Posts Tagged ‘sudan’

Sudan: MSF chiude per accesso negato

29.Gennaio.2015 · Posted in varie

SUDAN: IL GOVERNO NEGA L’ACCESSO. SEZIONE MSF COSTRETTA A CHIUDERE LE ATTIVITA’     Bruxelles/Roma, 29 gennaio 2015 – Poiché le autorità sudanesi hanno sistematicamente impedito l’accesso alle persone bloccate nelle aree del conflitto, il centro operativo di Medici Senza Frontiere (MSF) basato a Bruxelles ha annunciato oggi di non poter più raggiungere le comunità ...

SUDAN: IL GOVERNO NEGA L’ACCESSO.
SEZIONE MSF COSTRETTA A CHIUDERE LE ATTIVITA’

 
 
Bruxelles/Roma, 29 gennaio 2015 – Poiché le autorità sudanesi hanno sistematicamente impedito l’accesso alle persone bloccate nelle aree del conflitto, il centro operativo di Medici Senza Frontiere (MSF) basato a Bruxelles ha annunciato oggi di non poter più raggiungere le comunità che hanno maggiore necessità e di essere quindi costretto a chiudere le proprie attività nel paese.

(altro…)

Sudan: bombardato ospedale di MSF

24.Gennaio.2015 · Posted in attualità

SUDAN: BOMBARDATO OSPEDALE DI MSF. ATTO DELIBERATO PER COLPIRE LA COMUNITA’   New York/Parigi/Roma, 23 gennaio 2015 – Un ospedale gestito dall’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) in Sudan è stato colpito in modo mirato da un bombardamento aereo, martedì 20 gennaio, con conseguente arresto delle attività mediche.   ...

SUDAN: BOMBARDATO OSPEDALE DI MSF. ATTO DELIBERATO PER COLPIRE LA COMUNITA’
 
New York/Parigi/Roma, 23 gennaio 2015 – Un ospedale gestito dall’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) in Sudan è stato colpito in modo mirato da un bombardamento aereo, martedì 20 gennaio, con conseguente arresto delle attività mediche.
  (altro…)

Sudan: Ue e Italia insieme per servizi sanitari

13.Aprile.2014 · Posted in politica

Unione Europea e Italia insieme per rafforzare i servizi sanitari in Sudan. E’ stato inaugurato nei giorni scorsi “Promoting Qualitative Health Services in Eastern Sudan“, il programma sanitario da 12,9 milioni di euro finanziato da Bruxelles la cui gestione e’ stata affidata al nostro paese. ...

Unione Europea e Italia insieme per rafforzare i servizi sanitari in Sudan. E’ stato inaugurato nei giorni scorsi “Promoting Qualitative Health Services in Eastern Sudan“, il programma sanitario da 12,9 milioni di euro finanziato da Bruxelles la cui gestione e’ stata affidata al nostro paese.

(altro…)

Sudan: ucciso un altro cooperante – APM

29.Ottobre.2013 · Posted in attualità

Sudan: ucciso un altro cooperante. Nel 2012 274 cooperanti vittime di aggressioni in tutto il mondo Il mancato rispetto per i cooperanti mette in pericolo l’assistenza alla popolazione civile nelle zone di crisi Bolzano, Göttingen, 29 ottobre 2013 L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) è profondamente colpita dalle cifre contenute nel Quarto bilancio sulla sicurezza ...

Sudan: ucciso un altro cooperante. Nel 2012 274 cooperanti vittime di aggressioni in tutto il mondo
Il mancato rispetto per i cooperanti mette in pericolo l’assistenza alla popolazione civile nelle zone di crisi

Bolzano, Göttingen, 29 ottobre 2013

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) è profondamente colpita dalle cifre contenute nel Quarto bilancio sulla sicurezza dei cooperanti pubblicato lo scorso 28 ottobre da “Humanitarian Outcomes”. Nel 2012 i cooperanti vittime di aggressioni sono stati 274 di cui 67 sono morti. I paesi più pericolosi per i cooperanti risultano essere Somalia, Afghanistan, Sudsudan, Sudan e Pakistan. L’alto numero di assassini e rapimenti di cooperanti spaventa le organizzazioni internazionali e i loro collaboratori e mette seriamente in pericolo l’assistenza alla popolazione civile nelle aree di crisi del mondo. Solo qualche giorno fa, il 23 ottobre, in Darfur è stato ucciso il direttore dell’organizzazione umanitaria sudanese Elsaqya.

(altro…)

Storia a lieto fine di un profugo eritreo

23.Aprile.2012 · Posted in varie

Questa è una bella favola, una “favola vera”. Michael, un ragazzo eritreo, fuggì due anni fa dal suo paese per sfuggire alla repressione da parte del regime. ...

Questa è una bella favola, una “favola vera”. Michael, un ragazzo eritreo, fuggì due anni fa dal suo paese per sfuggire alla repressione da parte del regime.

(altro…)

La Cina e il petrolio del Darfur – Massimo Alberizzi

23.Agosto.2011 · Posted in Featured

In Libia sta finendo una battaglia per il petrolio. In Iraq si è conclusa qualche anno fa. In Sudan si sta combattendo ora, il mancato intervento della NATO o di forze consistenti dell’ ONU è dovuto all’ accordo petrolifero tra il governo sudanese e la Cina che ha impedito destituzione e la cattura del presidente ...

In Libia sta finendo una battaglia per il petrolio. In Iraq si è conclusa qualche anno fa. In Sudan si sta combattendo ora, il mancato intervento della NATO o di forze consistenti dell’ ONU è dovuto all’ accordo petrolifero tra il governo sudanese e la Cina che ha impedito destituzione e la cattura del presidente sudanese e a ogni intervento per porre fine alla guerra civile. (altro…)

Sudan: cosa significa indipendenza per nord e sud?

12.Luglio.2011 · Posted in extrafrica

Focus on Sudan: What does independence mean for North and South? Data: 13 luglio, ore 19 Luogo: Frontline Club, 13 Norfolk Place, LONDRA W2 1QJ Salva Kir guiderà il Sud Sudan indipendente il 9 luglio dopo un referendum plebiscito in cui il 99% dei votanti si è espresso a favore della secessione dal nord. Tuttavia ...

Focus on Sudan: What does independence mean for North and South?

Data: 13 luglio, ore 19
Luogo: Frontline Club, 13 Norfolk Place, LONDRA W2 1QJ

Salva Kir guiderà il Sud Sudan indipendente il 9 luglio dopo un referendum plebiscito in cui il 99% dei votanti si è espresso a favore della secessione dal nord. Tuttavia con relazioni ancora tese a causa delle regioni confinanti di Abyei e dell’area circostante, quale sarà il futuro di entrambi gli stati del nord e del sud? (altro…)

Sud Sudan: storie e voci di persone in fuga – MSF

11.Luglio.2011 · Posted in Featured

Un anno dopo lo scoppio della violenza nel distretto di Haut-Uélé, nel Nord della Repubblica Democratica del Congo, i combattimenti si sono estesi a nuove zone. ...

Un anno dopo lo scoppio della violenza nel distretto di Haut-Uélé, nel Nord della Repubblica Democratica del Congo, i combattimenti si sono estesi a nuove zone. (altro…)

Sudan ammasserebbe truppe al confine col Sud Sudan

09.Luglio.2011 · Posted in economia

KHARTOUM, 6 luglio – Il Sudan del nord ha ammassato ciò che sembra un alto numero di truppe nello stato meridionale di Kordofan, ricco di petrolio e teatro degli scontri che hanno minacciato la secessione pacifica del sud. Lo ha comunicato mercoledì un gruppo di monitoraggio via satellite. ...

KHARTOUM, 6 luglio – Il Sudan del nord ha ammassato ciò che sembra un alto numero di truppe nello stato meridionale di Kordofan, ricco di petrolio e teatro degli scontri che hanno minacciato la secessione pacifica del sud. Lo ha comunicato mercoledì un gruppo di monitoraggio via satellite.

(altro…)

Sudan non era pronto per le elezioni – Motlanthe

20.Aprile.2010 · Posted in attualità

Il vicepresidente del Sudafrica, Kgalema Motlanthe, ha condannato il rapimento di quattro soldati sudafricani in Sudan, aggiungendo che l'instabilità del paese è molto preoccupante. ...

Il vicepresidente del Sudafrica, Kgalema Motlanthe, ha condannato il rapimento di quattro soldati sudafricani in Sudan, aggiungendo che l’instabilità del paese è molto preoccupante.

Motlanthe, in visita in Tunisia, ha anche detto che le elezioni della scorsa settimana in Sudan hanno avuto luogo in un momento “inopportuno” e che le condizioni nel territorio non erano ideali.

I quattro soldati sudafricani, due uomini e due donne, sono stati catturati domenica scorsa mentre tornavano al quartier generale di Nyala, la capitale del Darfur meridionale. Il Sudafrica ha 165 ufficiali di polizia e circa 800 soldati in Sudan che lavorano per la missione congiunta ONU/Unione Africana.

Motlanthe ha detto che è prioritario che i soldati ritornino sani e salvi. “Il rapimento dei soldati è  increscioso e speriamo che non succeda loro nulla di grave,” ha detto Motlanthe.

Le prime elezioni in Sudan dopo 23 anni sono state danneggiate dal ritiro dell’opposizione formata dal Movimento sudanese per la liberazione del popolo (Sudanese People’s Liberation Movement) e da altri piccoli partiti, che hanno denunciato violazioni del partito di governo, il National Congress Party. Motlanthe ha detto che un Sudan instabile – il paese più grande del continente – ha implicazioni per molti altri paesi africani.

“E’ un grosso problema. Il Sudan confina con 10 stati africani perciò … se implode… destabilizza molti altri stati africani. Per questo è nostro interesse lavorare per la pace e la stabilità in Sudan”

“Un certo numero di… partiti si sono ritirati dalla competizione elettorale. Questo crea dei problemi perché i risultati delle elezioni potrebbero non essere accettati da tutti visto che avevano delle preoccupazioni su alcuni aspetti dei preparativi. Le condizioni non sono ideali” ha detto.

“Queste elezioni non potevano capitare in un momento più inopportuno”. Motlanthe ha aggiunto che l’ex presidente Thabo Mbeki aveva partecipato al processo di pace in Sudan ed aveva monitorato le elezioni.

“Si sarebbe dovuto prendere tempo affinché il processo di pace mettesse radici più solide, così come l’enorme questione dell’accordo di pace col sud del Sudan doveva essere risolta. A quel punto l’intero paese, tutto insieme, sarebbe andato a votare in condizioni migliori”, ha aggiunto.

I votanti, alcuni dei quali partecipavano per la prima volta, dovevano gestire 12 schede. Qualcosa d’impossibile per alcuni, soprattutto se sprovvisti d’istruzioni per votare, ha detto Motlanthe. Relazioni migliori con i paesi più stabili del nordafrica, come la Tunisia, avrebbero facilitato gli sforzi per la pace nel continente e nel medio oriente.

“E’ molto importante che i paesi instabili siano circondati da una comunità invece di restare isolati. Credo che ci sia un maggior apprezzamento dei vantaggi di lavorare insieme per un miglior coordinamento tra le comunità economiche regionali. E’ per questo che la Tunisia è molto favorevole a siglare accordi con la comunità degli stati dell’Africa meridionale, SADC (the Southern African Development Community), e con l’Ecowas (the Economic Community of West African States),” ha detto.

Motlanthe ha anche aggiunto che la Tunisia potrebbe essere una “porta” verso l’Europa per le società sudafricane.

“La Tunisia è un paese molto importante nel continente… loro commerciano dal lato meridionale del Mediterraneo verso l’Europa. Per esempio, se una società sudafricana avesse difficoltà a penetrare il mercato europeo potrebbe riuscirci con una joint venture con una società tunisina. Loro sono già accettati dalla UE.”

Il primo ministro tunisino, Mohamed Ghannouchi, ha chiesto maggiori scambi commerciali tra i due paesi. “(Se noi) aumentassimo il volume degli scambi commerciali tra i nostri due paesi, potremmo guidare il continente nell’impostare la bilancia commerciale nelle nostre monete … non dobbiamo usare valute più forti. Questa è un’area in cui penso che possiamo essere di buon esempio grazie alla stabilità dei nostri paesi, loro non avrebbero alcun problema ad accettare la nostra moneta e noi non avremmo problemi ad accettare la loro.”

Il Sudafrica ha siglato circa 20 accordi con la Tunisia, per lo più riguardanti i settori: salute, arti e cultura, scienza e tecnologia.

Motlanthe ha anche chiesto più medici tunisini da trasferire negli ospedali rurali sudafricani, dove c’è una grave carenza di professionisti del settore medico. Attualmente sono circa 80 i dottori tunisini che lavorano in Sudafrica.

Fonte: www.sundayindependent.co.za