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Gbagbo, un recluso difficilmente raggiungibile

09.agosto.2011 · Posted in politica

Più di tre mesi dopo il trasferimento dell’ex presidente ivoriano nel nord della Costa d’Avorio, circolano pochissime informazioni sulle sue condizioni di detenzione. E non è un modo di dire: incontrare il recluso di Korhogo è un vero percorso ad ostacoli. di Trésor KIBANGULA ...

Più di tre mesi dopo il trasferimento dell’ex presidente ivoriano nel nord della Costa d’Avorio, circolano pochissime informazioni sulle sue condizioni di detenzione. E non è un modo di dire: incontrare il recluso di Korhogo è un vero percorso ad ostacoli.

di Trésor KIBANGULA (altro…)

Costa d’Avorio: si rischia catastrofe umanitaria

31.marzo.2011 · Posted in attualità

Non si contano più gli scontri mentre le forze fedeli ad Alassane Ouattara avanzano verso la parte ovest e la parte centrale del paese. I civili ivoriani rischiano di subire massicce violazioni dei diritti umani. Lo ha denunciato oggi Amnesty International mentre le forze di Ouattara conquistavano Abidjan, la capitale economica del paese. “Abidjan e’ ...

Non si contano più gli scontri mentre le forze fedeli ad Alassane Ouattara avanzano verso la parte ovest e la parte centrale del paese.

I civili ivoriani rischiano di subire massicce violazioni dei diritti umani. Lo ha denunciato oggi Amnesty International mentre le forze di Ouattara conquistavano Abidjan, la capitale economica del paese.

“Abidjan e’ sull’orlo di una catastrofe umanitaria e del caos totale” ha detto Salvatore Saguès, ricercatore di Amnesty International per l’Africa occidentale.

“La Costa d’Avorio si trova di fronte ad una grande crisi umanitaria. Le parti coinvolte nel conflitto devono immediatamente fermarsi dal colpire i civili”, ha detto Salvatore Saguès.

“La comunita’ internazionale deve prendere immediatamente delle misure per proteggere la popolazione civile.”

Dall’inizio della settimana, l’esercito repubblicano fedele al candidato riconosciuto internazionalmente come il presidente eletto Alassane Ouattara ha lanciato un attacco generale contro le forze fedeli al presidente uscente Laurent Gbagbo, che rifiuta di cedere il potere.

Mentre le Republican Forces avanzano verso ovest e verso il centro del paese, divampano le violenze.

Un episodio si e’ verificato ieri nella città di Guiglo, a 600 km a ovest di Abidjan, dove alcune fonti hanno detto ad Amnesty International che elementi fuori controllo fedeli a Laurent Gbagbo, compresi mercenari liberiani, hanno bruciato e saccheggiato le case e hanno sparato e ferito diversi civili.

“L’escalation del conflitto, e l’appoggio costante sui mercenari e sulle reclute non preparate, sta ad evidenziare che c’e’ un rischio enorme ed immediato di gravi violazioni dei diritti umani per i prossimi giorni mentre l’esercito repubblicano avanza su Abidjan” ha detto Salvatore Saguès.

Il 19 marzo, il ministro della gioventù di Gbagbo, Charles Blé Goudé, si e’ appellato al movimento di Gbagbo, Young Patriot movement (movimento giovani patrioti), affinché i membri si arruolassero come volontari nell’esercito per “liberare” il paese. I Giovani Patrioti hanno annunciato di aver reclutato 20 mila soldati.

Fonti locali hanno detto alla delegazione di Amnesty International che attualmente in Costa d’Avorio corpi senza vita rimangono ancora per le strade di Duékoué. Decine di migliaia di civili stanno cercando rifugio presso la missione cattolica senza adeguate risorse alimentari, senza acqua, servizi sanitari e medici.

Il 29 marzo, l’esercito repubblicano ha ucciso Jean Louana, direttore della campagna elettorale di uno degli attuali ministri nominati da Laurent Gbagbo.

Lo stesso esercito ha anche ucciso un Pastore di una chiesa evangelica insieme a otto membri della sua chiesa.

Altri due civili, un imam musulmano e un cittadino del Burkina Faso, sono stati uccisi il 28 marzo, da uomini delle milizie fedeli a Laurent Gbagbo durante i combattimenti per il controllo di Duékoué.

Amnesty International si appella ad entrambe le parti in conflitto affinché si attengano strettamente alla legge umanitaria internazionale e affinché prendano tutte le precauzioni per non colpire i civili.

Fonte: Amnesty International