli hanno preso in successione tutte le città con le stesse scene: liberazione di prigionieri e di armi, saccheggi di negozi mirati e di case, incendi ed eliminazioni fisiche.

Sul fronte centrale, a Tiebissou, gli attacchi aerei delle forze dell’UNOCI e della Licorne hanno avuto ragione delle forze di Difesa e Sicurezza (i militari dell’esercito fedele a Gbagbo) che avevano vinto i ribelli e che si stavano dirigendo a Bouaké.

Ad Abidjan tutti i siti strategici dello stato sono stati bombardati dagli elicotteri e dai carri armati dell’UNOCI e della Licorne: Camp Akouedo e Agban, Scuola di Gendarmeria, RTI (Radio Televisione Ivoriana), il Palazzo Presidenziale, la residenza ufficiale del Capo dello Stato.

Le Forze di Difesa e Sicurezza hanno dimostrato il proprio eroismo nel mandare fuori strada il trio ONUCI-Licorne-Ribelli sui campi di battaglia. Tutti i siti strategici rimangono sotto controllo.

Dopo il fallimento del trio, la Forza Licorne fa man bassa dell’aeroporto e apre una nuova fase del suo impegno facendo sbarcare, nella notte tra il 2 e il 3 aprile, 7 Transalls dell’esercito francese che trasportano un reggimento di più di 700 berretti verdi della Legione straniera francese con nuovi carri, casse di munizioni e di armi. Il pretesto dato in pasto al resto del mondo è il recupero dei cittadini francesi che vivono ad Abidjan e nelle zone interne del paese.

Dopo un balletto aereo degli elicotteri della forza Licorne, il trasporto e il posizionamento delle truppe ribelli, le forze francesi Licorne sono tornate in azione lanciando decine di bombe sulla residenza del capo di Stato, sul palazzo della Radio-Televisione della Costa d’Avorio, con la ragione ufficiale della distruzione delle armi pesanti e con l’obiettivo non detto dell’assassinio del capo di Stato costituzionalmente eletto e investito dal Consiglio costituzionale, Sua Eccellenza il Presidente Laurent Gbagbo.

Avevamo ragione nel ritenere che le denunce di questi attacchi militari da parte della comunità internazionale hanno spinto la Francia a porre fine al suo tentativo di assassinio, ma è chiaro che la Francia rimane determinata nel suo progetto fatale.

E’ così che giovedì 7 aprile ha deciso, per bocca del signor Alassane Dramane Ouattara, di istituire un blocco della sua residenza ufficiale. Così la notte tra l’8 e il 9 Aprile 2011 è ripreso ancora di più il balletto aereo degli elicotteri della forza Licorne, il trasporto e il posizionamento delle truppe ribelli, il lancio di bombe sulla residenza del Capo dello Stato.

Giovedi, 7 aprile, il signor Alassane Ouattara ha fatto un discorso alla nazione come presidente e ha annunciato un pacchetto di misure e di promesse.

Noi conosciamo bene i suoi deliri. Questo è il posto per ricordare al mondo che in virtù della Costituzione ivoriana e del principio di non ingerenza che governa gli Stati membri dell’ONU, il sig Alassane Ouattara non è né eletto dal popolo ivoriano né investito dal Consiglio costituzionale ivoriano, non ha prestato giuramento, di conseguenza tutte queste decisioni sono nulle e non hanno alcun effetto.

Il Presidente della Repubblica condanna il tentativo di assassinio da parte dell’esercito francese, attraverso gli attacchi aerei.

Il Presidente della Repubblica chiede al popolo di continuare la resistenza e di combattere quest’ennesima violenza.

Il Presidente della Repubblica ha chiesto alle persone di mantenere l’impegno nella lotta per la liberazione della Costa d’Avorio e dell’Africa.

Il Presidente della Repubblica simpatizza con le sofferenze inflitte loro da Alassane Ouattara e dai suo terroristi.

Egli sa che soffrono per la mancanza di cibo, di medicine, e che vivono nella paura e nella precarietà soprattutto nelle zone rurali dove le popolazioni vivono nascoste nella boscaglia esposte alla fame e al freddo.

Il Presidente della Repubblica esprime tutta la sua determinazione nel continuare la lotta.

Il Presidente della Repubblica ha la ferma convinzione che dalle attuali prove, la Costa d’Avorio uscirà gloriosa, fiera e prospera.

Che Dio benedica la Costa d’Avorio.

Grazie.

Fatto a Abidjan 9 Aprile, 2011

Per il governo della Repubblica della Costa d’Avorio, il signor Ahoua DON MELLO, portavoce.

 

Fonte: comunicato stampa governo ivoriano