Posts Tagged ‘unione europea.’

Ramaphosa parla al Parlamento Europeo

14.novembre.2018 · Posted in extrafrica

Il Presidente Antonio Tajani riceve al Parlamento europeo il Presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa Strasburgo 14 novembre 2018 “L’Africa è una delle nostre priorità: intendiamo rafforzare le relazioni politiche, sociali ed economiche fra i nostri due continenti”, ha dichiarato il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, dopo l’incontro con il Presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa”. ...

Il Presidente Antonio Tajani riceve al Parlamento europeo il Presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa

Strasburgo 14 novembre 2018

“L’Africa è una delle nostre priorità: intendiamo rafforzare le relazioni politiche, sociali ed economiche fra i nostri due continenti”, ha dichiarato il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, dopo l’incontro con il Presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa”.

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#ForLibyaWithLibya, Conferenza stampa finale

14.novembre.2018 · Posted in attualità

Pubblichiamo qui il video della conferenza stampa finale della Conferenza per e con la Libia svoltasi a Palermo il 12 e 13 novembre 2018. Qui sotto il video della foto di famiglia. Fonte: governo.it     ...

Pubblichiamo qui il video della conferenza stampa finale della Conferenza per e con la Libia svoltasi a Palermo il 12 e 13 novembre 2018.

Qui sotto il video della foto di famiglia.

Fonte: governo.it

 

 

Migranti, Bruxelles frena Cameron

05.dicembre.2013 · Posted in politica

Al primo ministro inglese che pensa a misure per impedire l’afflusso di lavoratori romeni e bulgari nell’area Schengen la Commissione europea risponde picche. Ma anche Germania e Francia potrebbero dargli una mano, costituendo così un primo gruppo di stati membri molti critici nei confronti delle politiche migratorie di Bruxelles. ...

Al primo ministro inglese che pensa a misure per impedire l’afflusso di lavoratori romeni e bulgari nell’area Schengen la Commissione europea risponde picche. Ma anche Germania e Francia potrebbero dargli una mano, costituendo così un primo gruppo di stati membri molti critici nei confronti delle politiche migratorie di Bruxelles.

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2014 anno del Mediterraneo – Bonino

17.settembre.2013 · Posted in extrafrica

Il 2014, con le presidenze consecutive dell’Ue di Grecia e Italia, “sarà l’anno del Mediterraneo” per l’Europa: lo ha detto il Ministro Emma Bonino, al termine di un incontro alla Farnesina con il collega greco Evangelos Venizelos. ...

Il 2014, con le presidenze consecutive dell’Ue di Grecia e Italia, “sarà l’anno del Mediterraneo” per l’Europa: lo ha detto il Ministro Emma Bonino, al termine di un incontro alla Farnesina con il collega greco Evangelos Venizelos.

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ONG chiedono evacuazione rifugiati da Libia

23.aprile.2011 · Posted in varie

Appello delle ONG italiane all’Unione Europea e agli Stati membri. ...

Evacuazione umanitaria immediata di rifugiati africani
Appello delle ONG italiane all’Unione Europea e agli Stati membri

L’ACLI, l’ARCI, l’ASGI, la FCEI, la Casa dei Diritti Sociali, il Centro Astalli, il Consiglio Italiano per i Rifugiati e Senza Confine, membri del Tavolo Nazionale Asilo coordinato dall’UNHCR, hanno lanciato un appello urgente per l’immediata evacuazione dei rifugiati provenienti dall’Africa Sub-Sahariana, in particolare dal Corno d’Africa, che si trovano intrappolati in Libia e minacciati da tutte le parti in conflitto, così come per quelli che hanno già raggiunto il confine Libico-Tunisino e che non hanno possibilità di ottenere un’effettiva protezione in Tunisia.

Questo appello è stato lanciato al Presidente del Consiglio Europeo Herman Achille Van Rompuy, al Presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek, al Vicepresidente della Commissione Europea Catherine Ashton, al Commissario per gli Affari Interni Cecilia Malmström, al Ministro degli Esteri Franco Frattini, al Ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Queste persone non hanno altre possibilità se non quella di imbarcarsi dalla Libia su barche non adatte alla navigazione e mettere a rischio le proprie vite in un viaggio via mare per raggiungere un rifugio sicuro in Europa.

Centinaia di loro sono già morti durante questi viaggi e di altre imbarcazioni non si hanno più notizie.

Vogliamo ricordare l’immensa tragedia accaduta la notte tra il 5 e il 6 aprile quando almeno 260 rifugiati africani sono scomparsi nelle acque a 40 miglia a largo di Lampedusa. Questo e altri incidenti sarebbero potuti essere evitati se questi rifugiati fossero stati evacuati e trasferiti in Stati sicuri.

L’Europa non dovrebbe continuare a essere silente e dovrebbe ora compiere una sforzo congiunto tra i Paesi membri dell’Unione per organizzare trasferimenti verso i propri territori.

Lanciamo questo appello allo stesso tempo ai Governi di tutti i Paesi membri, al Consiglio Europeo e alla Commissione Europea che è chiamata a coordinare le operazioni.

Non è possibile indicare numeri precisi di rifugiati che si trovano in questa disperata situazione, ma possiamo affermare che è un numero inferiore alle 10.000 persone.

Vogliamo ricordare che le operazioni militari della NATO in Libia si basano sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 1973 del 26 Febbraio 2011 che ha lo scopo di evitare la perdita di vite di civili.

Il nostro appello va esattamente in questa direzione, ma non richiede alcuna operazione militare.

Chiediamo quindi ai Paesi membri e alle Istituzioni europee di agire velocemente nello spirito dei valori alla base dell’Unione Europea.

osserv. antirazzista Roma, “Rosarno,Europa,Africa”

16.marzo.2011 · Posted in extrafrica

Intervento a nome dell'osservatorio antirazzista di Roma durante l'incontro "Rosarno, Europa, Africa" sulla nuova politica agricola comune. ...

Nel mese di marzo 2011 il gruppo di lavoro europeo per la campagna politica “Agricoltura contadina e lavoro stagionale migrante”, si è riunito in Calabria per una settimana di studio e scambi. Fanno parte del gruppo di lavoro sindacalisti, associazioni e ricercatori di vari paesi Europei. Essi lavorano a livello locale per la difesa dei diritti dei lavoratori agricoli e dei contadini, per lo sviluppo rurale e per l’accoglienza dei migranti.

La strategia del gruppo è quella di lavorare su vari fronti, e di aggiungere al loro lavoro locale e nazionale, una riflessione e un’azione a livello europeo. L’evoluzione dei flussi migratori delle persone che lavorano in agricoltura, la molteplicazione degli attachi ai diritti di queste persone nei vari bacini di produzione europei e l’imposizione di politiche nazionali ed europee che facilitono lo sfruttamento dei braccianti, impongono la creazione di un lavoro sindacale e associativo coordinato su scala europea. Per costruire la loro riflessione, i loro argomento e una rete di partenariati, il gruppo si riunisce quest’anno in vari territori, Romania, Polonia, Andalousia e Calabria.

Nigeria: UE osserverà elezioni in aprile

09.marzo.2011 · Posted in attualità

L'Unione Europea invierà una missione di osservatori in Nigeria per le prossime elezioni di aprile che dureranno tre settimane. ...

Nigeria: UE osserverà elezioni in aprile

L’Unione Europea invierà una missione di osservatori in Nigeria per le prossime elezioni di aprile che dureranno tre settimane.

Le consultazioni riguarderanno l’Assemblea Nazionale ( 2 aprile), la Presidenza (9 aprile) e le elezioni per State House/Governor (16 aprile).

Il parlamentare europeo Alojz Peterle è stato nominato capo osservatore. Il signor Peterle, ex primo ministro della Slovenia, è attualmente in visita ad Abuja. Guiderà la missione dell’Unione Europea (EU EOM) che valuterà tanto i preparativi quanto la campagna elettorale in tutto il paese, le votazioni, il conteggio dei risultati per ogni tornata elettorale e per il periodo post-elettorale.

Catherine Ashton, alto rappresentante della UE per gli affari esteri e la sicurezza, ha detto: “Il prossimo impegnativo calendario elettorale in Nigeria è importante, non solo per la Nigeria ma anche per tutta la regione. La Nigeria, in quanto importante player regionale e globale, ha l’opportunità di dimostrarsi leader nella trasformazione democratica dell’Africa occidentale e non solo. L’invito che abbiamo ricevuto per osservare le elezioni evidenzia la buona volontà del governo nigeriano nel garantire che le consultazioni del 2011 si svolgano nel rispetto degli standard internazionali. Sono felice che l’eurodeputato Alojz Peterle, che ha una grande esperienza come politico nazionale in Slovenia, come alto rappresentante dell’OSCE per l’Asia centrale e come membro del parlamento europeo, abbia accettato la scorsa settimana l’incarico di capo osservatore.”

Il gruppo di esperti, che farà parte della missione della UE, si è già stabilito nel paese alla fine di febbraio. Come capo osservatore, il signor Peterle sta visitando Abuja già da ieri, 8 marzo, per presentare la missione alle autorità internazionali.

Peterle è stato primo ministro e ministro degli esteri in Slovenia. Come parlamentare europeo, Peterle è un membro della commissione affari esteri.

Il gruppo sarà composto da 52 osservatori esperti entro la fine di marzo, seguito da un gruppo di 60 osservatori con minore esperienza alla fine del mese.

In totale la missione della UE sarà composta da 120 osservatori sul campo.

Una delegazione del parlamento europeo dovrebbe unirsi alla missione per le prossime elezioni presidenziali del 9 aprile.

Alla fine del processo elettorale, la EU EOM rilascerà una dichiarazione seguita da un report finale contenente le osservazioni e le raccomandazioni per le autorità. La missione EU EOM è indipendente rispetto a qualsiasi istituzione dell’Unione Europea e rispetto a qualsiasi stato membro.

Fonte: europa.eu

Domani a Roma conferenza Unione per Mediterraneo

02.marzo.2011 · Posted in varie

Giovedì 3 e venerdì 4 marzo la Camera dei deputati ospiterà la VII sessione plenaria dell'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo, che sarà presieduta congiuntamente dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, e dal Presidente del Senato, Renato Schifani. Parteciperà anche il Ministro Franco Frattini. ...

Giovedì 3 e venerdì 4 marzo la Camera dei deputati ospiterà la VII sessione plenaria dell’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo, che sarà presieduta congiuntamente dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, e dal Presidente del Senato, Renato Schifani. Parteciperà anche il Ministro Franco Frattini.

Dell’Assemblea fanno parte rappresentanti dei Parlamenti dei ventisette Paesi membri dell’Unione europea, del Parlamento europeo, dei Parlamenti dei dieci Paesi della sponda sud aderenti al partenariato euromediterraneo (Algeria, Autorità Palestinese, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Siria, Tunisia e Turchia) e dei Parlamenti degli altri sei Paesi che fanno parte dell’Unione per il Mediterraneo (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Mauritania, Monaco e Montenegro).

Il 3 marzo si svolgeranno le riunioni delle cinque Commissioni (per gli affari politici, la sicurezza e i diritti dell’uomo; per la promozione della qualità della vita, gli scambi nell’ambito della società civile e la cultura; per i diritti delle donne nel Mediterraneo; economica e finanziaria, per gli affari sociali e l’istruzione; per l’ambiente, l’energia e l’acqua).

Nella Sala della Lupa di Montecitorio avrà luogo la riunione dell’Ufficio di Presidenza, alla quale prenderanno parte, insieme con i Presidenti delle Camere, il Presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, il Presidente della Camera dei rappresentanti del Marocco, Abdelwahad Radi, e il rappresentante del Parlamento della Giordania Abdul Hadi Majali. A seguire si svolgerà la riunione dell’Ufficio di Presidenza allargata ai Presidenti delle cinque Commissioni e dei tre Gruppi di lavoro (per il finanziamento e la modifica del regolamento dell’Assemblea; per l’università euro mediterranea; per la trasformazione del FEMIP in Banca euro-mediterranea di sviluppo).

I lavori dell’Assemblea plenaria si apriranno venerdì 4 marzo, nell’Aula di Montecitorio, con una sessione inaugurale dedicata all’Unione per il Mediterraneo e agli sviluppi della situazione nella regione, nella quale interverranno, dopo i Presidenti dei due rami del Parlamento, il Ministro Franco Frattini, gli altri componenti dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea (gli onorevoli Radi, Buzek e Majali) e il Presidente della BEI, Philippe Maystadt.

Seguiranno tre sessioni tematiche, dedicate rispettivamente alle politiche per l’immigrazione e l’integrazione, alla tutela dell’ambiente nel Mediterraneo e agli strumenti finanziari per lo sviluppo dell’area. Saranno quindi presentate da parte dei Presidenti delle Commissioni e discusse dall’Assemblea le proposte di raccomandazioni elaborate dalle Commissioni stesse. La riunione si concluderà nel tardo pomeriggio con il passaggio della presidenza al Parlamento del Regno del Marocco.

Fonte: esteri.it

Africa-Europa partnership: infrastrutture

29.novembre.2010 · Posted in tecnologia

Intervista al dottor Aboubakari Baba Moussa, direttore per l’energia e le infrastrutture dell’Unione Africana. In questo video presenta il suo punto di vista sulla cooperazione Africa-Europa nel settore delle infrastrutture. ...

Intervista al dottor Aboubakari Baba Moussa, direttore per l’energia e le infrastrutture dell’Unione Africana.

In questo video presenta il suo punto di vista sulla cooperazione Africa-Europa nel settore delle infrastrutture.

Unione Europea e Africa: rapporti futuri

25.giugno.2008 · Posted in speciali

“Una nuova partnership politica che superi il tradizionale rapporto di donatore e ricevente, basata sui comuni valori e obiettivi della ricerca della pace, stabilità, stato di diritto, democrazia, progresso e sviluppo”. ...

barche-lome“Una nuova partnership politica che superi il tradizionale rapporto di donatore e ricevente, basata sui comuni valori e obiettivi della ricerca della pace, stabilità, stato di diritto, democrazia, progresso e sviluppo”.

Era questa in sintesi la dichiarazione d’intenti siglata da 53 capi di stato africani e 27 europei al termine del secondo vertice Europa-Africa, tenuto a Lisbona l’8 e il 9 dicembre 2007. Un abbraccio ideale tra i due continenti che suonava anche come una risposta compatta alla crescente influenza della Cina in Africa, in particolare per quanto riguarda i temi economici.

Una nuova politica d’intervento, dunque, sulla scia dello slogan “Non più una politica per l’Africa ma una politica con l’Africa” che vede l’Europa apparentemente decisa a smettere i panni del donatore per inseguire un rapporto di partnership da pari a pari.

Nella politica di aiuti messa in atto dall’Unione Europea è bene distinguere, a questo proposito, tra due tipi di aiuti diversi per tipologia, destinazione e durata degli stessi, ovvero aiuti allo sviluppo, finanziamenti di medio lungo-periodo erogati dal Fondo Europeo di Sviluppo, ed aiuti umanitari, interventi di breve periodo gestiti dal European Commission Humanitarian Aid.

Fin dalla sua creazione, nel 1992, l’attività di quest’ultima (il cui acronimo è Echo) riflette la proliferazione di gravi emergenze in tutto il mondo e la volontà dell’Unione di svolgere un ruolo di primo piano nella fornitura di attrezzature essenziali e di aiuto specialistico alle vittime.

L’intervento umanitario dell’Unione si avvale di tre strumenti principali: l’aiuto di emergenza, l’aiuto alimentare e l’aiuto ai profughi fuggiti dalle zone di guerra e agli sfollati all’interno di un paese o di una regione in guerra.
Ultimamente il bilancio medio annuale ha superato i 600 milioni di euro, di cui il 75% va all’Africa e all’Asia.
Echo ritiene che il suo compito principale sia l’assistenza alle vittime di catastrofi: contribuire a salvare e proteggere vite umane, ridurre le sofferenze e tutelare l’integrità e la dignità di quanti sono coinvolti.

L’intervento di emergenza può comprendere la fornitura di tende, coperte e altri generi di prima necessità, quali cibo, medicinali, attrezzature mediche, sistemi di depurazione dell’acqua e combustibili. Echo finanzia inoltre squadre mediche, esperti in sminamento e fornisce sostegno nel campo dei trasporti e della logistica.

Essa provvede pertanto al finanziamento e al coordinamento delle operazioni, mentre per la fornitura di cibo e di attrezzature e per la realizzazione dei programmi di emergenza si affida ai partner del settore umanitario: organizzazioni non governative (Ong), le agenzie specializzate dell’Onu e la Croce Rossa Internazionale
Nel 2007, attraverso gli interventi finanziati dalla direzione generale per gli Aiuti umanitari, la Commissione ha stanziato 768,5 milioni di euro per l’aiuto umanitario.

In Africa gli interventi più consistenti ed importanti hanno riguardato il: Sudan (110 milioni di euro), per soddisfare le esigenze umanitarie (compreso il fabbisogno alimentare) dovute alla situazione di conflitto, alle calamità naturali e alle epidemie che colpiscono il paese; la Repubblica democratica del Congo (50 milioni di euro), per garantire un servizio sanitario di base alla popolazione e prestare assistenza a sfollati e rifugiati, concentrando gli interventi sulle persone più vulnerabili (donne e bambini); il Ciad (30,5 milioni di euro), per assistere i rifugiati, gli sfollati e la popolazione locale più vulnerabile.

Le origini della politica di aiuto allo sviluppo risalgono alla convenzione di Lomè, firmata nella capitale del Togo nel febbraio del 1975 che è stata per venticinque anni lo strumento di gestione dei rapporti politici, economici e di cooperazione allo sviluppo tra i paesi ACP (Africa, Caraibi e Pacifico) e l’Unione Europea.

La Convenzione di Lomé era stata firmata in un momento storico in cui l’attenzione della comunità internazionale era concentrata sulla creazione di un nuovo ordine economico mondiale, basato sulle preferenze commerciali non reciproche, che avrebbe permesso ai paesi più poveri del mondo di uscire dal sottosviluppo.

La Comunià europea ha stipulato un accordo cn 69 paesi africani, dei Caraibi e del Pacifico, firmatar della convenzione di Lomè; prevedeva una zona di libero scambio riguardo determinati prdotti e l’istituzione del Fondo Europeo di Sviluppo (FES) destinato a favorire il decollo economico dei Paesi associati.

Poiché queste disposizioni sono in contrasto con i pricìpi liberisti del WTO, a cui tutti questi paesi aderiscono, le parti hanno dovuto rinegoziare gli accordi. È nato così l’Accordo di Partenariato ACP/UE, firmato nel 2000 e valido per venti anni. La cosiddetta Convenzione di Cotonou, sancita nella Capitale del Benin il 23 giugno 2000, prende a tutti gli effetti il posto della convenzione di Lomè, suscitando non poche critiche specie per l’adeguamento ai principi economici liberisti portati avanti dall’Organizzazione Mondiale del Commercio.

L’aspetto senza dubbio più interessante della politica di aiuto allo sviluppo europeo è l’istituzione del FES che è, appunto, il principale strumento di aiuto e finanziamento alla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.

Il FES finanzia ogni tipo di progetti o programmi che contribuiscono allo sviluppo economico, sociale o culturale dei paesi interessati. Esso si compone di diversi strumenti, in particolare gli aiuti non rimborsabili, i capitali di rischio e i prestiti al settore privato.

Tra i settori d’intervento figurano protezione, salute e alimentazione/nutrizione, nonché iniziative nei settori idrico e igienico-sanitario, dell’istruzione di base ecc.Con 17 miliardi di euro di aiuti allo sviluppo, che dovrebbero diventare 29 nel 2010, l’Europa eroga oltre il quadruplo degli Stati Uniti (3,5), tredici volte di quanto dà il Giappone (1,3), quasi venti volte più dei 900 milioni della Cina. Nel commercio è il primo partner con il 32% e un deficit di 35 miliardi di euro, seguono gli Stati Uniti con il 29% e la Cina con il 27%. Per quanto riguarda gli investimenti diretti nel 2005 l’Ue a 15 ha totalizzato 17 miliardi contro i poco meno di 2 miliardi di Usa e i 17 milioni del Giappone. Tanto, dunque, è stato fatto e si sta facendo ma si può, si deve, fare di più per l’Africa.

Perché le citazioni riportate all’apertura di questo articolo non rimangano solo mere dichiarazioni d’intenti, soltanto belle parole destinate a giacere morte ed inapplicate nei polverosi scaffali degli uffici europei di Bruxelles.

Una politica di sviluppo efficace e duratura non può e non deve prescindere da un sempre più stretto e consapevole coinvolgimento dell’Africa nelle politiche economiche e nei circuiti internazionali che contano, abbandonando una volta per tutte la politica di assistenzialismo che è alla base del circolo vizioso del sottosviluppo.

Bisogna soprattutto istruire e formare i cittadini africani perché diventino loro i veri protagonisti di questo sviluppo economico e sociale delle loro nazioni, senza più essere spettatori inermi di uno scempio continuo ed indiscriminato di risorse e materie prime.

Gli aiuti umanitari ed assistenzialistici non bastano più, occorre quel salto di qualità che consenta agli africani di progettare il loro futuro nel lungo periodo, occorrono infrastrutture civili, scuole, strade, ospedali, centri di formazione che forniscano quei “pre-requisiti” fondamentali per qualsiasi tipo di sviluppo sociale ed economico.

La tigre cinese è in agguato anche sul “continente nero” ma, forse, non era la stessa saggezza popolare cinese che affermava “non dare il pesce, insegna a pescare”?

Di Isidoro Malvarosa

Foto di Tiongacre

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