Posts Tagged ‘rwanda’

“E poi basta” alla Griot il 20/12 a Roma

16.Dicembre.2019 · Posted in cultura, extrafrica

Venerdì 20 dicembre, alle 19, GRIOT presenta il libro di Espérance Hakuzwimana Ripanti ” E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana”, pubblicato da People. Insieme all’autrice ci sarà la scrittrice Francesca Melandri.  ...

Venerdì 20 dicembre, alle 19, GRIOT presenta il libro di Espérance Hakuzwimana Ripanti ” E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana”, pubblicato da People. Insieme all’autrice ci sarà la scrittrice Francesca Melandri. 

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XXII Commemorazione del genocidio dei Tutsi in Rwanda

30.Marzo.2016 · Posted in extrafrica

XXII Commemorazione del genocidio dei Tutsi in Rwanda Auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi Venerdì 8 aprile alle ore 9:00, presso l’auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi si terrà la XXII Kwibuka, Giornata della memoria del genocidio dei Tutsi in Rwanda. ...

XXII Commemorazione del genocidio dei Tutsi in Rwanda

Auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi

Venerdì 8 aprile alle ore 9:00, presso l’auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi si terrà la XXII Kwibuka, Giornata della memoria del genocidio dei Tutsi in Rwanda.

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La Memoria del Bene Domenica 6 Marzo, Roma

02.Marzo.2016 · Posted in extrafrica

Nell’estate del 1994, in Rwanda, nel giro di tre mesi, tra il 6 aprile e il 18 luglio, un milione di cittadini appartenenti all’etnia minoritaria Tutsi veniva sistematicamente trucidato dai criminali estremisti appartenenti alla maggioranza Hutu per la sola colpa di appartenere ad un’etnia diversa. Un omicidio ogni dieci secondi avveniva sotto gli occhi indifferenti ...

Nell’estate del 1994, in Rwanda, nel giro di tre mesi, tra il 6 aprile e il 18 luglio, un milione di cittadini appartenenti all’etnia minoritaria Tutsi veniva sistematicamente trucidato dai criminali estremisti appartenenti alla maggioranza Hutu per la sola colpa di appartenere ad un’etnia diversa.

Un omicidio ogni dieci secondi avveniva sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale. In questo contesto, molti obbedirono agli ordini ed uccisero, violentarono e torturarono, pochi coraggiosi, negando la logica del genocidio e mettendo a rischio la propria vita scelsero di opporsi all’orrore e di salvare altri esseri umani. E’ a loro che il 6 marzo, la Giornata Europea dedicata ai Giusti, vogliamo ispirarci e dimostrare che tutti noi abbiamo una scelta: la scelta di salvare vite umane invece che uccidere, di opporsi alla violenza piuttosto che assistere passivamente.

I mass media non hanno mai reso un’informazione chiara e veritiera all’opinione pubblica internazionale e non hanno mai spiegato che il genocidio era stato scientificamente pianificato dagli estremisti al potere nel (altro…)

Ruanda 1994-2014: un milione di motivi per ricordare

12.Aprile.2014 · Posted in politica

Venti anni dopo il genocidio, che ha sterminato in pochi mesi oltre un milione di ruandesi, è doveroso rievocare e trasformare la memoria in una forza positiva che possa fare convergere il passato al presente in maniera da seminare un nuovo coraggio e nuove speranze contagiose. Parliamo del coraggio di spingere tutti insieme il mondo ...

Venti anni dopo il genocidio, che ha sterminato in pochi mesi oltre un milione di ruandesi, è doveroso rievocare e trasformare la memoria in una forza positiva che possa fare convergere il passato al presente in maniera da seminare un nuovo coraggio e nuove speranze contagiose. Parliamo del coraggio di spingere tutti insieme il mondo verso la tutela dei diritti umani e di sensibilizzare le popolazioni e i potenti del mondo verso una civiltà nonviolenta, perché solo di nonviolenza potrà nutrirsi realmente il senso della vita.

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Il Ruanda progetta il suo futuro digitale

31.Maggio.2011 · Posted in economia

Il Ruanda immagina un futuro digitale e si affida per la sua realizzazione all’ambizioso progetto denominato “Vision 2020” che costituisce un’articolato programma di sviluppo per i prossimi 20 anni. ...

Il Ruanda immagina un futuro digitale e si affida per la sua realizzazione all’ambizioso progetto denominato “Vision 2020” che costituisce un’articolato programma di sviluppo per i prossimi 20 anni. (altro…)

Rwanda: elezioni non democratiche

11.Agosto.2010 · Posted in attualità

Le elezioni presidenziali in Rwanda sono state definite poco democratiche per il fatto che la stampa non e’ libera di raccontare i problemi politici attuali. Secondo un giornalista che ha chiesto di restare anonimo, l’atmosfera e’ rimasta tesa per tutto la giornata elettorale e i media sono rimasti sempre a letto col partito di governo ...

Le elezioni presidenziali in Rwanda sono state definite poco democratiche per il fatto che la stampa non e’ libera di raccontare i problemi politici attuali.

Secondo un giornalista che ha chiesto di restare anonimo, l’atmosfera e’ rimasta tesa per tutto la giornata elettorale e i media sono rimasti sempre a letto col partito di governo di Paul Kagame, il Fronte patriottico ruandese (Rwandan Patriotic Front).

AfricaNews ha intervistato uno dei giornalisti:

AfricaNews: Che aria si respira in Rwanda?

Journalist: L’aria in Rwanda (in particolare a Kigali dove vivo) e’ quella di uno stato di paura e di shock. I membri del partito di governo del RPF sono per le strade ma ancora non sono stati segnalati incidenti gravi.

AfricaNews: Come racconteresti quest’elezione?

Journalist: L’elezione che ha avuto luogo qui e’ stata caratterizzata dalle intimidazioni e non e’ stata democratica. Non c’e’ stata una vera opposizione che abbia contestato il presidente uscente Paul Kagame. Gli altri tre candidati erano tutti sostenitori di Kagame sin dal 2003. Lo hanno sostenuto e hanno pregato per la sua rielezione e si sono rifiutati di chiamarsi opposizione. Le loro politiche non erano diverse da quelle del partito dominante del RPF.

AfricaNews: Quanto e’ libera la stampa di raccontare la situazione politica?

Journalist: Da quando Umuseso, Umuvugizi e Umurabyo, i tre giornali indipendenti e critici sono stati chiusi e i loro giornalisti uccisi, arrestati o fuggiti all’estero, non esistono media indipendenti in Rwanda. Le stazioni radiofoniche, televisive e gli altri giornali raccontano solo i punti di vista del governo. Victoire Ingabire, Bernard Ntaganda e Frank Habineza, i leader dell’opposizione, non hanno ricevuto un’attenzione mediatica equa in nessuna testata giornalistica locale.

AfricaNews: Come descriveresti lo stato della libertà di stampa in Rwanda?

Journalist: La libertà di stampa e’ un mito. Non esiste per niente, e la gente lo sa molto bene. I giornalisti che cercano di criticare il governo o dare uno spazio all’opposizione sono visti come nemici del Rwanda. Anche la BBC e VOA sono stati minacciati in diverse occasioni per la loro linea editoriale e per aver dato spazio ai “genocide deniers”, “negazionisti del genocidio” (da intendere come “tutti coloro che non condividono la leadership del RPF o con i metodi di Kagame” o “tutti quelli che si battono per una giustizia equa per tutte le vittime del genocidio dei Tutsi e per gli omicidi di massa degli Hutu in Rwanda e in DDRC”).

AfricaNews: Che ne pensi del press centre aperto recentemente dal governo?

Journalist: Press centre? E’ una buona idea. Ma quale stampa c’e’ in Rwanda, e’ questo il problema. Il governo del Rwanda e’ molto malizioso. Controlla ogni cosa tra cui i media. Il press centre e’ solo un miraggio per fare bella figura col pubblico.

Fonte: AfricaNews

Rwanda: elezioni non democratiche

11.Agosto.2010 · Posted in attualità

Le elezioni presidenziali in Rwanda sono state definite poco democratiche per il fatto che la stampa non e’ libera di raccontare i problemi politici attuali. Secondo un giornalista che ha chiesto di restare anonimo, l’atmosfera e’ rimasta tesa per tutto la giornata elettorale e i media sono rimasti sempre a letto col partito di governo ...

Le elezioni presidenziali in Rwanda sono state definite poco democratiche per il fatto che la stampa non e’ libera di raccontare i problemi politici attuali.

Secondo un giornalista che ha chiesto di restare anonimo, l’atmosfera e’ rimasta tesa per tutto la giornata elettorale e i media sono rimasti sempre a letto col partito di governo di Paul Kagame, il Fronte patriottico ruandese (Rwandan Patriotic Front).

AfricaNews ha intervistato uno dei giornalisti:

AfricaNews: Che aria si respira in Rwanda?

Journalist: L’aria in Rwanda (in particolare a Kigali dove vivo) e’ quella di uno stato di paura e di shock. I membri del partito di governo del RPF sono per le strade ma ancora non sono stati segnalati incidenti gravi.

AfricaNews: Come racconteresti quest’elezione?

Journalist: L’elezione che ha avuto luogo qui e’ stata caratterizzata dalle intimidazioni e non e’ stata democratica. Non c’e’ stata una vera opposizione che abbia contestato il presidente uscente Paul Kagame. Gli altri tre candidati erano tutti sostenitori di Kagame sin dal 2003. Lo hanno sostenuto e hanno pregato per la sua rielezione e si sono rifiutati di chiamarsi opposizione. Le loro politiche non erano diverse da quelle del partito dominante del RPF.

AfricaNews: Quanto e’ libera la stampa di raccontare la situazione politica?

Journalist: Da quando Umuseso, Umuvugizi e Umurabyo, i tre giornali indipendenti e critici sono stati chiusi e i loro giornalisti uccisi, arrestati o fuggiti all’estero, non esistono media indipendenti in Rwanda. Le stazioni radiofoniche, televisive e gli altri giornali raccontano solo i punti di vista del governo. Victoire Ingabire, Bernard Ntaganda e Frank Habineza, i leader dell’opposizione, non hanno ricevuto un’attenzione mediatica equa in nessuna testata giornalistica locale.

AfricaNews: Come descriveresti lo stato della libertà di stampa in Rwanda?

Journalist: La libertà di stampa e’ un mito. Non esiste per niente, e la gente lo sa molto bene. I giornalisti che cercano di criticare il governo o dare uno spazio all’opposizione sono visti come nemici del Rwanda. Anche la BBC e VOA sono stati minacciati in diverse occasioni per la loro linea editoriale e per aver dato spazio ai “genocide deniers”, “negazionisti del genocidio” (da intendere come “tutti coloro che non condividono la leadership del RPF o con i metodi di Kagame” o “tutti quelli che si battono per una giustizia equa per tutte le vittime del genocidio dei Tutsi e per gli omicidi di massa degli Hutu in Rwanda e in DDRC”).

AfricaNews: Che ne pensi del press centre aperto recentemente dal governo?

Journalist: Press centre? E’ una buona idea. Ma quale stampa c’e’ in Rwanda, e’ questo il problema. Il governo del Rwanda e’ molto malizioso. Controlla ogni cosa tra cui i media. Il press centre e’ solo un miraggio per fare bella figura col pubblico.

Fonte: AfricaNews

proverbio del Rwanda

24.Settembre.2009 · Posted in proverbio della settimana

La lingua non ha ossa e tuttavia è molto potente ...

La lingua non ha ossa e tuttavia è molto potente

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