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La Francia cerca di attaccare la Costa d’Avorio

28.Marzo.2011 · Posted in politica

L'ambasciatore ivoriano Pierre Lobougnon e consulente diplomatico per il presidente Laurent Gbagbo ha sottolineato il ruolo della Francia nel distorcere il risultato delle elezioni presidenziali in Costa d'Avorio. ...

“Dobbiamo bloccare la risoluzione presentata dalla Francia all’Onu che sta cercando di creare le condizioni per attaccare militarmente la Costa d’Avorio”.

Lo ha detto pochi minuti fa l’ambasciatore Pierre Lobougnon durante la conferenza sulle guerre in Africa in corso a Catania.

Wikileaks: eritrei picchiati da marina italiana

03.Febbraio.2011 · Posted in extrafrica

Sotto accusa il comportamento dell'Ambasciatore italiano a Tripoli. Eritrei pestati dai militari della marina italiana durante i respingimenti in Libia e l'Ambasciatore italiano a Tripoli che fa finta di niente e si nega alle pressanti richieste dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite. ...

Nel mese di agosto 2009 il Gruppo EveryOne, dopo aver protestato contro i respingimenti e le politiche xenofobe italiane e aver richiesto più volte l’intervento dell’Alto Commissario Onu per i Rifugiati a tutela dei profughi respinti, ricevette minacce gravi, con l’invito a sospendere la “campagna diffamatoria contro le autorità italiane”.

Roma, 3 febbraio 2011. E’ quanto si legge nei documenti diplomatici Usa diffusi dal sito Wikileaks e pubblicati oggi dall’Unità.

In un cablogramma datato 5 agosto 2009, l’Ambasciatore americano Gene Cretz riferisce sull’incontro avuto con il direttore dell’Alto Commissariato dei rifugiati a Tripoli, l’iracheno Mohamed Alwash, in piena stagione di respingimenti.

Obiettivo dell’incontro è definire un piano di accoglienza negli Stati uniti per un gruppo di rifugiati eritrei respinti dall’Italia e detenuti a Misratah, ma Alawash racconta anche del pestaggio subito dagli eritrei respinti dalla marina italiana il 1 luglio e dell’ostruzionismo dell’Ambasciatore italiano, Francesco Trupiano.

Il 1 luglio, i militari italiani intercettano un barcone con 89 persone a bordo, tra cui 75 eritrei, comprese nove donne e tre bambini.

“Quando l’imbarcazione è stata intercettata – racconta Alwash all’Ambasciatore – tre degli eritrei hanno chiesto di parlare con il comandante della nave italiana per informarlo del loro status di rifugiati. Diversi passeggeri hanno mostrato al comandante i loro attestati rilasciati dagli uffici dell’Alto commissariato dei rifugiati delle Nazioni Unite”.

Ma il comandante risponde che c’è “un ordine tassativo del governo italiano di riportare i migranti in Libia” e quindi ordina a tutti di salire sulla nave italiana diretta in Libia.

Al rifiuto degli eritrei, i militari italiani passano alle maniere forti: Alwash riferisce di “scontri fisici tra i migranti e l’equipaggio italiano che si concludono con alcuni degli africani picchiati dagli italiani con bastoni di plastica e di metallo”.

Alla fine si contano “almeno sei feriti“. Dopo due giorni di insistenti richieste, gli operatori delle Nazioni Unite ottengono l’autorizzazione a incontrare il gruppo dei migranti respinti.

Alwash sollecita il governo italiano, ma non arrivano risposte, e agli americani confida di ritenere che “il governo italiano faccia intenzionalmente ostruzionismo alle Nazioni Unite“.

In particolare, il responsabile Onu afferma che l’Ambasciatore italiano “Trupiano si rifiuta di incontrarsi con l’Unhcr” e di aver saputo che il diplomatico dice di lui che è soltanto un “piantagrane”. Trupiano, continua Alwash, è concentrato solo sui respingimenti e dice addirittura di non sapere niente di un iniziale accordo tra Nazioni Unite e governo italiano per riportare in Italia una ventina dei 93 titolari di asilo politico che le Nazioni Unite hanno identificato tra i respinti in Libia.

Un quadro che porta il responsabile Onu a concludere che “l’accordo di cooperazione tra Italia e Libia per respingere i migranti intercettati nel Mediterraneo verso la Libia stia violando i diritti umani dei migranti e mettendo in pericolo i richiedenti asilo”.

Fonte: gruppo everyone

ONU: l’Italia sostiene la lotta alla fame nel mondo

12.Novembre.2010 · Posted in varie

Comunicato stampa – Per combattere la piaga della fame, che oggi colpisce quasi un miliardo di persone, servono “azioni concertate e di lungo periodo”. Lo ha sottolineato Paolo Ducci, presidente del Comitato per le celebrazioni italiane della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2010, promossa dalla FAO il 16 ottobre. Quest’anno si riflette sulla possibilità di produrre più ...

Comunicato stampa – Per combattere la piaga della fame, che oggi colpisce quasi un miliardo di persone, servono “azioni concertate e di lungo periodo”. Lo ha sottolineato Paolo Ducci, presidente del Comitato per le celebrazioni italiane della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2010, promossa dalla FAO il 16 ottobre.

Quest’anno si riflette sulla possibilità di produrre più cibo, in modo più sostenibile, nel momento in cui l’aumento dei costi delle derrate alimentari e la crisi economica internazionale pongono oggi più che mai il problema della carenza di risorse agricole.

L’Italia ha organizzato eventi per oltre due mesi, dal primo ottobre al 15 dicembre, per “sensibilizzare l’opinione pubblica, soprattutto i giovani, a cui è affidato il compito di sconfiggere la piaga della fame nel mondo”, ha spiegato Ducci.

Oggi, ad esempio, la Farnesina ha proiettato un film sull’opera di Nazareno Strampelli, uno dei padri della genetica agraria moderna. Ancora oggi, ad oltre un secolo di distanza, i suoi grani ‘ibridi’ sono utilizzati in diversi paesi ottenendo grandi rese.

La ricerca nel campo dell’agricoltura può costituire una ricetta “di lungo periodo” per debellare la fame nel mondo. La continua riduzione dei terreni coltivabili, tra l’altro, colpisce anche i paesi ricchi, come ha spiegato il direttore scientifico del CRA (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura), Riccardo Aleandri.

L’agricoltura – ha rilevato Aleandri – “è tornata ad essere uno delle questioni principali del nostro tempo, e insieme uno dei punti di salvezza dell’umanità”. E il miglioramento genetico delle coltivazioni “deve diventare oggetto di dibattito politico ancora prima che scientifico”.

Fonte: esteri.it

ONU necessità di soluzioni per crisi alimentari

18.Ottobre.2010 · Posted in economia

Disastri naturali, guerre e istituzioni deboli hanno provocato crisi alimentari in 22 paesi. Lo hanno detto due agenzie dell’ONU in un report sulla sicurezza alimentare con lo scopo di lanciare un appello per trovare soluzioni a lungo termine in modo da aiutare gli stati a recuperare la loro capacità produttiva. Fame cronica e insicurezza alimentare ...

Disastri naturali, guerre e istituzioni deboli hanno provocato crisi alimentari in 22 paesi. Lo hanno detto due agenzie dell’ONU in un report sulla sicurezza alimentare con lo scopo di lanciare un appello per trovare soluzioni a lungo termine in modo da aiutare gli stati a recuperare la loro capacità produttiva.

Fame cronica e insicurezza alimentare sono le caratteristiche più comuni del protrarsi di una crisi, secondo quanto è scritto nel report “State of Food Insecurity in the World 2010,” (lo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo 2010) pubblicato dalla FAO (Food and Agriculture Organization) e dal PAM, programma alimentare mondiale  (World Food Programme (WFP).

Più di 166 milioni di persone malnutrite vivono in paesi che devono affrontare il protrarsi di queste crisi, ossia all’incirca il 20 per cento di tutte le persone malnutrite del mondo, o più di un terzo del totale se si escludono grandi paesi come Cina e India, è scritto nel report.

Fonte: moderghana.com,

Ban Ki-Moon in Africa la prossima settimana

19.Maggio.2010 · Posted in attualità

Il segretario-generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, visiterà diversi paesi dell’Africa dal 29 al 31 maggio. In un’intervista esclusiva via email, Anne Siddall dell’ufficio del portavoce del segretario-generale dell’Onu ha detto a PANA martedì che Ban dovrebbe visitare Uganda, Burundi e la Repubblica Democratica del Congo (RDC) durante la parte africana del suo tour. Ban volerà in ...

Il segretario-generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, visiterà diversi paesi dell’Africa dal 29 al 31 maggio.

In un’intervista esclusiva via email, Anne Siddall dell’ufficio del portavoce del segretario-generale dell’Onu ha detto a PANA martedì che Ban dovrebbe visitare Uganda, Burundi e la Repubblica Democratica del Congo (RDC) durante la parte africana del suo tour.

Ban volerà in Africa dopo il Forum dell’Alliance of Civilizations a Rio de Janeiro il 28 maggio.

“La visita del segretario-generale in Malawi avrà luogo il 29 e 30 maggio,” ha detto Siddall, aggiungendo che: “Al momento non ci sono dettagli sull’itinerario perché siamo in attesa di alcune conferme”.

Secondo alcuni documenti resi disponibili a PANA dall’ufficio del segretario-generale, l’agenda di Ban in Malawi sara’ dedicata ai Millennium Development Goals (MDGs).

“Questo comprende una visita al Millennium Village project che mostra i progressi fatti dal paese nel raggiungere quegli obiettivi. Il segretario-generale s’incontrerà anche con i leader politici del paese”, e’ scritto nel documento.

Fonte: Afrique en ligne