Posts Tagged ‘poesia della settimana’

Dall’Italia all’UE, la poesia come baluardo contro il terrore

23.Marzo.2016 · Posted in varie

Dall’Italia all’Unione europea, la poesia come baluardo civile contro il terroreIl poeta e difensore dei diritti umani Roberto Malini fa dono a tutti i parlamentari europei della sua raccolta di versi “Ba Ta Clan”, che condanna il terrore e chiede ai cittadini dell’Ue di unirsi per salvare gli ideali di convivenza pacifica. Il Parlamento europeo plaude ...

Dall’Italia all’Unione europea, la poesia come baluardo civile contro il terrore

Il poeta e difensore dei diritti umani Roberto Malini fa dono a tutti i parlamentari europei della sua raccolta di versi “Ba Ta Clan”, che condanna il terrore e chiede ai cittadini dell’Ue di unirsi per salvare gli ideali di convivenza pacifica. Il Parlamento europeo plaude all’iniziativa: “E’ un simbolo di pace, libertà e giustizia sociale”.

Genova, 23 marzo 2016

La società civile che si impegna per una cultura di pace e tolleranza è ora vicina alla gente di Bruxelles, alle sue istituzioni e a quelle dell’Unione europea. Il terrore annienta ogni
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Poesia africana: LE STRADE DI SOWETO

03.Marzo.2010 · Posted in poesia della settimana

LE STRADE DI SOWETO C’era un fanciullo vestito di nero che si contava le costole in fondo ad una camera chiusa sulla dolcezza della sera. C’era un cane grosso come la disperazione che aveva perso una zampa sognando i resti che avanzavano da un pranzo ufficiale. C’era un soldato dal portamento drammatico Che ingoiava le ...

LE STRADE DI SOWETO

C’era un fanciullo vestito di nero

che si contava le costole

in fondo ad una camera chiusa

sulla dolcezza della sera.

C’era un cane grosso come la disperazione

che aveva perso una zampa

sognando i resti che avanzavano

da un pranzo ufficiale.

C’era un soldato dal portamento drammatico

Che ingoiava le pallottole del suo fucile

Per non vedere più ai suoi piedi

Donne morire col figlioletto in braccio.

C’era una prigione tutta bianca

Con una cella tutta nera

Dove uomini, dimentichi del loro nome,

erano rinchiusi e mai processati.

C’era una donna dallo sguardo spento

In attesa dei suoi undici figli

Sulla strada del cimitero

Dove non aveva potuto seppellirli.

C’era una voce bella come la vita

che cantava la libertà su di un’aria

che suonava come un incubo

nell’orecchio del condannato a morte.

Henri Boukoulou

Fonte: “Poeti Africani Anti-Apartheid”, Edizioni dell’Arco